Un'Estate Diversa - Seconda Parte
Quando si alzarono la mattina seguente Nancy e Melly erano già tornate.
Harry le trovò in cucina a parlare con Stacy ma le sorelle si interruppero
subito appena lo videro.
<< Buongiorno.>> bofonchiò Harry andandosi a sedere al tavolo e servendosi la
colazione.
Le streghe lo guardarono per un istante senza dire nulla poi si sedettero anche
loro al tavolo.
<< Buongiorno Harry, hai dormito bene?>>. Nancy lo guardava con quel suo sguardo
dolce ma si vedeva che era preoccupata, come Melly del resto.
<< Avrei dormito meglio se non mi avessero svegliato.>> rispose cupo.<< Perché
non ce lo avete detto?>> chiese guardando Nancy.
<< Detto cosa?>>
<< Che siete imparentate con Silente!>>. Harry non voleva essere così duro ma
fin dal primo giorno aveva pensato di potersi fidare davvero di loro e invece
ora si sentiva in qualche modo tradito dal loro silenzio.
<< Zio Albus ci ha chiesto di non dirvelo. Noi siamo le figlie di suo fratello
Aberoth, immagino che tu l’abbia già conosciuto.>> gli rispose Melly.
<< No, non so chi sia.>>. Harry riprese cupo a mangiare la sua colazione.
<< Ma si che l’hai visto!E’ il locandiere del Piede di porco a Hogsmeade.>>
disse Melly sorridendo, alzandogli la testa per guardarlo negli occhi.
<< Non ti devi sentire tradito Harry, il non averti detto chi siamo non cambia
il nostro rapporto>> tentò di spiegargli Nancy, ma lui non ne era convinto.
<< Avete sempre parlato di lui come se fosse un estraneo e adesso mi venite a
dire che è vostro zio!E poi che differenza faceva se mi aveste detto la
verità?>>. Sapeva che si stava comportando come un bambino ma non poteva farne a
meno, era così deluso e triste che nemmeno lui sapeva spiegarselo.
<< A te non avrebbe fatto né caldo né freddo!>> stavolta fu Stacy a parlare. Lo
guardò fisso negli occhi con uno sguardo severo e duro. Harry non riusciva a
capire ma era sicuro che fosse arrabbiata anche se non con lui.<< A te il mio
nome non dice niente. Ma meno gente sa che sei qui meglio è.>> Harry continuava
a non capire ma non distolse lo sguardo dal suo.
Nancy fece un respiro profondo, gli accarezzò il capo e poi disse.
<< Io sono un medico, come dicono i babbani, e Melly è un ‘infermiera. Entrambe
lavoriamo al San Mungo ma abbiamo preso un periodo di riposo per poter assistere
più da vicino i membri dell’Ordine. Dopo l’attacco ad Arthur Weasley dell’anno
scorso si è reso necessario avere assistenza medica senza dover esporsi al San
Mungo, così Silente ci ha contattate e noi abbiamo accettato. A Giugno poi,
quando hai finito la scuola e sei stato rimandato da tuoi zii, nostri
informatori hanno riferito che alcuni mangiamorte perlustravano la zona ed è
quindi stato necessario per la tua sicurezza, ma soprattutto per quella dei
babbani, che venissi trasferito. I signori Weasley si sono subito offerti di
ospitarti Harry, ma la situazione è abbastanza critica e nessuno vuole mettere
in pericolo un’intera famiglia. Sono sicura che nemmeno tu vorresti che qualcuno
ferisse i Weasley solo per arrivare a te.>>. Harry ovviamente scosse il capo
deciso ma non disse nulla e rimase in attesa del seguito.
<< Così in un primo momento si è pensato di portarti a Grimmauld Place, ma
Sirius e Molly hanno obbiettato dicendo che sarebbe stato meglio rinchiuderti in
una scatola che tanto era uguale. Sei fortunato ad avere tante persone che ti
vogliono così bene lo sai?! Comunque Silente non era d’accordo e preparò tutto
per il tuo trasferimento all’Ordine finché dal nulla non ricomparve qualcuno che
non vedevamo da un pezzo.>> e così dicendo guardò Stacy che aveva sempre tenuto
il suo sguardo severo ben fisso su Harry. Nel frattempo anche Sirius e Remus
erano scesi in cucina e stavano ascoltando il racconto dalla soglia della porta,
alle spalle di Nancy e Melly.
<< Lei parlò in privato con nostro zio per qualche ora e alla fine si decise che
saresti venuto a stare da noi. Pensando che ti avrebbe fatto piacere ho invitato
Sirius e Remus a unirsi. In questo modo Sirius si potrà rendere più utile che
non stando suo malgrado rinchiuso in quella casa e Remus potrà tenere aggiornato
l’Ordine di quanto accade e tenere ovviamente aggiornati noi.>> Si girò verso la
porta sorridendo a due uomini, evidentemente sapeva che erano lì anche senza
vederli. Fece loro cenno di accomodarsi e proseguì il suo racconto.
<< Come Sirius e Remus avranno sicuramente capito dopo questa notte, tu non sei
stato affidato a noi. Solo Stacy ha avuto l’ordine di proteggerti.>>. A queste
parole tutti si voltarono verso di lei che non fece una piega e continuò a
guardare fisso Harry. Fu Sirius a rompere quel teso silenzio.
<< Perché solo a lei? Volete dire che se qualcuno ci attaccasse l’unica che ha
avuto l’ordine di preoccuparsi di Harry è lei?>> Sirius alzò la voce,forse senza
volerlo, ma le sue parole fecero staccare gli occhi di Stacy da Harry e posarli
su di lui.
<< Questo è il motivo per cui meno persone sanno chi sono meglio è.>> rispose
secca Stacy.<< Tu non sai nulla di me ma ti è bastato osservarmi 2 giorni per
farti un giudizio. Bene, anche mio zio si è fatto lo stesso giudizio su di me
come quasi tutti, ma se un mago oscuro ci attaccherà ti assicuro che io sono
l’unica persona qua dentro che potrà tirarlo fuori senza troppe ferite.>> e
riprendendo a guardare seriamente Harry aggiunse. << Tu sei del tutto
impreparato a proteggerti e mi stupisco di come sei riuscito a scamparla fino ad
ora, ma Voldemort non è un pupazzetto con cui giocare, non si arrenderà finché
non sarai morto e sepolto. Mi è stato deliberatamente impedito di proteggere te
e tua madre 15 anni fa ma se qualcuno pensa di potermi fermare di nuovo si
sbaglia di grosso. Allora rispettai una scelta presa da tuo padre, a cui
ovviamente non ero molto simpatica, ma oggi nessuno ha abbastanza autorità su di
te.>> Si alzò e rivolgendosi a tutti concluse. << Che vi piaccia o no questo
ragazzo è sotto la mia protezione ora e ci resterà finché non sarà pronto!>>.
Nessuno disse nulla per molto tempo, tutti fecero colazione in silenzio e
presero a fare le loro faccende. Harry si chiuse nello studio a ripassare mentre
Sirius e Remus andarono ad aiutare Melly a fare delle commissioni al villaggio.
Nancy si occupò del figlio mentre Stacy si chiuse in camera sua e nessuno la
vide fino all’ora di cena.
La tensione a tavola era palpabile e a parte qualche versetto di Timoty nessuno
aveva voglia di parlare. Quella sera andarono tutti a letto presto.
I giorni seguenti passarono abbastanza tranquilli e ben presto l’atmosfera in
casa tornò quella di sempre. Un pomeriggio mentre Harry era fuori a esercitarsi
a quiddich seguito dal tifo di Melly e Timoty ,Stacy convocò nello studio Sirius,Remus
e Nancy. Quando entrarono tutti chiuse la porta alle sue spalle e li invitò a
sedersi.
<< Vi ho chiesto di venire perché è ora che io e te facciamo due chiacchiere.>>
esordì Stacy rivolta a Sirius che la guardava serio. << Loro sono qui per
consigliarti e perché mi piacerebbe avere anche una loro opinione. Mia sorella
sa già di cosa si tratta penso.>>
<< Si, zio Albus me ne ha parlato.>>
<< Lo immaginavo. Non sono una a cui piacciono i giri di parole Sirius quindi
verrò subito al dunque. A mio avviso tu sei l’unica persona che possa seriamente
decidere cosa sia giusto o meno per Harry. I suoi genitori lo hanno affidato a
te e a nessun altro quindi a me non importa cosa pensi Silente, sei tu che devi
decidere.>>
A queste parole Sirius si irrigidì un po’. Era visibilmente teso e forse per
questo l’amico gli poggiò una mano sulla spalla sorridendogli. Era un modo
semplice per dirgli che non era solo.
<< Allora il problema è questo: Harry non è pronto per affrontare Voldemort. Per
quanto potrà studiare nessuno gli insegnerà mai la vera tecnica di duello o a
cavarsela di fronte a un nemico vero,uno a cui del galateo non importa nulla. So
che il ragazzo ha ottimi voti in Difesa ma qui stiamo parlando della grossa
linea che separa la teoria dalla pratica.>>
Sirius e gli altri ascoltavano attenti. Stacy era seria e decisa più che mai ma
per nulla tesa o preoccupata per quanto stava accadendo.
<< Che cosa vorresti fare tu?>> chiese Sirius che ancora non capiva dove volesse
andare a parare.
<< Io voglio proporti di addestrarlo.>>
<< Che cosa? Che intendi con addestrarlo? >> intervenì Remus.
<< Intendo insegnarli alcune tecniche base del combattimento tra maghi, alcuni
incantesimi che per ovvi motivi a scuola non gli verranno mai insegnati. E
ovviamente riprendere le lezioni di Occlumanzia.>>
<< Harry è ancora minorenne non può praticare magia fuori da Hogwarts e tu lo
sai, come pensi di poterlo addestrare?>> disse Remus un po’ accigliato.
<< Per le tecniche base la magia non serve, sono per lo più posizioni del corpo,
mentre per gli incantesimi glieli spiegherò e magari potrà provarli a scuola….
Silente permettendo.>>
<< Perché Silente cosa ne pensa di questa tua proposta?>> chiese Sirius ancora
teso.
<< Non approva, ovviamente.>>. Stacy non lasciava trasparire la ben che minima
emozione, nulla, sembrava fatta di ghiaccio.
<< Lui ritiene che Stacy possa come dire, esagerare, e non vuole che Harry
impari certe cose.>> spiegò loro Nancy che fino a quel momento se ne era stata
tranquilla in disparte ad ascoltare.
<< E tu invece cosa ne pensi?>> le chiese Remus.
<< Personalmente sono convinta che Harry sia inesperto come tutti i giovani, ma
non credo che insegnargli incantesimi troppo avanzati sia un bene per lui. Al
contrario sarei la prima a mostrargli le corrette posture in un duello.>>
<< La verità, visto che siamo tutti adulti, è che Silente ha paura che io possa
iniziare il ragazzo alle Arti Oscure.>> Sirius e Remus rimasero di sasso a
queste parole, incapaci di ribattere.<< Si, non ho alcun problema ad ammetterlo,
sono una strega oscura e se dipendesse da me le insegnerei eccome a Harry. Ma
quando è nato ho giurato a sua madre che lo avrei fatto solo sotto sua esplicita
richiesta, cosa che ovviamente non può più accadere.>>. Stacy parlò sempre con
molta calma nonostante stesse disinnescando una bomba.
<< Fammi capire, Silente ha affidato la protezione di Harry a una strega
oscura?>> Sirius non poteva credere alle sue orecchie. Era così stupito che non
riusciva nemmeno ad arrabbiarsi per la gravità della cosa.
<< Si.>> rispose tranquillamente Stacy.<< Come ti ho già detto io sono l’unica
persona che può salvarlo se venisse attaccato direttamente da Voldemort.>>
<< Vorresti farci credere che tu saresti in grado di tener testa a Voldemort?>>
chiese esitante Remus, ma fu Nancy a rispondergli.
<< Si. Mia sorella ha studiato per anni le arti oscure e non c’è alcun dubbio
che ha più possibilità di tutti noi di proteggere efficacemente il ragazzo. Ma è
anche vero che Harry non sa niente, come voi del resto, né di lei né del legame
che c’era tra noi e Lily.>>. Le parole di Nancy suonarono profonde e cariche di
tristezza. Ci fu un attimo di silenzio poi Stacy riprese a parlare direttamente
con Sirius.
<< Ascolta, io non ho alcuna intenzione di nuocere a Harry. Gli incantesimi che
voglio insegnargli sono complessi e pericolosi ma non illegali. Cmq non devi
rispondermi ora. Pensa alla mia proposta, se vuoi ti darò l’elenco completo di
ciò che voglio mostrargli e potrai decidere uno a uno se accettare o meno.
Voglio però che tu rifletta bene sulla responsabilità di questa tua scelta e
soprattutto di cosa Harry dovrà suo malgrado affrontare prima o poi.>> e così
dicendo si alzò e uscì dalla stanza. Sirius rimase per un po’ ad osservarsi le
mani poi si rivolse all’amico.
<< Cosa devo fare? Io non mi sento per nulla all’altezza di prendere una
decisione simile, non sono suo padre. Non…. Non so cosa fare, aiutatemi.>>
<< Prima di tutto non devi parlare così.>> gli rispose Nancy avvicinandosi a
lui. << Nessuno si aspetta che tu prenda il posto di James ma è anche vero che
se ti hanno nominato suo tutore significa che ti ritenevano all’altezza del
compito. Io e Remus come vedi siamo qui per aiutarti e non dimenticare che Harry
non è più un bambino ma un adolescente con cui puoi parlare. Il mio consiglio di
madre è di pensare ai pro e i contro della cosa e in seguito discuterne con
Harry. Per quanto riguarda Stacy poi io posso capire le vostre paure ma vi
assicuro che non è cattiva, ha solo fatto delle scelte diverse dalle nostre… ma
perché ha avuto il coraggio di fare qualcosa che io e Melly non avremmo mai
saputo fare.>>. Anche stavolta le sue parole suonarono tristi e anche il suoi
occhi sempre così dolci si incupirono. Fece un sorriso stentato e uscì anche lei
dalla stanza lasciando i due amici soli a confrontarsi.
<< Remus tu che ne pensi?>>
<< La notizia di Stacy mi ha stupito quanto te, ma io sento di potermi fidare di
Nancy. Per quanto riguarda la storia dell’addestramento ad essere sinceri è vero
che Harry non ha la minima possibilità di farcela in un vero duello, ma è anche
vero che fino adesso ne è sempre uscito. Penso che dovremmo valutare bene questa
proposta e decidere insieme cosa sia giusto insegnargli e cosa no. E cmq
parlarne con Harry credo sia la cosa migliore.>>
<< Va bene.>>.
CAP. 2
A cena Sirius non disse una parola e questo fece preoccupare Harry che non
capiva cosa potesse essere successo.
<< Qualcosa non va Sirius sei così taciturno?>> chiese al padrino.
<< No no,sono solo un po’ stanco. Penso che me ne andrò a letto presto
stasera.>>. E così fece. Anche Remus si ritirò presto, la luna piena era vicino
e il suo stato di salute stava peggiorando.
Harry decise di approfittare della tranquillità per scrivere agli amici e si
chiuse in camera.
Il giorno dopo l’umore di Sirius non era migliorato e neanche la salute
dell’amico. Remus infatti non si alzò proprio e questo fece preoccupare Nancy
che andò subito a controllare.
Bussò piano alla porta della camera ed entrò.
<< Ciao, come ti senti?>>
<< Oh ciao. Be non sono in gran forma.>> le rispose mettendosi a sedere sul
letto. Era anche un po’ imbarazzato anche se ,in qualità di guaritrice, era
normale che Nancy si preoccupasse della sua salute.
<< Vedrò cosa posso fare. Conosco un paio di pozioni che dovrebbero aiutarti a
stare un po’ meglio ma devo consultare Stacy, non so se interferiscono con la
pozione anti-lupo.>>
<< Approposito di quello.>> Remus si fece più serio che mai.<< pensavo di
trasferirmi per qualche giorno. Non voglio mettervi in pericolo, senza contare
che c’è la possibilità che Timoty mi veda e si spaventi.>>
Nancy lo guardò prima preoccupata, poi il suo sguardo divenne più dolce e tenero
che mai e accarezzandogli il volto disse. << Timmy ha un debole per i lupi. E
poi ormai sei uno di casa e quindi non verrai mai abbandonato a te stesso. Non
qui. Non da noi.>>
<< Ma anche se ho preso la pozione potrebbe succedere qualcosa, un imprevisto.
Non voglio, davvero.>> insistette sempre più preoccupato e malinconico.
<< Non c’è nessun pericolo Remus. Non devi preoccuparti vedrai che sarà una
notte tranquilla come tutte le altre.>> In quel momento la testina di Timoty
fece capolino dalla porta.
<< Vieni, ti sei svegliato?>> gli chiese la mamma.
<< Si… C’hai la bua?>> disse il piccolo guardando preoccupato Remus che
effettivamente era molto pallido.
<< Non sto molto bene ma non devi preoccuparti.>> rispose sorridendogli.
<< Remus deve solo riposare e vedrai che tra qualche giorno starà di nuovo
benissimo. >> e rivolgendosi all’amico aggiunse <<Ora vado a preparati qualcosa
per la colazione, tu rimani pure qui tranquillo.>>. Nancy lo baciò sulla
guancia, cosa che fece subito anche Timoty, e uscì.
Remus rimase lì nel letto senza sapere che pensare. Per la prima volta in tanti
anni il suo cuore stava battendo forte e si sentiva come imbarazzato ma felice
di aver ricevuto quel bacio. Da solo nella stanza si mise a riflettere guardando
perso il soffitto. Era davvero una bella donna, intelligente e simpatica. E’
vero lui non sapeva quasi niente di lei e poi c’era il fatto di Timoty. Ma era
anche vero che il bambino lo adorava e cercava sempre di giocare con lui più che
con tutti gli altri. Mentre era assorto in questo turbinio di pensieri Sirius
venne a sincerarsi della situazione.
<< Ehi come va?>> disse entrando e chiudendosi la porta alle spalle.<< Hai la
faccia tutta rossa non è che stavolta ti è venuta la febbre?>>
<< Cosa?>> disse Remus preso alla sprovvista << Em .. no, non credo. E’ solo
che….No niente.>> Non sapeva se confidarsi con l’amico, si sentiva così stupido
per quei sentimenti che ormai erano diventati ben chiari nel suo cuore.
<< Sei sicuro che non vuoi parlarmene? Sai prima ho incrociato Nancy che
scendeva, sembrava davvero preoccupata per te. E anche Timoty; è stato lui a
dirmi che avevi la bua e che la mamma ti avrebbe guarito.>> Sirius sorrideva
dolcemente all’amico che però non lo guardava. Era chiaro che aveva intuito cosa
stesse accadendo quindi Remus decise di confidarsi con lui.
<< Volevo andarmene per qualche giorno, sai per non mettere in pericolo nessuno.
Ma lei non ha voluto. Ha detto che a Timoty i lupi piacciono….. mi ha dato un
bacio, qui sulla guancia…. Oh lo so, penserai che sono uno stupido ma credo di
provare qualcosa per lei.>>
<< Non credo affatto che tu sia uno stupido anzi, sono davvero felice per te.>>
Sirius andò a sedersi accanto all’amico prima di aggiungere << E’ davvero una
donna fantastica e credo che la tua simpatia sia in qualche modo ricambiata.>>
<< Lo pensi davvero?>>
<< Be dubito che a me avrebbe dato quel bacio !!!>> rispose scherzando.
<< Non lo so. Cosa devo fare Sirius?>>
<< I miei consigli non sono mai stati molto utili a James, ma credo che la cosa
migliore che puoi fare adesso è startene tranquillo e lasciare passare la luna,
poi si vedrà.>>
<< Hai ragione.>>
In quel momento bussò Nancy che aveva portato su un vassoio la colazione per
Remus. Sirius sorrise felice osservando l’amico, visibilmente in imbarazzo,
mentre veniva curato dall’amorevole strega. Quando finì il suo pasto Nancy gli
rimboccò le coperte e gli diede un campanellini magico per chiamarla in caso di
bisogno. Poi uscì facendo un gran sorriso sia al malato che a Sirius che uscì a
sua volta lasciando Remus a riposare tra i suoi pensieri.
***
Sirius passò quella notte di luna piena accanto al suo amico meditando a fondo
sulla proposta di Stacy ma soprattutto su come dirlo a Harry. Era sicuro infatti
che il ragazzo avrebbe accettato senza troppi complimenti! Decise infine che
gliene avrebbe parlato la mattina seguente. Così quella mattina aspettò che
tutti finissero la loro abbondante e squisita colazione per convocare Harry e
Stacy nello studio.
<< Che succede?>> chiese il ragazzo un po’ preoccupato dall’insolita situazione.
<< Devo parlarti di una decisione che ti riguarda in prima persona.>> gli
rispose serio il padrino invitandolo a sedersi.
Stacy si era seduta a lato di Harry ma un po’ distante come per lasciarli soli.
<< Allora che c’è?>> Harry cominciava a essere curioso.
<< Dunque… io e Stacy qualche giorno fa abbiamo fatto due chiacchiere e lei mi
ha esposto una sua idea che ti riguarda. In teoria dovrei essere io a decidere
ma siccome ritengo che tu sia abbastanza grande per capire ho deciso di
parlartene.>> Harry lo ascoltava molto attentamente lanciando di tanto in tanto
un occhiatina a Stacy che se ne stava in silenzio a guardare.
<< Lei vorrebbe addestrati!>>
<< Che cosa?>> chiese incredulo.
<< Vorrebbe insegnarti le corrette posizioni da tenere in un duello oltre a
riprendere le lezioni di Occlumanzia.>> e dopo aver fatto un profondo respiro
aggiunse << Vorrebbe anche insegnarti alcuni incantesimi un po’ al limite,
secondo me, ma preferirei evitarli perché mettere troppa carne al fuoco non mi
pare una grande idea.>> e così dicendo si voltò verso Stacy che, con sua grande
sorpresa, annuì sorridendogli.
Harry non poteva credere alla sue orecchie. Si voltò anche lui verso la strega e
cominciò a bombardarla di domande, era troppo curioso.
<< Che tipo di duello?Cioè che cosa esattamente dovrei imparare? E poi devo
proprio studiare Occlumanzia? A volte si è rivelato molto utile il mio contatto
con Voldemort!>>
<< Per te l’Occlumanzia è fondamentale Harry se vuoi avere almeno una speranza
di uccidere Voldemort>> Stacy lo fissava dritto negli occhi con uno sguardo più
serio che mai.
<< Uccidere? Tu sai della profezia?>> Harry non capiva.
<< Si!Da quando è stata formulata. Me ne ha parlato Lily, lei e tuo padre
ovviamente sapevano la verità.>>. Sirius non riusciva a capire di che stessero
parlando ma si sentiva come escluso da quella conversazione e qualcosa gli
suggerì che era meglio non intervenire.
<< Come ti ha detto Sirius vorrei educarti all’arte del duello tra maghi
insegnandoti le corrette posture. Per quanto riguarda gli incantesimi invece
rispetterò il suo volere e non te li insegnerò… per il momento almeno.>>. Sirius
le fece un cenno di approvazione e uscì dalla stanza lasciandoli soli.
<< Io so duellare, me lo hanno insegnato a scuola al secondo anno.>> bofonchiò
Harry che si sentiva un po’ offeso.
<< Ne sono sicura ma è la postura corretta che ti manca e quella non te la
insegnerà nessuno a meno che tu non voglia diventare un Auror. In quanto
all’Occlumanzia è ovvio che se il tuo avversario riesce a capire cosa vuoi fare
prima ancora di farlo sarà sempre avvantaggiato, per quanto bravo tu possa
essere.>>
Harry annuì sconsolato ma allo stesso tempo felice di questa novità. << Come
faremo? Io non posso praticare la magia fuori da Hogwarts.>>
<< Per il duello non ti servirà la magia e nemmeno per Occlumanzia se ti
impegnerai davvero.>> E così dicendo gli lanciò uno sguardo complice.
Si decise che avrebbero iniziato l’indomani pomeriggio, nel frattempo Harry
doveva preparare un elenco di tutto ciò che sapeva in merito a duelli e
protezione della mente.
Il ragazzo si rinchiuse in camera a scrivere per niente seccato dal compito anzi
molto impaziente che arrivasse domani.
Per tutto il tempo dell’attesa la sua eccitazione era palpabile per tutta la
casa e quando finalmente arrivò il momento della prima lezione Sirius, Remus,
Nancy e Melly si sistemarono in salotto decisi ad assistere. Stacy li guardò
piuttosto sorpresa ma non battè ciglio e invitò Harry ad andare al centro della
stanza dove si trovava lei.
<< Bene Harry, questa è la tua prima vera lezione di duello. Da quello che hai
scritto conosci numerosi incantesimi, nonostante tu sia così giovane, ma come
temevo nessuno ti ha insegnato le tecniche base. Perciò cominciamo. >> Stacy si
frugò in tasca e gli consegnò una bacchetta nuova.
<< E’ finta. Ti servirà solo per fare pratica. Per sicurezza consegna la tua a
Sirius per favore, qui nessuno vuole incidenti.>> Harry ubbidì anche se si
vedeva benissimo la delusione di sapere che era finta.
<< Bene. Ora la prima cosa che devi imparare è mirare. Quando scagli un
incantesimo, la sua efficacia dipenderà dal punto dove andrà a colpire. Mi
spiego: se colpisci il tuo avversario a una gamba non avrai lo stesso effetto
che colpendolo direttamente al cuore. Uno schiantesimo che colpisce forte e
preciso il cuore dell’avversario può diventare mortale.>> . Harry era serissimo
e attentissimo a non perdersi nemmeno una parola. Ogni tanto annuiva per far
capire che la stava seguendo ma sempre senza proferire parola.
Alla fine del pomeriggio aveva imparato a impugnare la bacchetta tenendola ben
dritta in modo da mirare correttamente dove volesse. Ci volle del tempo però e
molti esercizi e alla fine era davvero esausto ma soddisfatto. Stacy, dal canto
suo, si limitò a dargli una pacca sulla spalla di approvazione, mentre il
pubblico gli fece i complimenti per il risultato ottenuto.
Harry seguì le lezioni tutti i pomeriggi della settimana arrivando alla fine a
imparare a lanciare un incantesimo in movimento e per di più dove voleva lui.
La settimana dopo Stacy gli annunciò che era tempo di riprendere con
Occlumanzia. Stavolta erano in camera di Harry e Stacy non aveva permesso a
nessuno di partecipare perché lo avrebbero solo distratto.
Ma come previsto le cose non andarono affatto bene come per le lezioni di
duello. Nonostante Stacy fosse un’insegnante decisamente migliore e più
piacevole di Piton, per Harry l’Occlumanzia rimaneva un tabù.
Stacy tentò con infinita pazienza per una settimana intera di spiegargli come
doveva fare per cercare di chiudere la sua mente agli estranei, ma dopo aver
visto zia Marge gonfiarsi come una mongolfiera per la decima volta si arrese.
<< Il tuo problema Harry è che non vuoi imparare Occlumanzia!>>. Stacy lo disse
in tono severo ma non seccato poi, dopo aver passeggiato un paio di volte su e
giù per la stanza, aggiunse << Hai bisogno di uno stimolo.>>e così dicendo uscì
dalla stanza di Harry lasciandolo esausto sul letto.
Quella sera a cena Nancy informò tutti che l’indomani pomeriggio Ginny Weasley
si sarebbe unita a loro.
<< Cosa? E Ron non viene con lei?>> chiese stupito e speranzoso Harry.
<< No Harry. Ginny rimarrà con noi fino alla fine dell’estate, come te.>>
rispose Nancy.
<< Come mai questa decisione?E’ successo qualcosa a Arthur o a Molly?>> chiese
preoccupato Remus. Anche Sirius e Harry guardavano tesi Nancy in attesa di una
risposta, ma fu Stacy a parlare.
<< No tranquilli i Weasley stanno benissimo. Ginny ha solo accettato di aiutarmi
nelle lezioni di Occlumanzia di Harry….>> e guardandolo con una sguardo
malizioso aggiunse divertita << Chissà che gli occhi curiosi di una bella
ragazza non ti convincano a nascondere i tuoi pensieri.>>.
Sirius scoppiò in una sonora risata e diede una pacca sulla spalla a Harry che
era l’unico a non divertirsi.
<< Non sapevo che la giovane Ginny fosse una legimente?!>> disse sorpreso Lupin.
<< Ed è anche un’ottima occlumante se è per questo!>> lo informò Stacy,<< Ha
preso lezioni da Silente in persona negli ultimi 3 anni.>>.
La notizia sorprese tutti ma non li distolse a sufficienza dalla cena squisita e
presto tutti andarono a dormire belli sazi.
Harry ripensò alle parole di Stacy e si chiese imbronciato perché Silente non
avesse mai dato a lui lezioni di Occlumanzia, ma ancora di più lo incuriosiva il
perché Ginny ne avesse bisogno.
CAP. 3
Il mattino dopo Harry si svegliò presto e scese in cucina a fare colazione dove
trovò Sirius e Remus che stavano leggendo attentamente la Gazzette del Profeta.
< Buongiorno. Dove sono tutte?>> chiese Harry appena entrato mentre prendeva una
tazza.
<< Ciao!Nancy e Stacy sono andate a prendere Ginny mentre Melly sta sistemando
la sua stanza. A quanto pare ha insistito perché Ginny dormisse con lei.>>
rispose Remus mentre Sirius sembrava troppo concentrato per proferire parola.
<< Che succede?>> chiese al padrino.
<< Sembra che i Mangiamorte abbiano attaccato un piccolo villaggio di babbani a
nord questa notte. I nostri sono arrivati in tempo per scongiurare una strage ma
non sono riusciti a catturarne nemmeno uno.>> ripose Sirius serio senza togliere
gli occhi dal giornale. In quel momento arrivò Melly tutta sorridente con in
braccio un corrucciato Timoty, a quanto pare l’aveva appena svegliato.
<< Oh.. buongiorno Harry anche tu sveglio presto?!>> disse sorridendogli appena
lo vide. << Ginny dovrebbe arrivare a momenti, non vedo l’ora, Nancy mi ha detto
che è un tipetto interessante, è vero?>>
<< E’ una ragazza.>> rispose impacciato Harry. Sirius a queste parole staccò gli
occhi del Profeta e lo guardò con aria di rimprovero. << Tutto qui quello che
sai dire? Insomma hai anche passato parte delle tue estati con lei e non sai
dire altro che “è una ragazza”?! Sai credo che quello lo si capiva già dal
nome!>>. Harry si incupì e rispose offeso << Io ho passato le mie estati con Ron
primo, e poi che dovrei dire non la conosco bene. Insomma so che non se la cava
male a giocare a Quiddich e che è piuttosto furba a quel che dicono di lei i
gemelli.>>
<< Be.. è già qualcosa direi!>> gli disse sorridendo Remus appoggiandogli una
mano sulla spalla.
Mentre il padrino e l’amico passarono la mattinata ad aiutare Melly nelle
faccende di casa, Harry si chiuse in camera sua stranamente nervoso dall’arrivo
dell’ amica.
Poco prima di pranzo finalmente le tre streghe arrivarono. Sirius e Remus
portarono le valige di Ginny nella stanza mentre Melly la rapì per farle vedere
la casa. Harry riuscì solo a dirle un <<Ciao!>> di sfuggita per le scale ma
dovette aspettare il pranzo per poterla rivedere.
<< A tavola!>> annunciò Nancy.
Tutti si sedettero e Harry notò subito che Sirius, di solito seduto accanto a
lui, aveva lasciato un posto vuoto per far accomodare Ginny, facendogli l’
occhiolino.
<< Allora Ginny com’è andato il viaggio?>>le chiese Remus seduto accanto a
Sirius.
<< Molto bene grazie. Abbiamo preso il Nottetempo perché mi pare di aver capito
che questi camini non sono collegati alla Metropolvere.>> rispose Ginny che
mangiava affamata.
<< No infatti. I nostri camini non sono mai stai collegati per ovvie questioni
di sicurezza.>> aggiunse Nancy.
Dopo un lungo attimo di silenzio Sirius incrociò lo sguardo di Harry e
facendogli un bel sorriso disse << Mi pare di aver capito che sei venuta in
soccorso di questo somaro!>>
<< Cosa?>> chiese Ginny presa alla sprovvista.
<< Sei venuta a dare ripetizioni di Occlumanzia a Harry no?!>> insistette Remus
evidentemente complice dell’amico.
<< Oh si. Stacy mi ha chiesto se volevo aiutare Harry a imparare Occlumanzia e
io ho accettato anche se non so bene come potrò essergli utile. Non mi considero
certo all’altezza di dare lezioni a qualcuno.>>
<< Non essere modesta!>> la ammonì Stacy. << Tu sei un’ottima occlumante e poi
potrai dare a Harry qualche consiglio utile per un novellino come lui.>>
<< Io non sono un novellino!>> intervenne Harry, al quale non piaceva per niente
l’andazzo della conversazione. Tutti si misero a ridere, tranne Ginny, e
ripresero a mangiare cambiando però argomento.
Anche il pomeriggio Harry lo passò chiuso in camera sua imbronciato più che mai
e risentito per come tutti lo avevano trattato a pranzo. Di sotto intanto Ginny,
Melly e il piccolo Timoty sistemavano le cose della neo arrivata mentre Sirius,
Remus e Nancy erano radunati in cucina per un resoconto delle ultime notizie
dall’Ordine.
Poco prima di cena qualcuno bussò alla botola di Harry. Stupito si alzò dal
letto e andò a sbirciare dalla serratura per vedere chi era. Non ci volle un
genio a riconoscere i capelli rossi di Ginny né a sapere che non poteva non
aprirle.
<< Ciao.>> le disse imbronciato facendola accomodare.
<< Allora è proprio con me che ce l’hai?!>> gli chiese di rimando Ginny
sedendosi sul letto.
Harry era appoggiato al tavolo e fissava il pavimento. Non sapeva bene che
rispondere perché nemmeno lui sapeva se si sentiva arrabbiato, offeso o solo
imbarazzato.
<< Non sono arrabbiato con te è solo che qui mi prendono tutti in giro come se
fossi un ragazzino!>> Harry non voleva alzare la voce e nemmeno fare quella
parte tipica di “bambino che fa i capricci” ma è proprio quello che stava
facendo.
Con sua grande sorpresa Ginny si mise a ridere. Harry stupito alzò lo sguardo
per guardarla.
<< Ti stanno solo prendendo in giro come del resto hanno fatto con me i miei
fratelli!Credi davvero che quando papà ha detto che sarei venuta a darti lezioni
di Occlumanzia nessuno abbia reagito?>> e dopo un’altra risatina aggiunse,<< Ron
mi ha tolto la parola perché è convinto che io abbia chiesto che lui non
venisse… Fred e George mi hanno preso in giro cercando di comprare i tuoi
ricordi più intimi con Cho! Bill e Charly dal canto loro hanno cercato di
educarmi su come la mente di un ragazzo possa essere imbarazzante per una
giovane innocente come me.. al che Ron si è lasciato sfuggire che non sono
proprio così innocente e da quel momento in poi mamma non perde occasione per
farmi il terzo grado. Per fortuna che nessuno ha ancora detto di Michael a papà
altrimenti ora sarei blindata in camera mia!>>. Ginny rise di nuovo divertita.
Era perfettamente a suo agio nonostante fosse nella camera di Harry e fossero
soli,cosa che ovviamente a lui non era sfuggita.
<< Scusami non ci avevo pensato.>> fu l’unica cosa che li riuscì di dire.
<< Scusarti per cosa? Non mi hai mica invitato tu! Senti… lo so che preferiresti
che ci fosse Ron al posto mio ma lui non sa un tubo di Occlumanzia mentre io
posso provare almeno ad aiutarti. Stacy pensa che sarai meno felice di mostrare
i tuoi ricordi a me che a lei e così forse reagirai… è solo per questo che sono
qui.>>. Ora anche Ginny cominciava a sentirsi un po’ in colpa ma non abbassò mai
lo sguardo anzi, cercava sempre di guardarlo dritto negli occhi anche se lui
faceva di tutto per guardare altrove. Dopo un lungo sospiro di silenzio Harry
trovò il coraggio per farle quella domanda che non lo aveva lasciato dormire.
<<Perché Silente ti ha dato lezioni?>>
<< Oh be.. sono stata io a chiedergliele.>> rispose semplicemente Ginny.<< Sai
dopo quello che mi è accaduto al primo anno ho chiesto a Silente se esisteva un
modo per proteggersi da attacchi mentali come quelli e così mi ha parlato
dell’Occlumanzia e della Legimanzia. Io poi ho fatto delle ricerche e a metà del
secondo anno gli ho chiesto se era possibile impararle a Hogwarts. Silente mi ha
accompagnata da Piton ma lui non ha voluto saperne.. non so perché ma sembrava …
nervoso all’idea di darmi lezioni. Cmq alla fine il Preside ha deciso di darmele
personalmente e così ha fatto fino adesso.>>
<< A te si, però io sono dovuto andare da Piton.>>
<< Piton non ha paura di te! E poi Voldemort avrebbe potuto usarti più di quanto
non abbia fatto.>>
<< Piton ha paura di te?!>> chiese Harry incredulo.
<< E’ quello che mi ha detto Pix! Dice che a Piton le femmine non piacciono e
che l’idea di rimanere solo con un esemplare di quella specie non gli piace
affatto!>>. Ginny si mise a ridere e anche Harry. La teoria di Pix non era
proprio da scartare!
Ora che il ghiaccio era stato finalmente rotto Harry si sentiva più a suo agio e
tentò di chiederle di Ron e gli altri quando la voce di Nancy annunciò che la
cena era pronta.
Stavolta fu Harry a fare accomodare Ginny vicino a lui e passarono l’intera
serata a chiacchierare e ridere mentre lei gli raccontava dei nuovi tiri vispi
Weasley e di come i gemelli cercavano di testarli sul primo membro della
famiglia che gli capitasse a tiro.
Quella notte Harry dormì sonni tranquilli senza sospettare che le lezioni di
Stacy sarebbero iniziate l’indomani.
Per tutta la mattinata infatti Ginny e Stacy si chiusero nello studio e a pranzo
avvertirono Harry che quel pomeriggio avrebbero ripreso le lezioni di
Occlumanzia… in camera di Melly.
<< Perché in camera di Melly?>> chiese nervoso Harry.
<< Perché no?!>> ribattè Stacy seria.
<< Perché… insomma è camera sua io che c’entro?!>> disse imbronciato. Anche
Sirius e Remus si dissero stupiti della scelta ma Stacy si rifiutò di dare
spiegazioni.
Alle 16.00 Harry fece un respiro profondo e bussò alla porta della stanza.
Stacy gli aprì e lo fece accomodare. Come aveva immaginato la camera era
interamente rosa e addobbata con infiniti bouchet di fiori colorati. Nonostante
ci fossero ben 2 letti era ancora abbastanza spaziosa e molto ordinata. Ginny
era seduta sul letto più vicino alla finestra e gli sorrideva mentre Stacy lo
invitò a sedersi sul letto di fronte.
<< Bene Harry da oggi riprenderemo le lezioni tutti i giorni. Sarà Ginny a
metterti alla prova cercando di entrare nei tuoi ricordi,io ti osserverò per
cercare di capire dove sta il tuo problema. Se non te l’ho ancora detto, tua
madre era un’ottima occlumante e quindi non esiste motivo percui suo figlio non
possa diventarlo.>> Stacy parlò calma e severa come sempre, poi fece cenno ai
due ragazzi di iniziare.
Erano in piedi in mezzo alla stanza, uno di fronte all’altra; Harry chiuse gli
occhi mentre Ginny, bacchetta puntata, bisbigliò << Legimens>>.
Un turbinio di ricordi passarono nelle loro menti: un Natale trascorso sotto il
tavolo da solo, la volta che Daddley lo picchiò tanto da fargli uscire il sangue
dal naso, quando passò un pomeriggio sotto l’acqua perché si era rifiutato di
lavare la schiena a Daddy,o ancora… Harry cadde in ginocchio esausto.
Ginny era di fronte a lui ma si accorse subito che non lo stava guardando. Stacy
le si avvicinò mentre Harry si rialzava respirando profondamente.
< Perché ti sei fermata?>> le chiese bruscamente Stacy.
<< Perché non ho alcun diritto di guardare nei suoi ricordi!>> rispose secca.<<
Io sono qui per aiutarlo e non per mancargli di rispetto! E’ evidente che non
riesce nemmeno a controllare se stesso figuriamoci se riesce a chiudere la sua
mente a me!>>Ginny la guardava dritta negli occhi e pian piano il suo sguardo da
seccato divenne furioso. << Non so a quale gioco stai giocando ma io non ho
nessuna intenzione di farmi manipolare come una marionetta, sono qui solo perché
voglio aiutare Harry a combattere Voldemort visto che è l’unica cosa che possa
fare per lui! Non è curiosando forzatamente nei suoi pensieri che imparerà a
difendersi… è così che pensavi di insegnargli Occlumanzia? Perché se è così ha
più probabilità Piton di te!>>.
Harry assisteva incredulo a quella scena; da quando l’aveva conosciuta non aveva
mai sentito nessuno rivolgersi a Stacy con quel tono. Anzi, tutti avevano sempre
avuto un non so che di pacato nei suoi confronti quasi ne temessero la reazione.
Un’altra cosa che lo stupì molto è che Ginny le dava del tu come se fossero
amiche d’infanzia!
Stacy dal canto suo non distolse un attimo lo sguardo da quello della ragazza e
ascoltava, priva di ogni espressione, l’invettiva.
<< Pensi di saperne più di me Ginny?>> fu la sua risposta.
<< Forse non avrò girato il mondo né avrò avuto le mille esperienze che hai
vissuto tu, ma sono più esperta di te se si parla di Voldemort. Io sono l’unica
che è stata posseduta più volte da lui senza impazzire, sono l’unica che è
riuscita a padroneggiare l’Occlumanzia in un tempo relativamente breve, a meno a
detta di Silente.>>. Era evidente che Ginny non era per nulla intimorita da
Stacy né aveva intenzione di gettare la spugna.
<< Bene! Allora da questo momento in poi sarai tu a insegnare Occlumanzia a
Harry! Avvertirò personalmente Silente che ora è responsabilità tua.>> e così
dicendo Stacy uscì dalla stanza lasciandoli soli.
Ginny rimase in silenzio a fissare il pavimento evidentemente assorta nei suoi
pensieri mentre Harry era lì,in piedi, completamente impotente di fronte a ciò
che era successo.
<< Questa è una cosa ridicola!>> sbottò d’improvviso la ragazza facendolo
sobbalzare.
<< E’ così che ti hanno insegnato Occlumanzia fin adesso?!>> chiese arrabbiata
Ginny
<< Em..>> Harry era quasi imbarazzato dalla situazione un po’ assurda che si era
venuta a creare.<< Veramente si… Perché esiste un altro modo?>> provò a chiedere
titubante.
<< Certo che si! Cmq senti da domani ci proveremo insieme ok?! Ora lasciamo
perdere, sono troppo infuriata con quella per concentrarmi su di te... ma dico
chi diavolo si crede di essere? Anzi adesso vado a farci due paroline.>> e così
dicendo partì spedita verso la cucina. Harry esitò un secondo poi si precipitò a
seguirla, non voleva perdersi neanche una sillaba.
Stacy era in cucina con tutti gli altri a sorseggiare un tè caldo quando Ginny
entrò impetuosa nella stanza seguita da Harry.
<< Si può sapere chi diavolo ti credi di essere?>>. Sirius, come Remus, Melly e
Nancy rimase a bocca aperta mentre Stacy continuava tranquillamente a bere il
suo tè impassibile come sempre. Quell’atteggiamento superiore non fece altro che
fare arrabbiare Ginny ancora di più.
<< Forse ti credi tanto figa perché sai tutto sulle arti oscure, oppure credi di
poter far la comandina solo perché sua madre era la tua migliore amica… be non è
così! Tu non sai niente di lui! Piombi qui dopo 16 anni e pensi di poter
risolvere tutti i suoi problemi ma la verità è che stai solo cercando di mettere
a tacere i tuoi sensi di colpa!Non è salvando lui che riporterai in vita Lily..
.è morta! E anche se la grande Stacy si fosse degnata di proteggerla sarebbe
morta cmq perché Voldemort voleva suo figlio! Dubito che una donna fredda e
egoista come te possa capire cosa sia l’amore ma ti assicuro che anche se
Silente in persona le avesse garantito che Harry sarebbe sopravvissuto, lei gli
avrebbe fatto da scudo cmq! Una madre non abbandona mai il proprio figlio, come
una donna non abbandonerebbe mai la persona che ama.>> Ginny fece un lungo
respiro, forse aspettava una qualche reazione da parte di Stacy che però non
fece nulla.
<< A me non me ne frega niente del perché sei tornata o del perché vuoi
difenderlo… ma sappi che io darei la vita per Harry e non permetterò a te né a
nessun altro di usarlo per i vostri stupidi tornaconto! Lo dico a te come l’ho
detto a Silente... PIANTATELA DI TRATTARLO COME SE FOSSE UNA MARIONETTA! Anche
lui ha un cuore, dei sentimenti e voi non fate altro che calpestarli
nascondendovi dietro a quelli che dovrebbero proteggerlo... Voldemort lo
rispetta molto più di quanto non facciate voi!.... e guardami quando ti
parlo!>>. Ma Stacy rimase immobile.
Accade in un attimo. Ginny le prese il mento per farla girare e Stacy tentò di
mollarle in riposta uno schiaffo, ma i riflessi della ragazza erano pronti e
parò il colpo mollandole un ceffone a sua svolta che però andò a segno.
<< Non provare mai più a mettermi le mani addosso!>> fu la risposta sibillina di
Ginny prima di andarsene.
Calò un profondo e teso silenzio in cui tutti fissavano increduli Stacy
trattenendo il respiro per paura di essere notati. Stacy non fece nulla, si
risedette e riprese a sorseggiare il suo tè come se niente fosse successo.
Harry andò subito a dormire, nessuno cenò quella sera. Nel salire alla sua
stanza si fermò a lungo davanti alla porta della camera di Ginny indeciso se
entrare o meno per parlare con lei, ma arrivò Melly alle sue spalle. << Non ti
preoccupare le parlo io. Tu vai a riposare ok?!>> e dandogli un colpetto sulla
spalla entrò nella stanza.
Harry non disse nulla e andò a sdraiarsi sul suo letto nel buio profondo della
notte che ormai era arrivata. Era confuso da quanto aveva appena visto e
sentito. Le parole di Ginny gli risuonavano ancora nelle orecchie senza che lui
potesse fermarle.
Aveva detto che sarebbe morta per lui. E poi cosa significava quella frase, “una
donna non abbandonerebbe mai la persona che ama”...ma lei non provava più niente
per lui, gliel’aveva detto Hermione e poi adesso usciva con Dean.
Mentre era immerso in questi pensieri senza uscita qualcun’altro rifletteva
sull’accaduto in salotto davanti a un fuoco scoppiettante.
Sirius, Remus e Nancy si erano trasferiti sui morbidi divani e guardavano le
fiamme scoppiettanti ognuno immerso nei propri pensieri.
<< Non posso crederci, ma come è potuta accadere una cosa simile?E poi perché?
Non riesco a capire.>> Sirius pensò ad alta voce, evidentemente era ciò che i
suoi compagni stavano pensando a loro volta.
<< Non so cosa possa essere accaduto, ma non ho mai visto Ginny comportarsi così
e nemmeno me lo sarei mai aspettato.>> rispose Remus anche lui con lo sguardo
fisso sul fuoco.
<< Io non mi stupisco della reazione di Ginny.>> Stavolta fu Nancy a parlare.<<
Era ovvio che prima o poi si sarebbero scontrate perché vedono la cosa da due
punti di vista diversi: Stacy lo sta proteggendo a tutti i costi forse per
rimorso nei confronti di Lily, Ginny invece lo fa perché lo ama.>>.
<< Cosa?>> chiese Sirius stupito.
<< E’ovvio, non hai sentito le sue parole?Quello era un discorso fatto da una
ragazza che farebbe di tutto per lui ma l’unica cosa che può fare è stargli
accanto.>>
<< Sapevo che Ginny aveva avuto una cotta per Harry ma pensavo che fosse
un’infatuazione dell’età.>> Remus cercava di ricordare quando li aveva avuti
come studenti.
<< Quello che mi stupisce è la forza con cui Ginny ha avuto il coraggio di
attaccare Stacy, come le ha tenuto testa. Nancy c’è forse qualcosa che dovremmo
sapere?>> Sirius era convinto che i conti non tornassero.
<< Non so quale rapporto ci sia tra le due, non ho mai saputo come si siano
conosciute a dir la verità, cmq Stacy ha un’altissima considerazione di Ginny
come strega e credo sia per questo che ha voluto che si unisse a noi. La grande
differenza tra Harry e Ginny è che lei ha molta fiducia in se stessa cosa che,
mi dispiace dirlo, a Harry manca un po’ a volte. Penso che Stacy volesse far
forza sull’orgoglio tipico dei ragazzi per farlo reagire ma deve aver trascurato
i sentimenti di Ginny. >> Nancy fece una pausa riflessiva poi aggiunse <<
Comunque credo che la presenza di Ginny non possa che giovare a Harry, lei è la
persona giusta per aiutarlo a tirar fuori ciò che si ostina a tener chiuso in se
stesso.>>
<< Lo credo anche io, ma noi come dovremmo comportarci secondo te?>> le chiese
Remus.
<< Non dobbiamo intervenire di persona ma dobbiamo essere sempre pronti nel caso
vogliano parlare o cose simili… sono adolescenti e non è facile per loro
affrontare tutte queste emozioni in una fase così delicata della loro vita.>>
<< Be… credo che andrò a parlare con Harry, voglio sapere cosa ne pensa lui,
come la sta vivendo.>> disse Sirius e si avviò per le scale lasciando l’amico
solo con Nancy.<< A volte i sentimenti come l’amore possono complicare il
rapporto tra due persone.>> Remus pensò ad alta voce senza accorgersene. Nancy
gli si avvicinò e lo accarezzò dolcemente. Ora i due si guardavano mentre le
fiamme illuminavano i loro volti.
<< A volte l’amore rende le persone forti anche se non è vissuto fino in
fondo.>>
Il cuore di Remus batteva forte tanto da confonderlo. Quegli occhioni scuri così
dolci. Quelle labbra così rosse e morbide. Fu come un soffio, come un dolce
profumo che pervade l’animo. Si abbandonarono entrambi a quel bacio tanto
desiderato ma mai chiesto realmente.
Sirius bussò alla botola di Harry che però non rispose. Entrò e lo trovò
sveglio, sdraiato nel buio profondo. Accese un paio di candele e gli si sedette
accanto.
<< Ne vuoi parlare?>> chiese Sirius.
<< Non so.>>
<< Ginny ha detto molte cose stasera su cui dovresti riflettere.>>.
<< Perché è venuta? Sapeva cosa avrebbe dovuto fare, perché è venuta?>>.
<< Davvero non lo capisci Harry? O forse non vuoi capirlo?>>
Calò un silenzio profondo, tutti e due guardavano il soffitto in attesa.
<< Non lo so.>> Harry era confuso più che mai, ma poterne parlare con Sirius gli
dava coraggio.
<< E’ venuta per te. Perché era l’unico modo per starti accanto.>> Sirius
parlava con voce pacata, quasi in un sussurro come se non volesse svegliare
Harry da quel torpore in cui i suoi pensieri lo cullavano.
<< Per me. Io non valgo tanto…. Non valgo la sua vita.>>
<< Però hai combattuto contro un basilisco pur di salvarla. Non dirmi che lo hai
fatto solo per Ron?!>>
<< Non lo so…. Quando Hagrid mi diceva che era stata a trovarlo, “probabilmente
sperava di trovare qualcuno”, io non so perché ma ero felice.>>.
<< Le attenzioni inattese fanno sempre piacere, se poi sono di una dolce
fanciulla ancora meglio!>>.
<< Lei non mi hai mai parlato. E’ sempre scappata via quando c’ero io. Poi si è
messa con quel Michael… non sa nemmeno giocare a quiddich!>>.
Sirius si limitò a sorridere ma lo lasciò parlare.
<< Tutto di un colpo ha cominciato a parlarmi. Lei mi ha affrontato quando
credevo di essere posseduto da Voldemort. Lei è l’unica che aveva il coraggio di
guardarmi negli occhi anche quando ero furioso. Ma poi dopo l’Ufficio Misteri
qualcosa è cambiato. I suoi occhi per me sono cambiati.>>
<< Forse perché nel momento di pericolo ha capito ciò che prova realmente per
te. A volte capire il nostro cuore è molto difficile e solo quando raggiungiamo
il limite riusciamo a vedere le cose con chiarezza.>>.
<< Perché io non riesco a vederle?>>
<< Ognuno ha i suoi tempi Harry, prima o poi capirai anche tu cosa vuol dirti il
tuo cuore.>>.
<< Io non ho nulla di speciale.>>
<< Questo dovresti chiederlo a lei. Magari i suoi occhi vedono cose che a te
sfuggono.>>.
<< Cosa devo fare?>>
<< Sii te stesso come hai sempre fatto e vedrai che farai la cosa giusta. >>
Harry fece un respiro profondo poi si girò su un fianco e chiuse gli occhi.
Sirius spense le candele ma rimase accanto a lui anche quando si addormentò.
CAP. 4
Il giorno dopo né Stacy né Ginny si fecero vedere e questo preoccupò molto
Harry. Melly gli aveva detto che Ginny era ancora arrabbiata e che preferiva
stare un po’ sola ma lui non riusciva a fare a meno di sentirsi in colpa. Passò
più volte davanti alla porta della sua camera ma non trovò mai il coraggio di
bussare: il vero problema è che non sapeva bene cosa dirle.
Ad aggravare la situazione arrivò la notizia che per questioni urgenti Remus e
Sirius dovevano tornare al Quartier Generale per qualche giorno.
< Ma perché?>> chiese Harry.
<< Lo sai che non posso dirtelo, ma ti prometto che farò di tutto per tornare il
prima possibile. Tu fai il bravo e mandami un messaggio se hai bisogno di me….
Dai infondo abbiamo sempre fatto così, no?!>> Sirius era dispiaciuto quanto lui
di dover andarsene ma sapeva che non aveva alternativa. Anche Remus era
piuttosto amareggiato dalla notizia e questo incuriosì non poco l’amico. Tutto
fu più chiaro quando Nancy per salutarlo lo baciò. I due amici si scambiarono
uno sguardo di intesa e Sirius capì di rimandare l’interrogatorio a quando
sarebbero rimasti soli
Anche Harry vide quel bacio e guardò Nancy con aria interrogativa ma questa gli
rispose con un sorriso e niente di più.
La giornata si annunciava più noiosa e cupa che mai quando Ginny arrivò di
sorpresa in salotto. Harry la guardò stupito tanto che quasi fece cadere il
libro che stava fingendo di leggere.
<< Ciao!>> le disse.
<< Ciao.>> rispose lei e si andò a sedere accanto a lui sul divano.
<< Sei ancora arrabbiata?>>
<< Un po’… la verità è che cominciavo ad avere fame!>>ripose semplicemente Ginny
sorridendogli.
<< Oh… non credo che sia un problema la dispensa è piena di leccornie, vieni!>>
E così dicendo i due si prepararono una ghiotta merenda che consumarono sul
prato sotto un bel sole.
<< Sai forse ho trovato come insegnarti Occlumanzia.>> gli disse all’improvviso
Ginny.
<< Davvero? E come?>>
<< Nel modo in cui ho imparato io! Il problema è che è un metodo un po’ lungo
per questo io ho preso lezioni per 3 anni. Ma sono sicura che se ci impegniamo
possiamo farcela!>>. Ginny lo guardava con un bel sorriso; era tornata la
ragazza vivace di sempre.
<< Bene, allora quando vuoi professoressa!>>. Anche lui si sentiva
incredibilmente più leggero ora che la vedeva di nuovo sorridere.
<< Allora possiamo iniziare anche subito!>>. A Harry andò di traverso il boccone
mentre Ginny scoppiò a ridere.
<< Tranquillo!... intendevo una volta finita la nostra merenda!>>
<< Aaaah!Allora va bene!>> e scoppiò a ridere.
Dopo essersi gustati il loro banchetto si spostarono all’ombra di un grande
albero per iniziare la loro prima lezione di Occlumanzia.
<< Devi cercare di rilassarti e concentrarti ok?!>> gli disse per prima cosa
Ginny mentre, seduto l’uno accanto all’altra, si guardavano seri.
<< Ora devi chiudere gli occhi e pensare più intensamente che puoi a…un enorme
prato pieno di fiori colorati.>>.
<< Cosa?>> chiese Harry incredulo.
<< Em…. Preferisci uno stadio di quiddich?>> fece lei un po’ imbarazzata.
<< Be... non so.. perché devo pensare a un enorme prato pieno di fiori
colorati?>> non riusciva proprio a capire a cosa diavolo potesse servire.
<< Be il concetto è semplice. Se tu riesci a concentrare tutta la tua mente su
una sola immagine, quando io proverò ad entrare vedrò solo quell’immagine.>>.
<< Ah!E pensi che funzionerà contro Voldemort?>>. Harry non era proprio
convintissimo di questa teoria.
<< Se diventi così bravo da non distrarti da quell’immagine ti assicuro che
funzionerà!Cmq vedrai che non è poi così facile come sembra!>>. Ginny lo
guardava divertita, le piaceva fare la maestra.
<< Va bene… allora penso intensamente a… uno stadio di quiddich durante la
finale della Coppa del Mondo!>> e così dicendo chiuse gli occhi e cercò di
concentrarsi su quell’immagine con tutte le sue forze.
<< Ce l’hai bene in mente?>> chiese dopo un attimo Ginny.
<< Si>> bisbigliò Harry.
<< Allora adesso provo a vederla anch’io. Sei pronto?Uno, due…legimens.>>
Ginny riuscì a vedere chiaramente un enorme stadio di quiddich stracolmo di
persone urlanti. Lo stadio era pieno di colori e, da quanto potè capire, tutti
stavano aspettando l’ingresso delle squadre, ma ad un certo punto un intruso
comparve nel bel mezzo del campo. Un paffuto Daddley stava ricorrendo con un
bastone in mano un povero gatto spelacchiato. Poco dopo un’agitatissima Madama
Fig irruppe in campo rincorrendo Daddley maledicendolo a più non posso.
Ginny scoppiò a ridere mentre Harry apriva gli occhi. Era un po’ deluso e
dispiaciuto ma si rincuorò subito vedendo che lei si stava divertendo tanto.
<< Mi dispiace non so cosa sia successo?>> le disse mogio Harry.
<< Ti sei distratto! Vedi, per un attimo sei riuscito a mostrarmi la tua
”immagine scudo” ma poi sono riuscita a superarla col risultato che un tuo
ricordo si è mescolato con essa.>> e dopo un’altra risatina aggiunse,<< Te
l’avevo detto che non era così facile!Vuoi riprovare?>>
<< Si!devo concentrarmi di più… ma tu smettila di ridere!>> Harry fece finta di
prendersela e ottenne un bel sorriso di scuse.
<< Allora preparati….uno, due,e…legimens>>
Di nuovo uno stadio gremito di gente euforica l’accolse. Stavolta Ginny riuscì a
notare anche le pubblicità che scorrevano nell’attesa, ma non fece a tempo a
vedere l’ingresso dei giocatori. Un enorme mostruoso basilisco prese a
strisciare in mezzo al campo.
<< Ah!>> Ginny aprì gli occhi spaventata.
<< Scusami! Stai bene?>> chiese Harry mortificato.
Ginny annuì respirando profondamente.
<< Mi dispiace tanto Ginny. Forse dovrei cambiare immagine…>>
<< No no andavi benissimo, sono io che mi sono spaventata. >> e ricomponendosi
dallo spavento aggiunse, << Senti facciamo così: tu esercitati ogni sera nel
concentrarti al massimo su quell’immagine finché non ti diventerà famigliare
come una fotografia. Quando ti sentirai pronto riproveremo ok?!>>.
<< Va bene, ho capito!>> ripose Harry esausto e sollevato al tempo stesso.
La sera passò tranquilla come tutti i giorni a venire. Harry faceva i suoi
esercizi tutte le notti impegnandosi più che mai. Durante il giorno lui e
l’amica si allenavano a quiddich o facevano i compiti aiutandosi a vicenda e ben
presto anche Remus e Sirius tornarono. Stacy, dopo un paio di giorni di
isolamento, ricomparve e si chiarì con Ginny, anche se nessuno seppe mai cosa si
dissero di preciso perché lo fecero in privato.
Era ormai passata una settimana quando Harry entrò cauto nello studio dove Ginny
stava leggendo un libro. Era sola, appoggiata alla sedia vicino alla finestra,
concentrata a guardare un disegno di un drago.
<< Non sapevo avessi un debole per i draghi!>> le bisbigliò piano all’orecchio
arrivandole da dietro.
Ginny fece un piccolo salto.<< Harry!Non ti ho sentito entrare! Mi
incuriosiscono molto i draghi. Charly me ne ha parlato ma mamma non vuole che
faccia quel lavoro...>> e imitando la madre aggiunse << Non è adatto a una bella
signorina come te e poi è troppo pericoloso!>> e sorrise.
Anche Harry rise e si sedette di fronte a lei.
<< Mi sono allenato molto con la mia “immagine scudo”… ti va di provare?>>.
<< Oh… certo!>> rispose lei entusiasta.<< Allora sei pronto?>>.
Harry fece un respiro profondo e chiuse gli occhi. Era concentratissimo.
<< Uno,due … legimens>>.
Venne accolta da un boato di grida assordanti che proveniva da ogni dove. Lo
stadio le sembrò ancora più grande di come lo ricordava, ma stavolta riuscì a
vedere i giocatori entrare. Non erano due squadre precise ma un miscuglio di
giocatori famosi tra qui Krum. Ginny si sedette in tribuna d’onore a osservare
ogni singolo particolare finché non decise che poteva bastare.
<< Complimenti Harry ce l’hai fatta!>>disse felice abbracciandolo forte.
Harry le sorrise un po’ imbarazzato.<<E’ tutto merito della maestra!>>.
<< Sei stato bravissimo lo sapevo che potevi farcela!.. alla facciaccia di
Stacy!>>
<< Be allora è tutta qui l’Occlumanzia?>> chiese speranzoso.
<< No…temo che questo sia solo il primo passo. Ora bisogna allenare la tua
concentrazione.>>.
<< In che senso? Credevo di aver superato la prova.>>
<< Si certo, ma è ovvio che chiunque cerchi di leggere i tuoi pensieri non lo
farà in modo…onesto.>>
Harry sbuffò sconsolato.
<< Dai non fare così, ora proviamo di nuovo ok?!>>.
<< Devo pensare sempre allo stadio?>> chiese Harry che non aveva ben capito cosa
doveva fare.
<< Si. Io proverò di nuovo ad entrare nella tua mente ma prima cercherò di
distrarti. Allora sei pronto?>>
Harry annuì e chiuse gli occhi come sempre.
Ginny lo lasciò concentrarsi per un po’poi gli prese dolcemente le mani e le
strinse forte prima di bisbigliare << Legimens>>.
Ma anche stavolta lo scudo di Harry resistette benissimo all’attacco anche se
gli costò non poca fatica.
<< Bravo sei rimasto abbastanza concentrato da escludermi dalla tua mente!>> gli
disse contenta Ginny.
<< Grazie, ma è stato faticoso. Mi sa che devo allenarmi di più su questo punto,
infondo mi hai solo… preso per mano>> Come se se ne rendesse conto solo ora
Harry abbassò la testa e prese a fissare intensamente le sue scarpe.
<< Hai ragione però sei riuscito lo stesso a fermarmi… vogliamo riprovare?>>.
<< Va bene.>> Non sapeva cosa aspettarsi stavolta ma chiuse cmq gli occhi e
cercò di concentrarsi.
Due calde e morbide labbra sfiorarono le sue. Harry aprì gli occhi stupito ma
Ginny era già scappata via. Rimase per un po’ lì seduto a toccarsi la bocca
incredulo poi decise che era il caso di prendere una bella boccata d’aria e uscì
a fare una passeggiata.
Fuori intravide Stacy all’ombra del grande albero ma non si fermò e prese a
girovagare per il grande prato fiorito che si espandeva davanti alla casa.
Dopo pochi istanti anche Sirius uscì e vedendo Stacy decise di sedersi accanto a
lei.
<< Ti disturbo se mi metto qui?>> le chiese gentilmente.
<< No, fai pure>> rispose, fredda come sempre.
L’uomo guardava Harry camminare pensieroso su e giù per il prato, mentre lei
leggeva un piccolo libro scritto fitto fitto.
<< Chissà che gli è successo per farlo pensare tanto?>> pensò ad alta voce
Sirius.
Ma di risposta ebbe solo silenzio.
<< Sai tu sei una donna strana. A volte sembra che non vivi con noi... eppure mi
dico che se eri davvero la migliore amica di Lily dovrai essere ben diversa da
ciò che mostri.>> Sirius parlava con tono pacato sempre guardando verso il
prato.
<< Cosa ti fa credere che io sia diversa?>> Stacy bisbigliò quasi, senza
apparentemente distogliere la sua attenzione dal libro.
<< Lily era una ragazza unica. Era forte e onesta ma anche solare e
incredibilmente socievole con tutti. Tu invece ti mostri come l’esatto opposto.
Mi chiedo se non sia solo apparenza.>>
<< Io sono ciò che sono.>>
<< Già… ma perché non permetti a nessuno di conoscerti?>>.
Stacy chiuse piano il libro. I due si guardarono intensamente negli occhi.
<< Perché vuoi sapere chi sono?>>
<< Perché sono sempre stato un uomo curioso.>>.
<< Io non ho tesori per un pirata come te.>>.
<< Pirata?>>
<< E’ così che ti chiamavamo Lily ed io.>> Stacy distolse lo sguardo e prese a
guardare nel vuoto, triste.<< Noi avevamo tutto un nostro codice, per scriverci
ed essere sicure che nessun’altro potesse capire le nostre lettere. Lei era il
mio sole, la luce che seguivo nella mia lotta disperata contro le tenebre che mi
opprimevano. Avrei voluto aiutarla… ma…>>. I suoi occhi di ghiaccio guardavano a
un passato lontano mentre una lacrima rigava il suo volto.
Sirius rimase in silenzio davanti a quel dolore. Anche lui aveva perso il suo
migliore amico, suo fratello, e conosceva l’immensa solitudine che si prova.
<< Perdonami>> le bisbigliò piano << non volevo portarti a tristi ricordi.>> e
così dicendo si alzò e rientrò in casa. Stacy lo guardò andarsene, in cuor suo
stupita da tanta sensibilità.
A cena Ginny non si fece vedere. Melly disse che non si sentiva molto bene e che
preferiva risposare. Harry ebbe la sgradevole sensazione che guardasse proprio
lui nel dirlo e prese a mangiare silenzioso la sua zuppa. Anche Sirius cenò con
fare assente. Stava ancora ripensando alla conversazione avuta con Stacy … e
forse anche lei lo stava pensando, ma i due non si guardarono mai.
Quella fu una notte confusa dai pensieri per molti abitanti della casa ma il
sole avrebbe portato nuove emozioni per i loro cuori.
CAP. 5 -“I fantasmi del passato”
<< Hai buone notizie per me?>> sibilò Lord Voldemort dalla sua poltrona davanti
al camino.
Peter Minus era appena tornato da una missione e ora era al cospetto del suo
padrone, in ginocchio, circondato da una schiera di fedelissimi pronti a tutto
per l’Oscuro Signore.
<< Nessuno fa caso a un sorcio in un posto come la Testa di Porco !>> disse
Peter per alleggerire la tensione, cosa che invece fece rimpicciolire
ulteriormente i freddi sanguinei occhi di Voldemort.
<< Mi scusi padrone>> balbettò subito l’animagus prostrandosi sempre più a
terra. << Ho scoperto che le figlie di Aberoth sono di nuovo in Inghilterra!>>.
<<Ci sono sempre state Minus!>> gli fece prontamente notare Bellatrix in modo
secco.
<< Si si… cioè no!La figlia di mezzo, Stacy…. È tornata!>>
A queste parole seguì un lungo attimo di silenzio tombale poi l’Oscuro Signore
strinse a se la bacchetta e tutti i suoi uomini fecero un passo
indietro,intimoriti.
<<Quando è successo?>> Voldemort parlò piano ma con tono adirato.
<< Non lo so, signore.>>
<< Non lo sai Peter?!>>
<< No… no padrone ve lo giuro non lo so!>>. Minus tremava e parlava con il naso
ben schiacciato a terra.
<< E voi signori cosa mi dite? Perché nessuno dei miei fedelissimi mi ha
avvertito di un tale avvenimento?>>.
<< E’ una grande novità anche per noi, padrone, ma lasciate fare a me e non
avrete più di che preoccuparvi!>> disse Bellatrix.
<< CRUCIO!>> La strega si accasciò a terra. << Credi davvero che quella strega
possa darmi fastidio?!>> tuonò Voldemort che si era alzato in piedi adirato.
<< Lucius.>>
<< Si padrone>>
<< Voglio sapere perché è qui e dove si trova.>>.
<< Si padrone. E..>>
<< No. Non farti nemmeno vedere da lei... sarà il mio regalino per Silente!>> e
così dicendo scoppiò a ridere e si risedette sulla sua poltrona. Uno sguardo di
pazza gioia possedeva ora i suoi occhi.
A molti chilometri di distanza il giovane Harry lasciò cadere rumorosamente la
forchetta.
<< Che succede Harry?>> chiese Sirius allarmato.
<< Aaaah…. È la cicatrice!Era da tempo che non bruciava tanto.>> rispose mentre
si massaggiava la fronte con un evidente smorfia di dolore in volto.
<< Stacy?!>> Nancy guardò la sorella con sguardo preoccupato e in cerca di
aiuto.
Tutti si voltarono verso la strega che, dopo un profondo respiro, si alzò e andò
a fissare il giovane dritto negli occhi. Nella cucina regnava un teso silenzio.
Harry non capiva, il dolore non cambiava ed era certo che lei lo stesso solo
guardando.
<< Non posso fare nulla o lui mi troverà!>> disse Stacy tornando al suo posto.
<< E’ felice?>> chiese rivolta a Harry.
Stupito dalla domanda, ma soprattutto dall’esattezza dell’ipotesi annuì. Nemmeno
Silente avrebbe saputo dirgli l’umore di Voldemort.
<< Allora mi correggo… mi ha già scoperta!>> disse tranquillamente prima di
riprendere a mangiare come se niente fosse.
<< Capisco.>> disse Nancy scambiandosi uno sguardo carico di silenziose parole
con le sorelle.
<< Stai tranquillo, sono sicura che quando avrai imparata Occlumanzia tutto
questo non accadrà più!>> gli disse Melly cercando di sembrare convincente.
<< Melly ha ragione Harry. Ora mangiamo o la nostra cena si raffredderà e
sarebbe un peccato, non credete?!>> intervenne sorridendo Melly.
Ginny lo guardò con aria preoccupata ma distolse subito lo sguardo quando Harry
si girò verso di lei.
Tutti ripresero a mangiare in silenzio, anche Sirius e Remus si gustarono il
buon cibo ma non senza prima scambiarsi uno sguardo preoccupato.
***
Il giorno seguente tutto si svolse come se nulla fosse successo. Le sorelle
erano allegre e indaffarate come sempre, in quanto a Stacy…. Be di lei era
difficile capire tutto, figuriamoci l’umore!
Harry rimase nella sua stanza ad esercitarsi con l’Occlumanzia anche se ogni
volta il ricordo della sua ultima lezione con Ginny tornava a distrarlo.
Tutto sembrava tranquillo, gli unici a non aver “dimenticato” erano Sirius e
Remus. Preoccupati da ciò che avevano visto decisero di chiedere consiglio a
Silente quella sera stessa durante la riunione dell’Ordine.
<< E’ l’unico che ci possa dire come comportarci.>> disse Remus all’amico mentre
si mangiava una mela seduto in cucina.
<< Si,lo credo anche io. Tuttavia è strano, non capisco di cosa debba essere
felice quel maledetto!>> Felpato era piuttosto teso e preoccupato.
<< Non ne ho idea, ma dobbiamo avvertire subito l’Ordine perché di certo non c’è
da stare tranquilli. Mi preoccupano un po’ anche le strane parole di Stacy…
sembra quasi che lei e Voldemort si conoscano, a te non pare?>>.
<< Già>> ripose l’amico pensieroso, << Sai che ti dico? In questo caso la cosa
migliore e chiedere alla diretta interessata. Sai dov’è?>>
<< Credo di averla vista salire poco fa.>> ripose Remus.
<< Ok allora vado.>> e così dicendo uscì dalla cucina e si diresse verso la
stanza di Stacy.
***
Sirius bussò alla porta della camera. Non ci era mai stato nonostante vivesse in
quella casa da ormai un’intera estate. Non rispose nessuno così, un po’
titubante, decise di entrare. Si era sempre immaginato quel posto come un covo
segreto dove la strega potesse preparare le sue fatture oscure ma ciò che vide
lo spiazzò. Le pareti della camera erano di un tenue azzurro. Le tende legate
morbide con un bel fiocco agli angoli della finestra a destra erano blu. Vicino
c’era un tavolino con un grande specchio, doveva essere un' antica “petineuse”
ed era piena della tipiche cianfrusaglie femminili: trucchi, spazzola, creme
varie, profumi, fermagli e una cascata di bellissimi nastri per capelli dai
mille colori. Le ante dell’armadio alla sua sinistra erano aperte. Sirius
riconobbe subito gli abiti neri che aveva visto indosso alla donna molte volte
ma fu sorpreso di vederli mescolati a tantissimi altri vestiti, alcuni anche
molto eleganti, colorati. Ma ciò che lo colpì di più fu la parete su cui
poggiava la testata del letto. Era piena di fotografie e foglietti con scritte
frasi o poesie; molte di quelle fotografie ritraevano ragazze giovani ma anche
bambine e osservandole meglio Sirius si accorse che erano sempre gli stessi
soggetti che lo salutavano allegramente. In quasi tutte le immagini infatti
delle piccole Nancy, Stacy e Melly gli sorridevano felici mentre in altre una
Stacy adolescente lo salutava abbracciata a…. << Lily!>> Era davvero lei,
impossibile non riconoscerla. Una sua fotografia era appoggiata sul comodino
accanto a quella di una donna che abbracciava teneramente 3 bambine. Accanto
alle due fotografie c’era una rosa bianca. E lì, sdraiata sul letto immersa in
un sonno profondo c’era Stacy. Sirius rimase a lungo a guardarla rapito da
quella visione. La ragazza indossava un morbido vestito azzurro di veli con
delle spalline che le erano scivolate lungo le spalle lasciando intravedere le
curve dei morbidi seni. A coprirli c’erano i lunghi capelli neri lasciati
sciolti. L’aria severa e fredda aveva lasciato il posto a un viso dai lineamenti
dolci. Sembrava una di quelle principesse beatamente perse nei loro sogni che
aspettano solo che qualcuno le svegli con amore. Era bellissima. Sirius era
completamente inerme davanti a quella creatura così tenera e in apparenza così
fragile. Sentiva nascere dentro di se un sentimento che andava ben oltre il
desiderio. Si sentiva spaesato da quel turbinio di sensazioni che vorticavano
nella sua testa confondendolo sempre di più. Da quanto tempo non vedeva una
donna così? Da quanto tempo? Era il suo corpo a parlargli? Sirius fece il giro
del letto e lottò contro se stesso per non accarezzare quel viso, quelle mani
così belle e eleganti. Rimase lì, fermo, al fianco del letto poi, come se
un’onda anomala si fosse infranta sul suo cuore, si chinò a sfiorare le sue
labbra con un bacio per poi uscire da quel sogno.
Si rinchiuse in camera sua, sdraiato sul letto con un braccio sugli occhi
costringendosi a calmarsi. Che diavolo gli era venuto in mente? E se si fosse
svegliata? Ma questi pensieri lasciarono presto il posto ai sogni che lo
portarono in luoghi lontani dove un galeotto in fuga e una bella strega oscura
avrebbero potuto amarsi completamente.
Quando Stacy scese per la cena indossava uno dei suoi abiti neri e quel dolce
viso addormentato aveva lasciato il posto al solito fare freddo e a quei occhi
di ghiaccio. Sirius si sentì più spaesato che mai e non parlò per tutto il
pasto. Quella notte si svegliò spesso turbato dai suoi stessi sogni che, a
differenza di lui, erano liberi di correre da lei.
CAP. 6
La mattina seguente Sirius si alzò presto e scese per fare colazione. In cucina
trovò Nancy e Remus che parlavano piano, entrambi visibilmente preoccupati.
<< Ah ti sei svegliato!Stavo per venire a chiamarti. Ho notizie dall’Ordine.>>
disse serio Remus invitando l’amico a sedersi.
<< Che succede?Cosa ti ha detto Silente?>>.
<< Che dobbiamo stare allerta! Non sa spiegarsi nemmeno lui questa improvvisa
felicità di Voldemort. Secondo i nostri informatori non ha ottenuto nulla che
possa renderlo felice…. Stiamo brancolando nel buio!>> Remus era molto stanco e
più che mai preoccupato.
<< Non dovete temere, finché Harry sarà con noi non corre grossi pericoli.>>
<< Comincio a non esserne così sicuro Nancy. Non ti nascondo che le parole di
tua sorella mi hanno fatto molto pensare.>> Si capiva dal tono che quella
confessione era costata molto a Remus.
<< Posso capirvi se non vi fidate di lei.>> disse la strega facendo un respiro
profondo.
Sirius era immerso nei suoi pensieri. Capiva che se voleva scoprire qualcosa di
più sui misteri di Stacy quello era il momento giusto.
<< Lo so che non sono affari nostri ma… si insomma…ho visto le foto di lei e
Lily ed era così diversa!>>. Sirius parlava guardandosi le mani
<< Vuoi sapere perché?>>
L’animagus annuì.
Nancy fece un altro respiro profondo, si alzò e versò a tutti e 3 una tazza di
the bollente, poi si risedette al suo posto.
<< Quando Stacy aveva 9 anni la guerra contro Voldemort era già iniziata.
Fortunatamente non era ancora all’apice della sua malvagità ma aveva già
abbastanza seguaci e soprattutto c’erano già alcuni maghi che provavano a
contrastarlo. Come potete immaginare tutta la famiglia Silente si schierò con
zio Albus per fare qualcosa, tutti tranne mia madre.e.
<< Lei si rifugiò qui con noi tre per proteggerci mentre papà aiutava il
fratello. Una notte sentimmo dei rumori provenire dal salotto e scendemmo per
vedere che stavo succedendo. Mia madre stava duellando con due Mangiamorte e un
terzo era steso morto a terra.
<< Melly scoppiò a piangere spaventata così tutti si accorsero di noi e mamma si
schierò per proteggerci. Ma ovviamente noi risultammo essere un peso per lei,
ben presto quegli uomini ebbero la meglio e la uccisero torturandola davanti a
nostri occhi. Papà non arrivò in tempo. Da allora non vive più qui e nemmeno con
noi, non è mai riuscito a perdonarselo.
<< Io mi concentrai su Melly e in questo modo riuscimmo entrambe a superare lo
shock. Mi aiutò molto anche lo zio quando tornai a scuola. In quanto a Stacy…lei
non aveva dimenticato quei volti. Scappò e trascorse tutta la sua vita nell’odio
e nel rancore cercando quei mangiamorte per vendicare nostra madre. Per questo
andò a studiare a Durmstrag; come strega oscura avrebbe avuto più possibilità di
trovarli e ucciderli. Ma qualcosa venne a scombussolare i suoi piani!>>.
<< Cosa?>> chiese Sirius.
<< Lily!>> Nancy sorrise anche se i suoi occhi erano colmi di lacrime.<< Lei
aveva la forza di illuminare anche i luoghi più bui. L’odio che possedeva il
cuore di Stacy si dissipava a poco a poco grazie alla sua vicinanza. Mia sorella
iniziò a passare tutte le vacanze estive dagli Evans che l’accolsero volentieri.
Quando stava con Lily era felice come me la ricordavo da bambina. Ma ogni volta
che tornava a scuola il buio la inghiottiva tanto da mutarla nella fredda strega
che è ora. >>
<< Ha mai trovato quegli uomini?>> chiese piano Remus.
<< Si,li ha trovati. Ma non è riuscita ad ucciderli.>> Nancy si mise a ridere e
aggiunse << Mi disse che Lily non avrebbe mai voluto un’amica assassina e lei
non poteva vivere senza il suo sole!
<< Per lei Lily era la speranza. Quando lo zio Albus venne a dirci dei Potter
Stacy gli chiese di Harry e di te Sirius, ma lui disse che il bambino era stato
affidato agli zii babbani. Tutta la rabbia e l’odio che Lily era riuscita a
cancellare tornarono più cupi che mai e mia sorella se né andò. Da allora non ne
abbiamo più saputo nulla
<< Poi qualche mese fa è tornata, ha riaperto questa casa e ci ha riunite per
dirci che era tempo che anche noi facessimo la nostra parte e così eccoci
qui.>>.
<< Ora capisco. Mi dispiace molto Nancy.>> Remus non sapeva bene cosa dire, come
consolare quella donna a cui era irrimediabilmente tanto legato.
<< E’ per questo che vi dico che Harry qui è al sicuro. Stacy non permetterà a
nessuno di fargli del male a costo della sua stessa vita.>>.
<< Lo so.>> furono le uniche parole di Sirius. Lui sapeva bene come si sentiva
Stacy e cosa la spingeva a proteggere Harry, perché erano gli stessi sentimenti
che spingevano lui.
CAP. 7
L’estate stava ormai finendo e ben presto gli abitanti della casa sarebbero
tornati alla loro vita “normale”, se combattere per l’Ordine poteva definirsi
tale.
Dopo quel bacio rubato Harry e Ginny non si erano più trovati per le lezioni di
Occlumanzia, né per giocare a Quiddich o studiare insieme. Era evidente che
quanto accaduto aveva lasciato un dolce segno in entrambi.
Quella sera il cielo era coperto da spesse nuvole scure e tutto faceva pensare
che sarebbe arrivato un bel temporale a rinfrescare la notte.
<< Aaaahhh!>> Harry si svegliò all’improvviso con la cicatrice in fiamme. Si
mise a sedere cercando di calmarsi. Doveva fare qualcosa, era stufo di essere
alla mercè di Voldemort. Si costrinse a pensare alla sua “immagine scudo” e a
concentrarsi più che mai su quella.
Sembrò funzionare perché il bruciore diminuì pian piano. Scese dal letto e corse
in camera dal padrino.
<< Sirius svegliati!>> lo scosse Harry.
<< Che succede?!>> disse allarmato.
<< Che c’è?!>> si destò anche Remus.
<< La mia cicatrice… Voldemort è vicino lo sento!>>.
<< Harry calmati, che stai dicendo?>> Sirius cercò di farlo sedere ma il ragazzo
era troppo agitato.
<< Mi sono svegliato per colpa della cicatrice... ti assicuro che Voldemort è
qui!>>
Un lampo squarciò l’aria mentre un tremendo tuono infranse il silenzio della
notte.
<< Dobbiamo dare l’allarme!Remus vai a svegliare Nancy, Melly e Ginny, noi
andiamo da Stacy!>>.
<< Non ce n’è bisogno, sono qui!>>Stacy era sulla porta completamente vestita ,
bacchetta in mano. << Nancy sta facendo un giro di ricognizione con Melly, Timmy
è con Ginny ma stanno dormendo.>>.
<< Voldemort è qui!>> le disse Harry allarmato.
<< Lo sappiamo non preoccuparti.>> Stacy era calma e fredda come sempre. <<
Remus ci serve qualcuno che avverta l’Ordine, te ne puoi occupare tu?>>
<<Certo vado subito!>> e uscì dalla stanza ancora in pigiama.
<< Cosa facciamo con Ginny e il bambino?>> chiese Sirius che nel frattempo si
era vestito e ora impugnava la sua bacchetta proprio come Harry.
<< Melly si occuperà di loro appena torna, io e te proteggeremo lui.>>.
<< Voglio combattere anche io!>> disse Harry. Non voleva che qualcuno si
sacrificasse per lui, infondo è così che aveva perso i suoi genitori, ma allora
era solo un neonato che non poteva difendersi da solo.
<< Be, se noi moriremo credo sarà inevitabile che tu combatta!>> gli rispose
Stacy.
I tre decisero di scendere in salotto dove poco dopo li raggiunsero le sorelle.
<< Fuori è tutto tranquillo per il momento.>> disse Nancy.
<< Io vado su da Ginny e Timmy, mi raccomando niente eroismi!>> disse Melly
guardando le sorelle e poi corse di sopra.
<< Come va la cicatrice?>> chiese Sirius.
<< Ora non brucia più molto, prima ho fatto gli esercizi di Occlumanzia che mi
ha insegnato Ginny e hanno funzionato.>>.
<< Bene, sapevo che quella ragazzina era in gamba!>> disse Stacy che guardava
attentamente fuori dalla finestra.
Un altro fulmine illuminò il cielo ma non solo quello.
<< Sono arrivati.>> disse Nancy.<< Harry qui dentro non possono entrare quindi
tu e Sirius rimarrete qui. Per il momento ce ne occupiamo noi.>>
<< No, sarebbe un suicidio!>> intervenne Felpato impedendo alle streghe di
uscire. << Voi siete solo in due e loro almeno una decina per quello che ho
potuto vedere. Dobbiamo restare uniti!>>
<< Sono solo Mangiamorte Sirius possiamo sbarazzarcene facilmente credimi>>
tentò di persuaderlo Nancy ma senza troppo successo.
<< Sono la peggior feccia che esista e voi non potete rischiare così per
nulla,dobbiamo resistere finché non arrivano i rinforzi!>>
<< Non abbiamo tempo!>> intervenne Stacy che si piazzò di fronte al mago a pochi
centimetri da lui fissandolo dritto negli occhi. << Voldemort è qui!>>. In un
attimo le streghe furono fuori e la battaglia iniziò.
Harry poteva vedere solo le saette lasciate dagli incantesimi ma era troppo buio
per capire che stesse succedendo. Un paio di Mangiamorte fecero irruzione e
Sirius li affrontò senza timore. Ora l’unico che non duellava era il giovane
mago che se ne stava nascosto in disparte come gli aveva ordinato il padrino.
Un tuono richiamò il silenzio. Una risata risuonò gelida nella notte. Lord
Voldemort richiamò a se i suoi uomini e ora erano tutti li, schierati accanto a
lui. Di fronte a fronteggiarli Stacy, Nancy e ora anche Sirius, corso fuori
mentre Harry rimaneva a guardare in casa.
<< Vedo che sei tornata all’ovile!>> sibilò l’Oscuro Signore.
Stacy fece un passo in avanti, abbassò leggermente la bacchetta come a
dimostrare che non aveva alcuna paura di lui.
<< Non sei contento di vedermi Tom?!>>
<< Sinceramente speravo fossi morta, mia cara! Sai sono curioso di sapere quale
storiella hai raccontato allo zio per farti perdonare!>> Voldemort parlava con
un tono di scherno verso la strega. Ormai era evidente che i due si conoscessero
personalmente.
<< Dovresti saperlo che so essere molto convincente quando voglio!.. o forse non
te lo ricordi?Sono sicura che i tuoi servi si ricordano molto bene di me, vero
Malfoy?!>>
Uno degli uomini incappucciati grugnì ma Voldemort non gli fece caso.
<< Se pensi di riuscire a sfuggirmi come l’ultima volta ti sbagli.>> Gli occhi
dell’Oscuro Signore erano tornati glaciali e malvagi come sempre.
<< Ma stavolta ti porterai nella tomba il moccioso della tua amica!>>.
<< Non ne sarei così sicura! Prima devi riuscire a uccidermi e se non ricordo
male non è poi così facile…vero signori?!>>
<< UCCIDETELI!>> tuonò Voldemort.
La battaglia scoppiò cruenta, ma se Nancy e Sirius si davano da fare Stacy
sembrava non accorgersi nemmeno degli inutili attacchi dei Mangiamorte. “Perché
sta li immobile?” pensò Sirius guardandola di striscio tra un incantesimo e
l’altro. “Come fanno a non colpirla?”
<< Non pensare a lei!>> gli urlò Nancy che si era accorta delle occhiate
dell’uomo. << Il suo obbiettivo è Harry!>>
Sirius si voltò di nuovo verso la strega. Stacy era immobile, bacchetta in mano,
e fissava negli occhi Voldemort fermo di fronte a lei. Era come se stessero
guardando chi cedeva per primo.
Incantesimi sfrecciavano ovunque e i Mangiamorte sembravano più risoluti che mai
nell’esaudire l’ordine del loro padrone.
Nancy cominciò a sperare che arrivassero i rinforzi perché, per quanto lei e
Sirius fossero bravi erano pur sempre 2 contro 10!
Un lampo verde illuminò l’aria. Tutti si fermarono. La maledizione senza perdono
era stata scagliata in casa.
<< Harry!>> Sirius si precipitò dentro insieme a Nancy.
Harry era in ginocchio davanti al grande camino. Davanti a lui Voldemort lo
fissava con odio. Ma ciò che spaventò più Sirius fu lei. Stacy era fra i due,
gli occhi più gelidi che mai. Emanava una forza incredibile ed era li, con le
braccia aperte, disarmata, a proteggere il ragazzo.
<< Pensavi davvero che ti sarebbe bastata una stupida maledizione!>> la voce
della strega rimbombava forte e profonda nella stanza.
“ Che diavolo sta succedendo?” Sirius era spaventato. Si voltò per vedere se
sopraggiungevano i Mangiamorte ma con suo enorme stupore nessuno di loro
sembrava aver intenzione di intervenire.
<< Come hai potuto tradirmi!>> Voldemort sembrava più arrabbiato che mai!
<< Credevi davvero che mi sarei schierata con te? Che ti avrei aiutato a
uccidere l’unica persona che mi sia mai stata amica?Sei solo un illuso! Pensavi
di usarmi per ucciderla perché tu non potevi farlo ma ti è andata male! I tuoi
stupidi uomini mi hanno seguita e sono caduti dritti dritti nella mia
trappola!>> Harry non riusciva a capire di cosa stessero parlando. Che Stacy
fosse stata davvero una Mangiamorte, una strega oscura?
<< Tu hai ucciso per me, hai spiato Silente per me, hai tradito la tua famiglia
per me!>>
<< Non per te! Per Lily! Io ero l’unica che poteva avvicinarsi abbastanza a te
da scoprire come distruggerti e ci sono riuscita! >>
<< Distruggermi? Io sono il mago più potente del mondo e nessuno può
distruggermi! Infondo, io sono ancora qui mentre la tua Lily è MORTA!>>.
<< MALEDETTO!>> Harry scattò in piedi pronto a gettarsi contro di lui ma Stacy
lo fermò. Anche Sirius ebbe un fremito di vendetta ma lo sguardo calmo di Nancy
lo aiutò a non perdere il controllo.
<< Il mago più potente del mondo? Ma se non sei riuscito a uccidere un neonato
senza alcuna protezione?!>> lo schernì Stacy.
Lord Voldemort non rispose. Harry non capiva perché non la uccidesse e basta.
Era convinto che l’Avada Kedavra di prima l’avesse solo mancata. Nessuno può
fermare quella maledizione, o forse no?!
<< Tu non puoi concepire l’amore.>> proseguì la strega << Per questo non potevi
uccidere Lily, lei ti aveva accolto, ti aveva curato salvandoti la vita. Eppure
sapeva chi eri. Così hai assoldato me. Ero perfetta per il tuo scopo. Una
potente maga oscura in rotta con tutta la famiglia, che era stata grande amica
di Lily. Chi meglio di me poteva avvicinarsi e uccidere i Potter! Non hai mai
pensato nemmeno per un istante che io stessi facendo il doppio gioco! Ti ho
ingannato così bene da diventare una dei tuoi servi più fidati. Questo mi ha
permesso di manipolare a mio piacimento i tuoi stessi burattini facendoli
uccidere fra di loro… bastava dire che tu avevi dato l’ordine di eliminare
questo o quello per tradimento e loro lo facevano!>>
<< Nessuno può tradirmi!>> tuonò Voldemort << Avada…>>.
<< Sicuro di volerlo fare?!>> urlò pronta Stacy.<< Ti ricordo che sto
proteggendo Harry priva di ogni difesa se non la mia aura magica. Se mi uccidi
ora darai al ragazzo la mia protezione oltre a quella di sua madre. E un
sacrificio mortale non è una magia tanto facile da spezzare vero?!>>.
Nancy scoccò a Sirius uno sguardo di intesa.<< Hai capito ora?>> gli bisbigliò.
Si, finalmente era tutto chiaro. Stacy era l’unica in grado di fronteggiare
Voldemort e prendere abbastanza tempo da permettere all’Ordine di arrivare. Ma
era anche l’unica che sarebbe stata capace di portarlo in un vicolo cieco.
Da fuori si udì un trambusto. I rinforzi erano arrivati e i Mangiamorte ora
duellavano con loro.
<< Non finisce qui!>> sibilò Voldemort e in un baleno scomparì. Poco dopo
Silente entrò nella stanza.
<< Tutto a posto zio Albus.>> lo informò calma Nancy.
Silente non disse nulla. Guardò Harry e poi Stacy. Poi usci a impartire ordini
ai suoi uomini.
<< Tu eri una Mangiamorte?>> chiese Harry a bassa voce. Si sentiva in colpa per
quella domanda ma proprio non riusciva a capire.
Stacy si girò finalmente verso di lui. Chiuse gli occhi e fece una respiro
profondo. Quando parlò la sua voce era tornata quella di sempre e anche
quell’alone di potenza che l’aveva circondata svanì.
<< Si, io sono stata una Mangiamorte ma non troverai un marchio sulla mia
pelle.>> e così dicendo mostrò il braccio dove sarebbe dovuto esserci il marchio
nero. << Non c’è perché l’ho sconfitto. Portare il marchio è come essere vittime
della maledizione Imperius ma tu sai bene che quella maledizione si può
sconfiggere. Io ho sconfitto Voldemort perché non è mai riuscito a controllarmi
anche se era convinto del contrario.
<< Quando tua madre si rese conto di essere stata presa di mira mi chiamò. Lei e
tuo padre non erano così stupidi da credere di poter contrastare Lord Voldemort.
Io avevo già avuto a che fare con i Mangiamorte ed ero una strega oscura quindi
sarebbe stato facile per me entrare nelle loro file. Il mio compito era scoprire
se c’era anche una microscopica pecca nel potere immenso che Voldemort possedeva
e la trovai.
<< So che tu hai potuto rivivere quella notte.>> la voce di Stacy si era fatta
più bassa e dolce quasi volesse entrare in argomento sulle punte dei piedi.
Harry annuì solamente. Sentiva pungere gli occhi ma non voleva piangere davanti
a Sirius.
<< Quindi sai che Voldemort diede a tua madre la possibilità di salvarsi.>>.
Harry annuì di nuovo. Stavolta però dovette abbassare il capo e guardare
altrove. Quel particolare lo aveva sempre colpito molto. Il sapere che sua madre
avrebbe potuto salvarsi lo faceva sentire ancora più colpevole.
<< Non credo che qualcuno ti abbia mai spiegato il perché.>>.
<< Non l’ho…. Non l’ho mai chiesto. …. Non ho mai raccontato a nessuno di quella
notte.>> la voce di Harry tremava e Sirius si trattenne a fatica
dall’abbracciarlo.
<< La verità e che Voldemort non poteva uccidere tua madre a meno che lei non si
fosse deliberatamente posta contro il suo incantesimo. >>
Fu come un fulmine a ciel sereno. Harry non riuscì più a fermare le lacrime che
ormai abbondanti gli rigavano il volto. Allora era vero, sua madre avrebbe
potuto salvarsi!
Stacy accarezzò gentilmente il viso del ragazzo costringendolo a guardarla. Con
grande stupore di tutti stava piangendo. I suoi occhi freddi erano rossi e
drammaticamente tristi. Ma la sua voce rimase comunque ferma quando proseguì con
la sua storia.
<< Non è colpa tua!
<< Durante le vacanze invernali del primo anno a Hogwarts Lily tornò a casa. Una
notte trovò insieme a suo padre un uomo ferito nel parco. Lei lo riconobbe
subito perché aveva visto quel volto tante volte sulla Gazzetta ma non impedì a
tuo nonno di portarlo a casa e aiutarlo. Inspiegabilmente l’uomo non volle
essere portato in ospedale così gli Evans decisero di tenerlo con loro.
Quell’uomo si presentò come Tom Riddle e raccontò di essere stato aggredito da
un animale nel bosco lì vicino, forse un orso. Ovviamente non era vero, ma era
una famiglia di babbani e comunque non poteva certo dire loro che Silente aveva
cercato di catturarlo. Lui non sapeva che la figlia più piccola, quella bambina
che gli aveva ceduto la sua cameretta, che gli aveva medicato le ferite insieme
alla madre, era una strega. Lily gli rimase accanto ogni notte asciugandogli il
sudore dovuto alla febbre alta. Si preoccupò di lui finché non fu in grado di
andarsene da solo. 9 anni dopo quella stessa giovane strega gli avrebbe impedito
di uccidere suo figlio condannando Voldemort a 12 anni di oblio.
<< Come ti avranno insegnato esiste un legame tra due maghi se uno salva la vita
all’altro e proprio per quel legame Tom non poteva uccidere tua madre. Ma
l’immenso amore che Lily era in grado di donare anche al può miserabile degli
uomini terrorizzava un mago come lui che invece è del tutto incapace di
concepire anche un semplice affetto. Per questo Voldemort ha sempre temuto i
Potter. Una strega così potente da non aver paura di curare un assassino, e un
mago tanto altruista da aver come amici un lupo mannaro e un figlio “ oscuro”
erano motivo di preoccupazione per l’Oscuro Signore.
<< Una volta scoperto tutto questo fu più facile per tua madre trovare un modo
per fermarlo. Se non poteva distruggerlo attaccandolo personalmente lo avrebbe
fatto indirettamente. Il suo unico pensiero era salvarti! Nelle sue ricerche
scoprì che la protezione di un sacrificio mortale è una magia molto potente e
difficilissima da contrastare quindi decise di aggrapparsi a quella se i
tentativi di Silente fossero risultati vani.
<< L’unico mio rammarico è che non sono mai riuscita a scoprire chi tradisse i
tuoi genitori passando a Voldemort informazioni su di loro. Purtroppo per
scoprirlo dovetti espormi al punto di essere smascherata ed è un vero miracolo
se sono ancora viva. Non sapendo dove fossi mi scagliò contro quanti più uomini
fosse possibile ma solo pochi di loro riuscirono a trovarmi. E comunque non i
più pericolosi tanto che riuscii facilmente ad eliminarli per poi scomparire. >>
fece un respiro profondo e poi continuò.
<< In verità andai da Silente… Volevo sapere dove vi avesse nascosto. Ero più
che mai convinta che Voldemort vi avrebbe trovati e volevo fare il possibile per
salvarvi. Lo avrei fronteggiato dando il tempo a Lily di portarti via. Ma
ovviamente mio zio non si fidò di me e non mi disse nulla.
<< E così ora conosci la mia storia.>>
Stacy sorrise dolcemente a Harry, poi salì nella sua stanza.
CAP. 8
La giornata passò in silenzio, nessuno aveva voglia di parlare di quanto fosse
accaduto, tanto meno Harry che si era rinchiuso nella sua stanza. Quando Ginny
bussò alla botola nemmeno se ne accorse, era troppo immerso nei suoi pensieri.
Ma quando apri gli occhi e si trovò di fronte l’amica tornò bruscamente alla
realtà!
<< Ginny!>>
<< Mi hai fatto spaventare credevo stessi male. Perché non mi hai risposto
quando ho bussato?!>> disse un po’ imbronciata sedendosi in fondo al letto.
<< Hai bussato?>>
<< Si!>>
<< Oh… em… scusami ma ho la testa piena di pensieri e non ti ho sentito.>> le
rispose sinceramente mettendosi a sedere dalla parte opposta del letto. Entrambi
guardavano tutto tranne che l’altro e ben presto scese un profondo e
imbarazzante silenzio tra i due. Harry si ritrovò a pensare al bacio rubato di
Ginny e si sentì arrossire. Voleva dirle qualcosa a proposito ma non sapeva
proprio cosa. “Sirius saprebbe sicuramente che dire.. perché non c’è mai quando
mi serve?!” pensò Harry.
<< Come stai?Cioè voglio dire, dopo quello che è successo stanotte.>> disse
improvvisamente Ginny.
<< Bene. Si insomma, speravo di essere al sicuro almeno qui ma ormai ci sono
abituato.>> ed era vero, ormai sapeva che nessun posto al mondo sarebbe mai
stato davvero sicuro per lui.
<< Avrei voluto venire ad aiutarti ma Melly non me lo ha permesso. Infondo sono
solo una ragazzina non avrei potuto fare un gran che ti pare?!>> Ginny sembrava
molto triste. Harry non sapeva cosa dire, come consolarla.
Scese di nuovo il silenzio. Lei osservava le sue mani mentre Harry la guardava.
Era davvero bella con i suoi morbidi capelli rossi che le coprivano le spalle,
quella sua pelle chiara e delicata, quelle sua mani fini e ben tenute… gli
piaceva tutto di lei. “ Cosa devo fare?”.
Fece un respiro profondo poi la strinse forte tra le braccia. Nel silenzio quel
semplice gesto disse più di mille parole.
La sera scesero tutti in cucina per la cena, quella infatti sarebbe stata
l’ultima cena dell’estate perché l’indomani i ragazzi sarebbero tornati a
scuola.
<< Caspita Nancy ma quante leccornie hai preparato?!>> disse stupita Melly
quando vide la tavola imbandita a tal punto da fare concorrenza agli elfi di
Hogwarts
<< Be, questa sarà l’ultima cena tutti insieme e ho deciso di festeggiare!>>
ripose allegramente la cuoca.
Lo spavento della notte sembrava essere ormai passato ma mancava ancora un
membro alla comitiva.
<< Dov’è Stacy?>> chiese Sirius alle sorelle.
<< Dovrebbe scendere, prima mi ha detto che veniva.>> rispose Melly mentre
sistemava Timothy a tavola.
<< Vado a chiamarla?>> chiese Ginny.
<< Non c’è né bisogno, sono qui.>>. Stacy entrò in cucina e alla sua vista tutti
si ammutolirono. Era bellissima. Indossava un abito blu molto elegante che
accompagnava morbido le curve della sua elegante figura. I lunghi capelli neri
erano raccolti con nastri blu e viola e i suoi occhi erano…. dolcissimi. Nulla
di lei ricordava quella fredda e misteriosa strega che silenziosa si aggirava
per la casa.
<< Bella!>> esclamò il piccolo Timmy e tutti si misero a ridere. Anche Stacy
sorrise.
<< Bene ora che ci siamo tutti possiamo iniziare!>> intervenne Nancy così si
sedettero e il banchettò cominciò.
Tutti mangiavano felici scambiandosi battute e ricordi di quella strana estate.
Remus e Nancy parlavano piano tra loro mentre Timmy cercava di attirare
l’attenzione del mago in tutti i modi.
Stacy si era seduta accanto a Sirius ma i due non si dissero una parola
limitandosi a scambiarsi sguardi complici di tanto in tanto.
<< Allora, che progetti avete per questo nuovo anno scolastico?>> chiese Melly.
<< Vincere la coppa di Quiddich!>> risposero Harry e Ginny in coro facendo
scoppiare tutti a ridere.
<< Su questo non avevamo dubbi!>> disse sorridendo Sirius.
Ginny si alzò facendo tintinnare il bicchiere con la forchetta. Sembrava volesse
tenere un discorso solenne. << In qualità di nuovo prefetto di Griffondoro sarà
mio dovere e piacere, dare assidua caccia a tutti i Serpeverde che
malauguratamente mi capiteranno a tiro!>>. Applausi dalla folla salutarono il
suo inchino.
<< Harry sei contento di rivedere i tuoi amici? >> chiese Nancy.
<< Più che altro sei pronto all’interrogatorio di terzo grado che Ron ti farà
per tutto il viaggio?!>> disse Ginny imitando gli occhini del fratello mentre
aspetta le risposte.
<< Credo di si… comunque confido su Hermione!>>.
Una volta gustati i dolci tutti erano così pieni che nessuno parlò per un po’.
<< E’ stata davvero una cena super sorellina!>> disse Melly.
<< Si davvero squisita!>> aggiunse Ginny.
<< Non ricordo il tempo di aver mangiato così tanto!>> disse Sirius mentre Harry
gli passava una mano sulla pancia per far vedere che era proprio pieno!
<< Sono contenta che vi sia piaciuto tutto. E ora veniamo alle cose spiacevoli…
Harry, Ginny dovete preparare i vostri bagagli. Domani mattina dovremo partire
presto perché la stazione di King Cross è piuttosto lontana da qui e il
Ministero ci sconsiglia di usare linee magiche. Noi saremo la vostra scorta.
Siamo d’accordo con i Weasley che ci incontreremo là.>>. I giovani maghi
annuirono e andarono subito a fare i bagagli seguiti da Melly che si offrì di
aiutarli.
Mentre Remus aiutava Nancy a sistemare la cucina, Sirius raggiunse Stacy fuori
sotto il grande albero.
La luce della lune illuminava debolmente la natura intorno a loro mentre dalla
casa giungevano le voci allegre degli altri.
<< Va tutto bene?>> chiese piano il mago.
<< Si. Stavo solo pensando che da domani saremo di nuovo sole!>>
<< Dubito che Remus se ne andrà sai?!>> disse Sirius ridendo.
Stacy gli fece un grande sorriso ma non disse nulla.
<< Posso farti una domanda? Sei libera di non rispondermi se non ti va.>> le
chiese fissando il cielo stellato.
<< Dimmi pure uomo curioso!>>
<< Stanotte mentre proteggevi Harry… ecco sembrava che fossi circondata da una
strana potenza, come uno scudo ma…>>
<< E’ un’ Aura Magica. E’ un incantesimo molto potente che ti permette di
crearti uno scudo quasi invalicabile. E’ la magia che volevo insegnare a Harry
ma Silente me lo ha impedito.>>
<< Perché? Non capisco.>>
<< Perché è il Ministero l’ha catalogata come Arte Oscura. Vedi questo
incantesimo non necessita di bacchette o formule, sta tutto nell’abilità del
mago di concentrarsi. Da sempre ciò che non si può controllare è considerato
malvagio.>>
<< Quando mi hai parlato delle tue intenzione con Harry non mi hai parlato di
questo incantesimo, perché? >>
<< Mi avresti detto di si?>> chiese scettica.
<< Io non sono Silente Stacy, sono stato all’inferno per troppo tempo per aver
ancora pregiudizi sulle persone. Niente di ciò che si vede è in realtà ciò che
è… l’ho imparato sulla mia pelle.>>
Un silenzio carico di tristi ricordi avvolse i due maghi. Entrambi avevano avuto
un passato difficile e doloroso. Entrambi avevano perso il loro sole e da allora
erravano in cerca di una nuova luce abbastanza forte da salvarli. E in tutto
questo buio un piccolo frammento di quel sole li aveva fatti incontrare. Harry,
con il suo destino sventurato, aveva dato loro un nuovo motivo per non
arrendersi.
<< Cosa farai ora?>> chiese Sirius.
<< Non posso unirmi all’Ordine, se è questo che mi chiedi. Mio zio non me lo
permetterebbe.>>
<< Silente è un uomo strano, a volte riesce a prendere decisioni così assurde da
farti titubare ma poi… be si rivelano grandiose!>>
<< Dici?>>
<< E’ stato lui a mandare qui Harry. Si è fidato di te.>>
<< Non ha avuto scelta.>>
<< Che vuoi dire?>>
<< Che l’ho sfidato a duello. O mi dava Harry o avrebbe dovuto uccidermi.>>
Sirius non seppe che dire.
<< Non avevo nulla da perdere. Ho sempre pensato che Harry fosse al sicuro,
protetto in modo impeccabile da mio zio ma quando ho saputo del ritorno di
Voldemort ho temuto il peggio. Silente è anziano Sirius e ama quel ragazzo come
un figlio, il suo giudizio non è più lucido da un pezzo.>>
Le parole di Stacy suonavano profonde e pesanti come un macinio ma lui sapeva
che erano tristemente vere.
<< Lo so. Ma i suoi errori sono li stessi che commetterebbe chiunque se solo
conoscesse un po’ Harry. Ne ha passate troppo per essere così giovane e questo
non lo si può dimenticare.>>
<< La verità è che nessuno ha il coraggio di trattarlo davvero come un figlio. I
figli si sgridano quando serve, si educano anche quando non vogliono capire. Non
puoi amarli e basta perché così non gli insegni nulla. Credi davvero che Lily e
James lo avrebbe riempito d’amore e caramelle?>>
<< Non lo sapremo mai.>>
<< E invece ti sbagli.>>
Sirius la guardò perplesso. I loro occhi erano gonfi di tristezza ma i loro
animi forti impedivano a quelle lacrime di scendere.
<< Tu eri con loro mentre Harry cresceva. Li hai visti giocare con quel neonato
così piccolo e indifeso. Davvero non ricordi com’erano?>>
<< Cosa vuoi che possa fare un bambino così piccolo? Era coccolato tutto il
tempo. Lo adoravano.>>
<< Ma lo lasciavano piangere se non aveva nulla.>>
Sirius si ricordò dell’unica volta in cui James lo aveva “sgridato” impedendogli
di prendere in braccio Harry.
Era successo qualche mese prima della loro fuga. Sirius era andato a trovarli e
aveva visto il piccolo Harry da solo sul tappeto che piangeva come un matto
<< Ma che succede?>> aveva chiesto stupito guardando gli amici che sorseggiavano
il the.
<< Fa i capricci.>> gli aveva risposto Lily tranquilla invitandolo a sedersi con
loro.
<< Ma non potete mollarlo qui così poverino!>> e così dicendo era andato per
prenderlo in braccio.
<< No Sirius!>> lo aveva ammonito James. << Amarlo non significa viziarlo! Non
ha niente, vuole solo avere ciò che non può quindi piange. Credimi, si stuferà
presto.>>
<< Lo vedi che avevo ragione.>> gli disse Stacy appena sentì il suo racconto.
<< Dovrei farmi dare ripetizioni da Molly, lei è bravissima in queste cose.
Vedessi come raddrizza quelle pesti!>>
<< E’ che per noi è difficile trattare Harry come un figlio. Siamo troppo legati
ai suoi genitori e ci sentiamo in dovere di proteggerlo e stargli vicino più che
di crescerlo.>>
<< E se… unissimo le forze?>>. Sirius l’aveva appena bisbigliato quasi avesse
paura di quelle parole. Ma il suo sguardo era fermo e deciso mentre guardava
fisso gli occhi azzurri di lei.
<< Non sono una persona facile con cui stare.>>
<< Le cose facili non mi sono mai piaciute e poi… be sono convinto che abbiamo
più lati in comune di quanto tu non creda!>>
<< Sei proprio un pirata Sirius Black!>>
<< E tu la strega più misteriosa e bella che abbia mai conosciuto!>>.
Due sguardi complici. Una notte d’estate. Un sole ritrovato.
Fine Seconda Parte
Lele_evin