Harry Potter e la Strega Protettrice

…..zzzzz….mmmmm…..zzzzzzzzzz…...mmmm……….zzzzzzzzzzzzz……
<< Uffa ci si mettono anche gli insetti adesso!! >>sbottò Harry. Era sdraiato nel giardino perfettamente tenuto,come del resto tutta la casa,dei Dursley per potersi godere almeno per un po’ quello splendido spettacolo di stelle e poter pensare con nostalgia a quei pochi ma piacevoli momenti passati con Sirius. Ma a quanto pareva gli animaletti che popolavano quella siepe non gradivano la sua presenza,così Harry rassegnato si alzò ed entrò in casa facendo ben attenzione a fare il meno rumore possibile in modo da passare inosservato. Era tornato a Private Drive solo da pochi giorni e già ne aveva la nausea. Ogni mattina sperava che Edvige tornasse con la risposta di Ron che gli annunciava che sarebbero andati a prenderlo. Ma ancora non era arrivata nessuna nuova né da Ron né da Hermione. Sgattaiolò su per le scale e si chiuse in camera sua. Non aveva per niente sonno e infondo era ancora presto per andare a dormire, quindi decise di rileggere per la centesima volte I magnifici sette e vedere se riusciva a distrarlo dal pensare a Sirius. Ma la cosa non funzionò. Era ancora troppo difficile da accettare. Harry si era sforzato di non pensarci,di farsene una ragione ma invano. Ogni volta non poteva far altro che dirsi << è colpa mia! >>. Era caduto come un novellino dritto nella trappola di Voldemort nonostante tutti gli avessero detto di non ascoltare più i suo sogni,di chiudere la mente all’Oscuro Signore. Harry si ritrovò a pensare che anche se avesse imparato l’Occlumanzia ormai era troppo tardi. Con la mente distratta da questi cupi pensieri e con un senso di colpa sempre maggiore che gli stringeva lo stomaco si addormentò. Quando si voltò era in un cimitero. Davanti a lui le tombe dei suoi genitori brillavano alla luna e una candida rosa bianca era dolcemente china vicino al nome di sua madre. “ Dove sono?” pensò subito guardandosi intorno. Poi, come per essere sicuro che fosse reale, sfiorò le fredde lapidi e calde lacrime cominciarono a rigargli il volto. Per la prima volta dopo tanto tempo Harry riuscì a sfogare il dolore che da anni custodiva gelosamente nel suo cuore. Quando si fu calmato un po’ guardò di nuovo quella candida rosa e si domandò chi mai l’avesse portata; infondo a quanto ne sapeva nessuno conosceva il luogo dove erano stati sepolti i suoi genitori. Poi pensò che però almeno una persona doveva saperlo: Silente, sicuramente era stato lui a portare quel fiore a Lily. Perso in questi pensieri e ancora scosso dal pianto non si accorse che in quello stesso momento qualcuno stava parlando non molto lontano da lui. Una voce fredda e acuta, che Harry conosceva fin troppo bene, stava imprecando contro qualcuno. Sorpreso e spaventato allo stesso tempo si nascose dietro le lapidi dei genitori e tirò le orecchie più che mai per sentire il loro discorso. Ma un’altra cosa destò subito l’attenzione di Harry: la cicatrice. Nonostante Voldemort si trovasse a non più di 10 metri da lui, la cicatrice era perfettamente normale, neanche il minimo prurito o bruciore. Non capiva cosa stesse succedendo ma pensò subito “ appena torno a casa devo scrivere a Sirius della cicatrice!Forse lui sa che sta succedendo!” ma non fece in tempo a finire la frase che un’onda di tristezza lo invase lasciandolo inerme. Decise di distrarsi ascoltando le urla di Voldemort che a quanto pareva era piuttosto arrabbiato. Qualcosa era andato storto, non era riuscito ad ottenere ciò di cui aveva bisogno, “la profezia!” pensò subito Harry, ma in quel momento due fredde mani lo braccarono al collo e lo trascinarono dritto verso il suo nemico. Quando lo lasciarono Harry era ai piedi di Voldemort e dietro di lui c’era una soddisfatta Bellatrix che orgogliosa mostrava il suo bottino al padrone. Se fosse possibile Harry giurò di aver visto sul volto di Voldemort un sorriso trionfante, ma subito quei freddi occhi rossi lo portarono alla realtà e Harry si alzò, bacchetta alla mano, pronto a combattere. Bellatrix e i mangiamorte presenti si misero a ridere e Harry pensò che tutto questo era già accaduto un anno prima, ma stavolta come ne sarebbe uscito? Vide Voldemort aprire la bocca e pronunciare la maledizione che avrebbe messo fine a tutto ma non sentì alcuna parola. Era come se qualcuno avesse messo il “mute”, non sentiva nessun suono. Era nel silenzio più totale. Poi da dietro di lui arrivò una luce abbagliante e calda. Una luce che lo chiamava a cui Harry non seppe resistere, come trascinato da una forza benefica ma ignota ,si girò e prese a camminare verso la fonte di quella luce. Stordito da quel bagliore ma incredibilmente tranquillo si trovò ben presto stretto tra le braccia di una ragazza di cui non vedeva il volto, una ragazza che gli accarezzava la testa dolcemente bisbigliandogli << Non avere paura. Non temere ci sono io a proteggere i tuoi sogni. Lui qui non verrà più!>>. Harry si svegliò più tranquillo e riposato che mai. Non ricordava il tempo infatti di aver dormito così bene! Completamente dimentico dello strano sogno di quella notte scese in cucina per la colazione e poi uscì per una lunga passeggiata. Trascorse così una giornata serena all’aria aperta non pensando a nulla; pranzò con un gelato,lesse la Gazzetta del Profeta senza trovarci nulla di interessante e tornò a casa giusto in tempo per la cena. Benché la sua incredibile tranquillità turbò perfino i Dursley, Harry non ci badò e andò dritto a letto desiderando intensamente di dormire senza avere in realtà un gran sonno. Di nuovo un freddo e umido cimitero lo accolse. Di nuovo era di fronte alle tombe dei suoi genitori e di nuovo una candida rosa sopiva sulla lapide di sua madre. Harry stavolta si voltò di scatto a cercare Voldemort e lo trovo poco dietro di lui che lo osservava, lo stava aspettando. Di nuovo estrassero le bacchette pronti al duello quando una calda luce abbagliante li illuminò. << Non avere paura. Io ti proteggerò da lui! >> disse una dolce voce di ragazza e a quelle parole la figura di Voldemort svanì come bruciata da fiamme invisibili lasciando dietro di se un urlo che fece gelare il sangue ad Harry. Ma anche stavolta la cicatrice non aveva dato alcun segno. E di nuovo si trovò tra le braccia di questa fanciulla senza capire chi fosse, senza vederle il viso ma incredibilmente felice e consapevole che nessuno al mondo avrebbe potuto fargli del male finché era con lei.

***

La mattina dopo Harry si svegliò con un sorriso ebete stampato in faccia,come il suo amico Ron gli fece notare appena lo svegliò!Harry ci mise un attimo a focalizzare la situazione. Ron era lì in camera sua con suo fratello Bill, entrambi lo guardavano con dei gran sorrisi.. << Siamo venuti a prenderti!!!! >> disse allegro Ron. << Su muoviti, papà ci sta aspettando in salotto ed è meglio che facciamo in fretta perché sembra che i tuoi zii non abbiano dimenticato il loro ultimo incontro!!>> e così dicendo lui e Bill scoppiarono a ridere. Anche Harry sorrise,scese dal letto,si vestì di gran fretta mentre Ron e Bill raccoglievano tutte le sue cose nel baule. Dopo meno di un’ora dal suo risveglio Harry faceva il suo ingresso alla Tana festeggiato dai gemelli,Fred e George, da Ginny e da << Percy?!>> esclamò Harry nel vederlo,<< allora sei tornato!be, sono felice di vederti.>> << Em…anche io Harry! >> disse timidamente Percy << mi dispiace molto per non averti creduto e…>> ma Harry non lo lasciò finire. Era più che evidente che tutto questo costava uno sforzo enorme all’orgoglio di Percy e lui era troppo felice per voler ferire un amico ritrovato. Passò una giornata stupenda con tutti i Weasley a giocare a Gobbiglie ma soprattutto a Quiddich in una sfida all’ultima pluffa 3 contro 3: Harry,Ron e Ginny contro Bill e i gemelli con Percy a fare da arbitro. Alla sera la signora Weasley aveva organizzato una piccola festicciola per l’arrivo di Harry e per il ritorno di Charly, arrivato verso sera esausto dalla Romania. Con le pance stracolme di ogni leccornia pensabile, Harry e gli altri andarono a letto stanchi ma felici e un po’rassegnati perché l’indomani era Lunedì e tutti sarebbero tornati al lavoro. Anche quella notte Harry sogno di un cimitero,di Voldemort pronto ad ucciderlo e sul più bello di una dolce luce che veniva a salvarlo portandolo via da lì. Questa sequenza si ripeté ogni notte per tutta l’estate e ogni mattina Harry si svegliava sereno e tranquillo senza ricordare apparentemente nulla di ciò che aveva sognato. Finché un giorno, dopo essere tornato da una riunione dell’Ordine, il signor Weasley gli chiese di parlargli in privato. Andarono in camera di Ron e si sedettero sui due letti uno di fronte all’altro. Il signor Weasley era molto serio e preoccupato, quando parlò la sua voce suonò terribilmente cupa. << Harry devo farti alcune domande. Vorrei che tu mi rispondessi sinceramente. Ho incantato la stanza in modo che nessuno a parte noi 2 possa sentire ciò che mi dirai.>>. Harry annuì anche se un po’ perplesso dalla situazione e si preparò ad ascoltare la prima domanda . << Harry vorrei sapere se ultimamente fai dei sogni,o meglio un sogno ricorrente?>> chiese seriamente il signor Weasley. Harry pensò subito “no!” ma poi si fermò a riflettere e l’immagini del cimitero e di tutto il resto cominciarono a scorrergli di fronte agli occhi… << Si…>> disse piano Harry abbassando la testa. Ora fissava accanitamente le stringhe delle sua scarpe. << E in questo sogno dove sei? >> << In un cimitero…. Nel cimitero dove sono sepolti i miei genitori >> << E c’è qualcuno con te? >> << Con me?>> chiese Harry come se non avesse capito la domanda,<< No,non c’è nessuno con me. >> Il signor Weasley fece un respiro profondo e chiuse gli occhi,stava pensando….. << Capisco. E cosa accade in questo cimitero? >> << Guardo le tombe dei miei genitori…. C’è una bellissima rosa bianca che veglia sulla mamma…. e….>> ma Harry era sempre più triste e confuso e non riusciva ad andare avanti. << E? >> lo incoraggiò il signor Weasley << Ad un certo punto appare sempre Voldemort…. Ma quando sta per attaccarmi arriva lei e mi salva portandomi al sicuro. >> poi Harry aggiunse, più a se stesso che per altri<< Lei mi protegge, lei non gli permetterà di farmi del male!>> A queste parole il volto del signor Weasley si fece ancora più teso e pensieroso… << E tu non sai chi sia questa ragazza? >> Harry scosse la testa sempre guardando con interesse i suoi lacci e non aggiunse altro. Senza capire il perché si rese infatti conto di non voler raccontare nulla di quella ragazza al signor Weasley,anzi a nessuno. Lei era solo per lui,era lì solo per proteggere lui,Harry,e nessun altro. Il volto del signor Weasley si faceva sempre più buio e questo faceva sentire in colpa Harry anche se non sapeva dirsi perché. Dopo un respiro profondo il padre di Ron aggiunse << Va bene Harry. Vorrei solo che tu mi promettessi di dirmelo se scoprissi qualcosa su questa ragazza. Me lo prometti?>> << Va bene….. ma perché?>> chiese Harry che finalmente aveva alzato la testa e ora guardava il signor Weasley con aria interrogativa. Come al solito sentiva che stava accadendo qualcosa e nessuno aveva intenzione di metterlo al corrente. << Non preoccuparti Harry non è nulla di grave. Solo vorremmo essere sicuri che non fosse un’ altra trappola di Tu-Sai-Chi.>> ma qualcosa nel tono di voce tradiva la disinvoltura del signor Weasley. Harry era già pronto a ribattere ma il mago non gliene diede il tempo. Si alzò e si diresse verso la porta, prima di uscire aggiunse << Harry…. ascolta, lo so che tu ti senti protetto ma pensa a ciò che sta rischiando lei. Si sta mettendo contro Tu-Sai -Chi per te…. pensaci.>> e detto questo uscì. Harry rimase lì da solo, confuso dai troppi pensieri che affollavano la sua mente. “ Lui sa chi è?!” si chiese. “ Come fanno a sapere del mio sogno?”. “ Cosa sta succedendo? Perché non dovrei sognarla?”. Ma ovviamente non trovò risposta alle sue domande. In quel momento entrò Ginny sbuffando, rossa in volto scaraventò una pila di vestiti puliti sul letto di Ron e si sedette << Uf! Voglio dire ha 7 figli perché devo sempre essere io a fare le scale su e giù? E gli altri possono pure smaterializzarsi!!! Ma ti sembra giusto?>> e guardò Harry dritto negli occhi aspettando,ovviamente, una risposta negativa. << Em….em…>> balbettò Harry preso alla sprovvista << credo di no!>> ma non suonò abbastanza deciso per Ginny che lo guardò torvo. Harry aggiunse in fretta << No, intendevo che non è assolutamente giusto!! Voglio dire le gambe ce le hanno anche loro!>> sperando che nessuno dei fratelli Weasley fosse in ascolto. Ginny gli fece un bel sorriso,si alzò e andò a sedersi accanto a Harry. << Hai una strana faccia, è successo qualcosa?>> chiese Ginny in tono amabile. << Em…..No. Niente!>> disse Harry nel modo più disinvolto possibile. << Non ti preoccupare..>> rispose lei abbassando un po’ la voce e mettendogli una mano sulla spalla << Qui lui non verrà!>> e sorridendogli se ne andò. Harry non mangiò quasi niente a cena, ma la signora Weasley era troppo presa dell’acconciatura di Bill per accorgersene. Andò a letto presto borbottando che non si sentiva bene e ringraziò che Ron fosse troppo occupato in una partita a scacchi con Charly per fare domande. Quando si fu finalmente infilato nel letto fece un respiro profondo. “ Voglio incontrarla!” pensò, ma poi gli tornarono in mente le parole del signor Weasley << … ma pensa a ciò che sta rischiando lei. Si sta mettendo contro Tu-Sai-Chi per te…>> . “No. Non voglio che qualcuno altro muoia per me!” pensò Harry e obbligandosi, come se fosse possibile, a non sognarla si addormentò. Di nuovo una candida rosa bianca lo guardava dalla tomba di sua madre. “Voldemort deve essere qui!” ma stavolta non si girò. “Devo concentrarmi su qualcosa. E’ solo un sogno. Decido io cosa deve accadere.” Pensò accanitamente e se lo ripeté più volte per convincersene. Fece un bel respiro profondo a occhi chiusi per calmarsi e quando li riaprì notò qualcosa a cui non aveva mai fatto caso. La rosa bianca ogni volta era in una posizione diversa. Ma cosa significava?. << Non è sempre la stessa notte!>> esclamò Harry. Il che significava che qualcuno veniva ogni notte a portare un fiore a sua madre…” impossibile,non ha senso!” pensò. Si sedette di fronte alla tomba e cominciò a guardarla attentamente. Qualcos’altro catturò la sua attenzione << Ma non ci sono le foto?!>> disse accigliato. Ed era vero,le lapidi dei suo genitori riportavano i loro nomi e le date di morte ( non quelle di nascita) ma non c’erano le fotografie. “ Be ma non sempre ci sono le fotografie sulle lapidi.” Si rispose Harry..” E magari non sapevano le loro date di nascita”… ma questo era poco probabile se, come aveva supposto Harry la prima volta, era stato Silente a provvedere al funerale. Ma Harry non ebbe più il tempo per riflettere perché un rumore alle sue spalle lo fece scattare. Voldemort era di nuovo davanti a lui,bacchetta in mano, pronto a ucciderlo. “Stavolta me la devo cavare da solo!” pensò e si preparò al duello. Ma di nuovo una calda luce illuminò l’ambiente e lo invitò a seguirla. “Stavolta no!Non devo andare.” Ma nonostante la fermezza delle sue parole stava camminando nella direzione della luce. Si voltò per vedere che fine avesse fatto Voldemort e si accorse che lo stava guardando incuriosito e piuttosto contrariato. Ma tutti i suoi dubbi e timori svanirono all’istante appena quelle due calde braccia lo accolsero in un tenero abbraccio. “Chi sei?” pensò intensamente Harry ma non riuscì a dirle nulla. Fu lei a parlargli,bisbigliandogli all’orecchio << Va tutto bene Harry. Lui non può farci del male!>>. La mattina seguente si svegliò più confuso che mai,ma cercò di non darlo a vedere e anzi si preparò in fretta per andare a Diagon Alley con tutti gli altri. All’ingresso della Tana il signor Weasley lo stava aspettando insieme a Bill e Charly:sarebbero stati la sua scorta. La giornata trascorse abbastanza tranquilla e Harry riuscì anche a dimenticarsi della misteriosa ragazza del sogno. Lui e Ron si incontrarono con Hermione davanti al Ghirigoro e, dopo aver giurato alla signora Weasley che avrebbero fatti i bravi, ottennero il permesso di girovagare da soli. Andarono a prendere un gelato, studiarono attentamente la vetrina di Tutto per il quiddich , risero davanti a degli strani animaletti colorati simili a pappagalli che canticchiavano filastrocche e alle 6 si ritrovarono con tutti gli altri al Paiolo Magico per il ritorno. Ma quella sera non cenarono alla Tana bensì al Quartier Generale dell’Ordine e vi sarebbero rimasti anche a dormire,come annunciò loro il signor Weasley, ma non volle dire il perché. Arrivati in Grimmauld Place ritrovarono il professor Lupin, che aveva una pessima cera, Moody, la sbadatissima Tonks e ,cosa che lasciò un po’ stupiti tutti,Silente. << Per una volta vorrei cenare con un buon piattino dei tuo Molly!>> disse sorridendo il preside di Hogwarts, << ho sentito dire che la tua cucina è…..magica!>> e così dicendo fece l’ occhiolino alla signora Weasley che sorrise e arrossì un po’. La cena fu davvero piacevole oltre che squisita; Tonks mostrò alle ragazze una vasta gamma di acconciature multi color per avere consigli mentre Moody e Lupin insieme al signor Weasley stavano discutendo su alcune nuove leggi che sarebbero state introdotte nei rapporti maghi-babbani. L’unico che non parlò molto ma che osservò tutti attentamente per tutta la durata della serata fu Silente. Harry se ne accorse subito e si preoccupò quando notò che il profondo sguardo scrutatore del preside era posato su di lui, ma i suoi timori diventarono presto curiosità quando lo vide fare lo stesso con tutti gli altri commensali. Quando ormai gli sbadigli avevano preso il posto delle parole la ciurma si diresse ai piani superiori per un meritato riposo, ma Harry fece in modo di restare per ultimo per scambiare due parole con Silente. << Em …signore? Mi scusi, posso parlarle?>> chiese piano in modo che nessun altro lo sentisse. << Certo Harry. >> gli rispose sorridendo Silente e lo invitò a sedersi lì in cucina. << Allora dimmi,cosa c’è Harry?>> << E’ che ho notato, signore,che stasera durante la cena … si insomma…sembrava che ci stesse studiando…>> disse con un filo di imbarazzo Harry,ma Silente gli regalò uno dei suoi sorrisi complici e disse << Mi hai scoperto! Si, vi stavo osservando perché sto cercando una persona.>> << Chi?>> disse subito stupito. << Oh è strano che sia proprio tu a chiedermelo quando dovresti essere la persona che la conosce meglio.>> << Non capisco. Ma di chi parla?>> << Sto parlando di Lei, Harry. Della ragazza che protegge i tuoi sogni.>> Harry rimase senza parole a guardare gli occhi del suo preside con gli sorridevano tranquilli. In un attimo mille domande lo sommersero, << Allora è stato lei a chiedere al signor Weasley di farmi quelle domande?! >>. << Si>> disse tranquillamente Silente, sempre guardandolo dritto negli occhi. << Ma lei come fa a sapere del mio sogno? Come fa a ….. perché vuole sapere chi è?>> le domande uscivano a raffica della bocca di Harry senza che lui riuscisse a fermarle , << Perché la cicatrice non mi fa più male anche se Voldemort è vicino? Chi porta la rosa bianca alla mamma ? Perché le loro tombe sono così spoglie ma soprattutto dove sono? E poi….>> << Harry, Harry calma! Se vuoi delle risposte dovrai fare parlare un po’ anche me!>> lo interruppe sorridendo Silente. << Dove si trova quel cimitero non posso dirtelo Harry,e non perché non voglio che tu ci vada ma perché, come hai visto, Voldemort sarà li ad aspettarti. Quelle tombe in realtà sono solo di apparenza,i tuoi genitori sono stati sepolti in un cimitero “riservato”, diciamo, lontano da occhi indiscreti per evitare che qualcuno si vendicasse di loro.>> Harry ascoltava rapito ogni singola parola, ma non potè fare a meno di stupirsi della loquacità di Silente. << Per quanto riguarda il sogno, Harry, sono felice che tu ne abbia parlato perché speravo di poter affrontare l’argomento con te.>> e dopo un respiro profondo riprese << Vedi, dopo ciò che è accaduto a Giugno ho deciso che sia giusto parlare con te di ciò che ti accade anche se a volte significherà darti cattive notizie. Sono convinto Harry che qualcuno a te molto vicino stia tentando di proteggerti. >> Silente fece un’altra pausa come per vedere l’effetto delle sue parole su Harry, che però rimase impassibile e attentissimo al discorso. << Quella giovane ragazza che viene a salvarti sta rischiando molto e noi vorremmo evitare che azioni generose come questa finissero in tragedia.>> a queste parole Harry ebbe un tremito << Come il sacrificio dei miei genitori o quello di Sirius?>> chiese piano distogliendo lo sguardo e fissandosi malinconicamente le mani. << Devi capire Harry che per quanto questa strega sia evidentemente dotata non basta per fronteggiare un mago come Voldemort. Io stesso non credo di conoscere tanti incantesimi quanti ne ha scoperti lui. >> . Di nuovo Silente fece una lunga pausa prima di ricominciare a parlare, << Harry tu hai idea di chi possa essere questa strega?>> << Cosa?>> fece Harry stupito. Allora nemmeno Silente in realtà sapeva niente di lei! << No,signore, non so proprio chi sia! Ma sembra che lei mi conosca bene.>> << Capisco. ….. Non hai mai percepito nulla che possa aiutarci a trovarla?Magari il suo profumo? >> Harry si sentì arrossire violentemente. A quanto pareva il Preside doveva sapere dell’abbraccio. << No no .. niente.>> balbettò in risposta. << Va bene Harry. Vorrei solo che tu mi promettessi di riflettere bene sul grande pericolo che questa tua amica sta correndo.>> e così dicendo si congedò e lo mandò a dormire. Harry dormì molto male quella notte. Continuava a svegliarsi perché non voleva addormentarsi abbastanza profondamente da sognare. Quando la mattina arrivò in cucina per la colazione fu davvero difficile nascondere le occhiaie e ancora di più lo fu convincere la Signora Weasley che andava tutto bene. Il ritorno alla Tana fu abbastanza tranquillo. Appena arrivati Harry si congedò e si chiuse in camera, sdraiato sul letto a pensare come affrontare questa situazione. Qualche ora dopo Ron si infiltrò piano piano nella stanza quasi a voler saggiare il terreno. << Ciao!Come va?>> disse cercando di sembrare disinvolto. << Mm >> rispose Harry sdraiato sul letto a fissare, non curante, il soffitto. << Bene. >> e anche Ron si distese sul letto a guardare il soffitto. Un profondo silenzio scese tra i due amici finchè Ron, visibilmente in imbarazzo per la situazione, si schiarì la voce e tentò un nuovo approccio. << Bill e Charly vogliono organizzare un torneo di quiddich interno alla famiglia, giocheremo a coppie e alla fine i vincitori avranno addirittura una coppa!Ho pensato che potremmo fare coppia!>> dall’altro letto rispose solo silenzio.<< Be sai Fred e George ovviamente giocheranno insieme e così anche Bill e Charly mentre Percy preferisce fare l’arbitro….ma solo perché vola da schifo!>> e si mise a ridere anche se il freddo silenzio di Harry lo fece subito smettere. Era come se il suo migliore amico non lo stesse proprio ascoltando, come se fosse perso in un turbinio di pensieri solo suo a cui nessuno poteva accedere neanche per disturbare. << Ginny?!>> esordì d’ improvviso Harry tanto da far sobbalzare l’amico che ormai aveva rinunciato a una risposta. << Ginny cosa?>> disse Ron che nel frattempo si era seduto per osservare Harry che invece continuava imperterrito a guardare il soffitto. << Ginny non gioca? >> << Veramente….. be se io sto con te non c’è nessuno che faccia coppia con lei.>> rispose Ron abbassando lievemente la voce come imbarazzato dal torto che evidentemente stava facendo alla sorella. << Lei dorme da sola? >> chiese Harry con un tono di voce pacato, quasi assente. Ron rimase stupito dalla domanda ma non voleva che ricadesse il silenzio tra loro quindi rispose << Certo….. voglio dire, è una ragazza è normale che abbia la sua stanza….neanche quando eravamo piccoli mamma ha mai voluto che Ginny dormisse con noi.>> Sempre più stupito e incuriosito dalla strana domanda Ron attese una qualche risposta dall’amico che però non disse nulla. Harry era sempre fisso sul soffitto evidentemente assorto nei suoi pensieri. Così Ron cercò di cogliere l’attenzione dell’amico dicendogli in tono di scherno << Perché?...Volevi forse dormire con lei?!>> e si mise a ridere. Una risata nervosa che lasciava trasparire il disagio del ragazzo. Harry a queste parole distolse finalmente lo sguardo dal soffitto e, guardando ora l’amico dritto negli occhi rispose, con voce assente << Si>>. Quando la Signora Weasley chiamò per il pranzo Harry e Ron si unirono alla ciurma sull’aia dove erano stati apparecchiati i due tavoli e presero posto infondo in modo da restare un po’ “esclusi”. Harry aveva sempre quell’aria assente e un po’ persa di prima e Ron era visibilmente scioccato, anche lui perso nei suoi pensieri, tanto che entrambi non si accorsero dell’ospite. Silente era infatti venuto a pranzare dai Weasley e decise di sedersi proprio tra i due amici, nonostante il Signor Weasley gli avesse rispettosamente offerto il posto a capotavola. Ron e Harry mangiarono nel silenzio più totale completamente immersi nei loro pensieri finchè un colpetto di tosse ,voluto, di Silente non li riportò bruscamente alla caotica realtà. << Sai Ron tua madre cucina veramente bene!>> disse piano l’anziano mago facendo l’occhiolino al ragazzo << Tu non trovi Harry?>> << Oh…..em…. si,si certo.>> ripose un po’ spaesato Harry che,come l’amico,si era accorto solo ora della presenza del preside. << Le ha insegnato la nonna e lei ora vorrebbe tramandare il tutto a me…peccato che io sia una frana in cucina. >> disse sospirando Ginny << mi vengono bene solo i dolci>> e così dicendo fece un bel sorriso a Silente che ricambiò. Harry sobbalzò nel sentire la voce di Ginny tanto vicina, e in effetti si accorse che le era proprio seduto accanto. << I dolci che stiamo mangiando li hai fatti tu?>> chiese divertito il preside non curante delle due facce inebetite di Harry e Ron che seguivano la conversazione come se non fossero presenti. << Si li ho fatti io!Le piacciono?>> << Mmmmm….. sono buonissimi,dovresti dare un paio di ricette ai nostri elfi! >> rispose scherzando Silente che ora guardava Harry con aria interrogativa. << Harry non ti piacciono i dolci di Ginny?>> chiese con fare sorpreso << Non li hai nemmeno assaggiati! >> e indicò il piatto di Harry dove due belle fette di torta differenti lo stavano aspettando . << Oh…. Si certo che mi piacciono….>> e prese a mangiare distrattamente. Accadde in un attimo. Un soffio di vento dolce si posò sul suo orecchio bisbigliandogli << Va tutto bene. Nessuno ti farà del male qui>> Harry si girò di scatto dalla parte della voce ma accanto a lui c’era solo Ginny che si guatava le sue torte. Sorpreso e spaventato allo stesso tempo Harry si guardò intorno in cerca di lei,ma tutto era tranquillo. Rivolse lo sguardo verso Silente che lo stava osservando preoccupato. La Signora Weasley interruppe bruscamente quell’attimo di silenzio richiamando la figlia per sparecchiare mentre i gemelli, senza perdere altro tempo prezioso, braccarono il resto del gruppo per organizzare il torneo di Quiddich. Harry non ebbe scelta e raggiunse gli altri mentre un pensieroso Silente raggiungeva il Signor Weasley in casa. Niente riusciva a rilassare Harry meglio del Quiddich e anche stavolta non fu diverso. Alla fine lui e Ron vinsero la partita contro i gemelli ma persero contro i “vecchi”, come li avevano soprannominati Fred e George, e così arrivarono solo secondi! Distrutti dal torneo si infilarono tutti nei loro letti e ben presto un profondo sonno avvolse la Tana. Harry però non riusciva a dormire, non riusciva a non pensare a lei. “Era qui!” pensava,”era qui e anche Silente l’ha sentita..”,”… ma chi sei?”. Si alzò per andare a prendere un bicchier d’acqua e nel scendere le scale passò davanti alla porta di Ginny. Si fermò esitante, non aveva nessun diritto di entrare ma era più forte di lui. Aprì piano la porta e spiò dentro. La ragazza stava dormendo tranquilla nel suo letto, i bei capelli rossi sciolti le sfioravano le spalle lasciate nude dalla camicia da notte. Harry le si avvicinò piano come rapito da quella visione. Era davvero dolce illuminata dai candidi raggi della luna. Il suo profumo giovane pervadeva tutta la stanza avvolgendolo in un morbido abbraccio. << Sei tu?..>> bisbigliò Harry, << Chi sei tu?>>. Le accarezzò le guance, le mani, le spalle … le labbra… poi, spaventato dall’onda di caos che lo stava invadendo,uscì di fretta dalla stanza e si nascose sotto le sue coperte. Confuso dalle sue emozioni si addormentò profondamente. Quella fu la prima notte in cui non sognò cimiteri, rose o di lei. La mattina seguente fu difficile far colazione con tutti gli altri senza dare nell’occhio, infatti Harry era sicuro di essere diventato rosso come un peperone quando Ginny lo aveva salutato scendendo dalle scale. L’esperienza di quella notte ancora lo turbava, non capiva cosa fossero tutte quelle emozioni, quel suo desiderio imbarazzato di dormire con lei. Ma era ancora più turbato dal fatto di non aver sognato nulla quella notte. Non sapeva se dirlo al Signor Weasley o se tenerselo per se; non sapeva se fosse importante o meno, infondo avrebbe benissimo potuto esserselo dimenticato. Ma qualcosa gli diceva che non era così. Doveva esserci un motivo per cui proprio quella notte lei non era venuta. Harry cominciò a pensare preoccupato che le fosse successo qualcosa e questo pensiero lo spinse a parlarne con il padre di Ron. << Signora Weasley dov’è suo marito?>> chiese Harry finita la colazione. << Oh, caro, Arthur è già andato al ministero perché aveva del lavoro arretrato da sbrigare. Ti serviva qualcosa?>>. << Oh… em… no, no, niente… volevo solo un consiglio ma posso chiederglielo stasera!>> e salì le scale per raggiungere Ron in camera dove però trovò Bill che frugava nei cassetti del fratello. << Che stai facendo?>> chiese Harry sorpreso. << Eh?! Oh sei tu!Sto cercando una vecchia maglietta a cui sono molto affezionato che mamma a messo per errore tra le cose di Ron.>> << Non faresti prima a chiedere a lui?!>> << Metà delle sue cose sono state mie ci metterei anni a spiegargli di quale maglietta parlo!>> << Oh… capisco.>> << Tu invece che mi racconti?>> chiese con disinvoltura Bill continuando la sua ricerca. << Nulla. Che dovrei raccontarti?>> rispose Harry stupito. << Be, potresti cominciare dal tuo giretto notturno in camera di mia sorella?!>> << Cosa?!>>. Harry sobbalzò imbarazzato sul letto, il cuore in gola… l’aveva visto! << Credevi davvero che con te qui nessuno avrebbe fatto la guardia di notte?>> Bill si girò a guardarlo divertito. << Ti ho visto sgattaiolare in camera sua, ma dubito che tu sia riuscito a svegliarla, Ginny ha un sonno tombale!>> “ Devo inventarmi qualcosa!”pensò subito Harry. << Em… stavo andando a prendere un bicchier d’acqua e mi è sembrato di sentire un rumore… così sono entrato per controllare. Ma non ho visto nulla!>> << Perché cosa pensavi di vedere?>> Bill aveva abbandonato la sua ricerca evidentemente più divertito dalla conversazione. << Nulla!Appunto…>> L’imbarazzo di Harry stava crescendo sempre più e non sapeva come uscirne. << Sai… un uccellino, un pettirosso diciamo, mi ha raccontato una strana storiella…>> << Quale storiella…?>> << Mi ha detto che vorresti dormire con Ginny!>> << Ron!Io lo strozzo!>> Harry non potè trattenersi, ma si accorse subito di essersi tradito da solo. << Dai, infondo non è una cosa così strana!Non siete più dei bambini… >> disse Bill ridendo,poi si fece più cupo e aggiunse << almeno che il tuo desiderio non dipenda da qualcos’altro?>> Harry non sapeva come rispondergli. Era sicuro che Bill sapesse molte cose, e forse aveva iniziato quella conversazione proprio per arrivare a quel punto. << Tipo?>> tentò Harry. << Non dimenticare che anche io faccio parte dell’Ordine e che spesso papà si confida con me per avere un aiuto.>> Harry lo guardava senza dire nulla. << A quanto pare c’è una strega che ti sta proteggendo a rischio della sua stessa vita>> Bill sapeva tutto,troppo e Harry non capiva se poteva parlare, chiedere, o tacere e nascondere negando tutto. Optò per il silenzio. << Harry, non ti sei chiesto perché Silente è venuto da noi l’altra sera?O perché abbiamo tutti dormito all’Ordine qualche giorno fa?>> << Sinceramente no.>> << Loro pensano sia Ginny!>> Fu come un fulmine a ciel sereno! Ginny? Perché lei? Harry era sconvolto, si mise il viso tra le mani, si sentiva perso. << E’ per questo che sei andato da lei stanotte?>> chiese tranquillo Bill. Harry scosse la stesse incapace di parlare. << Capisco.>> << Ma stanotte non ho sognato nulla.>> bisbigliò Harry. << L’unico che può scoprire la verità sei tu. Infondo lei lo sta facendo per te.>> e così dicendo se ne andò lasciando Harry nel vuoto più totale.

***

La mattina seguente tutta la ciurma, più un’opportuna scorta per Harry, si recò a Diagon Alley per gli acquisti scolastici. Quello infatti sarebbe stato il penultimo giorno prima di tornare ad Hogwarts. Grazie ai risultati ottenuti nei G.U.F.O. Harry avrebbe potuto seguire tutte le materie richieste per diventare un Auror,compresa Pozioni. << AH che schifo!>> Ron fece una smorfia mentre attraversavano il Paiolo Magico diretti al muro di mattoni nel retro. << Che c’è?>> chiese Harry << Speravo di essermi liberato per sempre di Piton… invece mamma ha insistito perché seguissi comunque pozioni “perché possono sempre tornare utili”>> disse facendo il verso alla madre. Harry quel giorno era abbastanza di buonumore. Non aveva sognato nulla,come la notte prima, e il poter fare un giretto lo avrebbe aiutato a distrarsi. Una volta superato il varco nel muro la Signora Weasley chiamò tutti a raccolta. << Bene ragazzi! Ron,Percy e Charly andranno al Ghirigoro mentre io andrò a cercare una divisa nuova per Ron,mamma mia come stai crescendo!Ginny, tu andrai con Tonks a fare scorta di pergamene,inchiostro etc,fatti dare una lista dagli altri. Harry,tu starai con Lupin e vi occuperete degli ingredienti per Pozioni. Bene, così organizzati dovremmo fare presto. Ci ritroviamo tutti qui tra massimo una mezzoretta ok?>> tutti annuirono come soldatini e si sparpagliarono per la lunga via colorata. Harry si diresse subito verso ….. , Lupin tirò fuori dalla tasca le liste di Ginny e Ron e cominciò a leggerle. << Bene, vi servono più o meno le stesse cose, non dovremmo metterci molto così avremo un po’ di tempo per farci un giro, che ne dici?>> propose Remus sorridente. << Sarebbe un’ottima idea… ho proprio bisogno di distrarmi un po’!>> Harry aveva parlato sinceramente pensando che almeno con Lupin doveva sentirsi libero di esprimersi. L’amico malandato tuttavia non reagì alle sue parole ma continuò a camminare tranquillamente. Come previsto ci misero un attimo a comprare tutti gli ingredienti necessari e ora potevano godersi un bel gelato da Florian Fortebraccio. << Chissà perché c’era così poca gente da….?>> chiese Harry ripensando a quanto avessero fatto presto. << Oh è semplice!>> rispose sorridendo Lupin << Pozioni è la materia più detestata a Hogwarts quindi è l’ultima di cui si occupano gli studenti!Di solito la prima tappa è il Ghirigoro infatti credo che Ron e gli altri avranno il loro da fare.>> Harry rispose con un sorriso pensando all’amico sommerso di libri mentre Percy glieli descriveva a raffica ! << Allora Harry cosa mi racconti? Come stanno andando le tue vacanze?>> << Abbastanza bene,comunque meglio dell’anno scorso… anche se l’anno scorso c’era ancora lui….Sirius.>> Harry lo aveva detto facendo un profondo respiro, ma sapeva che doveva affrontare la cosa prima o poi e questo forse era il momento per fare il primo passo. << Già…manca molto anche a me!>> disse Lupin che ora osservava malinconico la sua coppa di gelato. << Professore? Cioè…em… Remus?!>> Harry l’aveva sempre chiamato professore però ormai erano rimasti solo loro. << Ah,mi chiedevo se mi avresti chiamato professore a vita?>> disse ridendo << Dimmi, cosa vuoi chiedermi? >> << Em… le andrebbe di accompagnarmi in un posto prima di tornare dagli altri?E’ un negozio che sta poco più in là.>> << Certo! Allora andiamo!>> e così dicendo si alzarono e si incamminarono verso il negozio di Regalus. Era un negozietto davvero minuscolo e stracolmo di cose, come del resto tutti i negozi di Diagon Alley. Aveva una piccola vetrina dove erano esposti gli oggetti magici più svariati e anche i prezzi erano…altalenanti. I cartellini infatti erano stati stregati e a seconda della disponibilità del prodotto in negozio il prezzo cambiava! Harry rimase a lungo a fissare uno strano gioiello il cui prezzo, decisamente alto, era l’unico della vetrina a non mutare mai. << Per tutte le barbe di Merlino, ma quella è una “Lacrima di Drago”!>> esclamò Lupin vedendo l’oggetto dei desideri di Harry. << Una cosa?>> << Una “Lacrima di Drago”. E’ una delle pietre magiche più preziose e rare del mondo. E’ la lacrima di un cucciolo di drago quindi difficilissima da prendere e in più ha una lucentezza tale che nemmeno i diamanti babbani riescono a riflettere la luce in tal modo. E’ davvero un bel gioiello Harry!>> << Em…si….>> Harry rimase un po’ a ciondolare davanti alla vetrina poi entrò nel negozio deciso. Dopo mezzora come deciso tutti si ritrovarono davanti all’arco di mattoni ognuno con la sua pila di pacchetti. << Oh Harry…TIENI!! >> Ron gli sbolognò immediatamente la sua pila di libri, evidentemente era stata una lunga mezzora per lui! << Grazie…6 un amico!>> lo scherzò Harry battendogli una mano sulla spalle che fece scoppiare tutti a ridere. Riunita la ciurma, tornarono tutti alla Tana dove il resto della giornata venne occupato nel sistemare e mettere via tutte le cose scolastiche. Lupin e gli altri della scorta non si fermarono a cena perché era stata convocata una riunione dell’Ordine per quella sera, infatti neanche il Signor Weasley né i due figli maggiori furono presenti. Fred e George raccontarono ai pochi commensali la loro giornata lavorativa, sempre molto divertente, e ben presto furono tutti pronti per andare a dormire. Harry non aveva molto sonno così ne approfittò per portarsi avanti con i bagagli e sistemò per bene le cose nel suo baule. Ron lo guardò con una lieve aria di disprezzo e si mise a lucidare felice la sua scopa!Quando ormai non c’era più nulla da sistemare e Ron era ormai nel mondo dei sogni con la sua scopa, Harry tirò fuori dalla tasca una scatolina rossa anonima nascosta gelosamente quella mattina. Rimase a lungo a fissarla, poi guardò l’orologio: era ormai mezzanotte passata. Decise che era ora di andare a dormire,infilò il pigiama e,dopo aver riposto con cura la scatola sotto i vestiti nel baule,si mise a letto. Un freddo pungente lo pervase facendolo svegliare. Era di nuovo in quel cimitero ma stavolta non c’era alcuna rosa bianca a vegliare su sua madre. Harry afferrò deciso la bacchetta e cominciò a guardarsi intorno nervoso, ma stavolta di Voldemort non c’era traccia. Non sapeva cosa pensare né cosa fare. Si sedette appoggiato alla lapide del padre,si sentiva perso e smarrito in quel posto così noto ma allo stesso tempo così sconosciuto. << Cosa devo fare?>> chiese più a se stesso che ad altri. Rimase a lungo appoggiato alla fredda pietra fissando il vuoto quando si accorse che nulla intorno a lui si muoveva. Stupito si alzò, prese un sasso e lo scagliò lontano ma quando riguardò per terra il sasso era esattamente dove riposava prima. Tentò di variare in qualche modo il paesaggio circostante ma era inutile. Era come se si trovasse in un'altra dimensione immobile a cavallo di chissà quale tempo e luogo. Impaurito cominciò a chiamare Ron, poi Lupin…perfino Sirius ma nulla. Nessuno rispose,tutto taceva. Il freddo cominciò a farsi sempre più denso tanto da fargli battere i denti. Accovacciato accanto ai genitori Harry cominciò a tremare, ma stringeva sempre pronto la bacchetta. << Mamma... Papà… cosa devo fare?dove sono?>> ormai parlava solo con un filo di voce e sentiva che sarebbe svenuto presto ma qualcosa cambiò. In lontananza Harry vide chiaramente un lampo di luce bianca. Si alzò e corse verso quella luce che però era svanita. Poco dopo un altro fulmine di luce rossa attraversò l’aria incendiandola… ma poi di nuovo il nulla. Harry tornò a sedersi accanto alla lapidi e si costrinse a calmarsi. Doveva concentrarsi su quelle luci. Ne era sicuro, non sapeva cosa fossero né che stesse succedendo ma era sicuro che se voleva poteva vederle. E così fu. Un poco alla volta, come se la nebbia svanisse pian piano, la realtà gli si mostrò in tutta la sua drammaticità. Una tremante e splendente Ginny in abito bianco stava combattendo contro un arrabbiatissimo Voldemort dagli occhi iniettati di sangue più che mai. Harry era come pietrificato, anzi no, era come escluso da tutto quello e non poteva fare nulla. Ginny stava combattendo per lui da sola. I bei capelli rossi scomposti da un vento improvviso lasciavano libero il volto dove due grandi occhi scuri guardavano determinati quelli del mago. << Quanto pensi di potermi resistere ragazzina?>> disse la gelida voce dell’Oscuro Signore. << Quanto basta per spedirti all’inferno Tom!>> rispose tranquillamente Ginny. << Sei solo una povera illusa!Presto il tuo campo protettivo cadrà e potrò finalmente raggiungere Potter!>> << Temo di doverti deludere!Il mio campo protettivo cadrà solo con la mia morte… ma uccidermi non ti sarà così facile!>> Non stavano duellando. Non avevano le bacchette. Era come se quei lampi di luce che illuminavano l’aria scontrandosi come fulmini in cielo rendessero visibile una guerra mentale tra i due. “ Questa deve essere la potente magia della mente di cui mi ha parlato Silente!” pensò Harry quasi spaventato dalla forza di ciò che vedeva. Avrebbe voluto urlare a Ginny di non farlo. Ma nessun suono usciva dalla sua bocca nonostante lui si sforzasse. “ Aiuto! Che qualcuno venga ad aiutarci o l’ucciderà!” Un fulmine rosso squarciò l’aria!Ginny cadde in ginocchio ansimante ma sempre con gli occhi fissi in quelli del nemico. Poi si rialzò ma era evidente che stava soffrendo. Quando ormai Voldemort era pronto a darle il colpo di grazia una voce famigliare riecheggiò potente nel freddo cimitero. << Somno excìto!>> tuonò Silente! Harry si svegliò ansimante nel suo letto,accanto a lui Ron lo guardava preoccupato insieme ai gemelli e a… << Remus?>> Harry non riusciva a parlare,il suo cuore batteva ancora troppo forte. << Stai tranquillo Harry, c’è Silente con lei ora.>> Harry era confuso e spaventato, voleva solo vederla. Nella stanza Moody e Tonks sorvegliavano le finestre mentre Charly e Bill attendevano sulla porta. << Voglio vederla!>> disse debolmente. In quel momento Silente entrò nella stanza e tutti si spostarono per fargli spazio. << Come ti senti Harry?>> chiese il preside sedendosi accanto al ragazzo. << Dov’è Ginny?E Voldemort?>> << Ginny sta benissimo, è tra le braccia di sua madre e, se non soffocherà prima, verrà presto qui!>> disse sorridendo Silente. I suoi occhi erano lucenti e dopo tanto tempo sembrava felice, come Harry lo ricordava i primi anni a Hogwarts. Tuttavia non riusciva a capire cosa ci fosse di allegro, gli sembrava di essersi appena svegliato da un incubo. Dopo molti minuti in cui Harry si convinse a respirare piano e calmarsi la bella testolina rossa di Ginny fece capolino dalla porta. Il signor Weasley entrò con la figlia e fece uscire tutti i presenti, Auror inclusi. Ginny indossava la sua leggere camicia da notte e a parte gli occhi stanchi sembrava stare benissimo. Si sedette accanto a Harry sorridendogli. << Ora è tutto ok! Mi sa che stavolta ho un po’ esagerato…. Ma per fortuna qualcun altro veglia su di te!>> E così dicendo gli fece l’occhiolino. Harry non sapeva cosa dire,fare,pensare. Poi, guidato dal suo istinto, l’abbracciò forte. << Grazie!>> le bisbigliò all’orecchio. << Ginny ha promesso che non affronterà più Voldemort a viso aperto, non finché non sarà abbastanza forte.>> disse Silente. Poi strinse forte tra le sue mani quelle dei due ragazzi e aggiunse << D’ora in poi sarete più uniti che non in passato e insieme potrete andare lontano se userete bene le vostre doti!>> poi sorridendogli si diresse verso la porta << Immagino che avrete molto di cui parlare… dirò a Molly che scenderete più tardi per la colazione>> e uscì. << E’ stato un incubo! Ti vedevo combattere contro di lui ma non potevo fare nulla! E poi… >> Harry voleva spiegarsi, era ancora agitato al pensiero di ciò che aveva vissuto quella notte. Ginny gli fece un sorriso poi lo fece sdraiare e tenendogli strette le mano cominciò ad accarezzargli il volto… Harry riconobbe subito quella sensazione di riparo e dolcezza. Non c’erano più dubbi era proprio lei la sua strega protettrice! << Credo di doverti delle spiegazioni. Vedi ho scoperto solo da poco di possedere il dono della protezione e ho cercato di svilupparlo il più possibile per poterti aiutare, ma Voldemort è un osso duro e fino a quest’estate non sono mai riuscita a creare una barriera tra lui e te. Quel luogo, quel cimitero, non so dove sia… era già nella tua mente. Quando ho visto le lapidi ho pensato che fossero così fredde, così spoglie, mi davano tanta tristezza. Allora ogni notte pensavo di portare un candida rosa a tua madre per farle sapere che suo figlio non era solo. Non volevo intromettermi noi tuoi sogni per questo non mi hai mai vista ma poi anche Voldemort ha trovato quel luogo e non potevo permettergli di trascinarti verso di lui senza far nulla.>> Ginny si fece un po’ cupa e aggiunse << Ma l’Oscuro Signore non è certo uno che si arrende e ogni notte il suo attacco verso di te si è fatto sempre più forte finché stanotte, per evitare il peggio, sono dovuta intervenire direttamente combattendo con lui a viso aperto. >> Ginny aveva parlato con voce calma e dolce. << Hai rischiato troppo!>> la rimproverò Harry brusco mettendosi a sedere.<< E poi perché non me lo hai detto?!>> << Perché non me lo avresti permesso!>> la strega, punta dalla reazione dell’amico, aveva lasciato perdere i modi dolci ed era tornata la ragazza di sempre. << Avrei fatto bene! No dico ti rendi conto di cosa hai rischiato?!>> << E tu ti rendi conto che sono abbastanza grande da decidere da me cosa fare di me?!>> << Si ok... cioè NO! Insomma non puoi gettare la tua vita alle ortiche solo per me!>> << E perché no? Tu hai combattuto contro un basilisco per salvarmi e mi conoscevi appena!>> << Quella era un’altra cosa!>> << Ah si? E cosa ci sarebbe di diverso!>> << Voldemort ti aveva rapito per arrivare a me e quindi era il minimo che potessi fare!>> << Quindi lo hai fatto solo per dovere?>> d’un tratto Ginny parve diventare triste. Harry non capì subito il motivo di quel cambiamento ma si sentì in colpa e capì che forse l’aveva ferita con le sue parole. << Non ho detto questo! E’ solo che…. Uffa non voglio che Voldemort ti faccia del male a causa mia ok?! Ti ho già vista in fin di vita una volta e vorrei evitare di fare il bis!>> << Va bene ho capito.>> ripose Ginny cupa mentre fissava il pavimento. Rimasero in silenzio per un po’. “ Sei un cretino guarda cos’hai combinato!” si rimproverò Harry. “ Lei rischia il collo per te e tu le fai la predica… Bravo!”. Doveva fare qualcosa. Si alzò e andò a frugare nel suo baule. Prese la scatolina nascosta la sera prima e la porse a Ginny. << L’ho vista l’altro giorno e mi sei venuta in mente tu, però ormai il tuo compleanno era passato e così ho pensato che avrei potuto dartela a Natale… perché non avevo il coraggio di farti un regalo così, senza una ragione precisa.>> Harry aveva detto tutto di un fiato fissando le sue mani e la scatolina rossa tra le mani di lei. Ginny l’aprì piano ma mai avrebbe sognato un regalo simile. Accolta in un finissimo ciondolo d’argento c’era una “Lacrima di Drago” il cui splendore invase subito l’intera stanza. La ragazza rimase a lungo a fissare meravigliata quel gioiello,senza parole. Poi si voltò a guardare harry che la fissava a sua volta aspettando di sapere qualcosa. << E’ stupenda! Non avrei mai… voglio dire…sei sicuro che sia per me?>> << Certo! Em…. Un regalo speciale per un strega davvero speciale!>> Harry si sentì avvampare mentre pronunciava quelle parole e il suo cuore batteva forte. Anche Ginny arrossì mentre sorridendogli si avvicinava per baciarlo dolcemente. << Aspetta ti aiuto a mettertelo!>> Ginny sollevo i morbidi capelli rossi mentre Harry gli mise il ciondolo al collo. << Sei bellissima!>> << Davvero?!>> Harry annuì felice e insieme scesero per la colazione. Non seppero mai dire se gli altri rimasero più stupiti per il ciondolo incredibile di Ginny o per le loro mani teneramente abbracciate, ma di sicuro quello e i giorni a venire furono pieni di colori e felicità perché ormai niente e nessuno avrebbe potuto dividerli.

Fine

Lele_evin