La Compagna del Lupo

Autrice:Maria Josè(Elettra Lumes)

Personaggi:Joey(Maria Josè),Remus Lupin

VM:16

Inizio

Era già passato più un anno; Joey stava tornando a casa dopo un’estenuante giornata al Ministero della Magia. Era sera.

-Sono tornata..- annunciò aprendo la porta di casa. Si sciolse la coda rivelando i vaporosi capelli neri, che erano cresciuti parecchio in quell’anno. Nessuno rispose al suo saluto, solo il gatto che era venuto alla porta miagolando e strusciando tra le gambe.

-Un’ altra volta, sono stanca..Ma chi c’è?-

Notò uno strano mantello posato su una sedia: non era usato tra i babbani! Posò il suo e si diresse in cucina, dove trovò i suoi familiari, la sorella, il padre e la madre, che parlavano con un uomo.

-Finalmente sei tornata!- sorrise la madre. Joey tremava e l’istante in cui l’uomo seduto si stava alzando dalla sedia per voltarsi dalla sua parte, parve durare un’eternità.

-Joey..- sorrise l’uomo. La ragazza guardando quei dolci occhi ambrati, si sciolse in un’ espressione raggiante.

-Non ci poso credere..REMUS!- gli si avvinghiò al collo e si strinsero forte. Gli occhi verdi della ragazza si riempirono di lacrime di felicità. Era un anno che lo sentiva solamente tramite gufo: Remus era sempre impegnato con faccende serie, delle quali non poteva e non voleva parlarne con lei. Forse per non metterla in pericolo.



- E’ così sei venuto per portarcela via..- disse mestamente la madre di Joey. Il padre rimase zitto: non aveva mai amato quella situazione che si era venuta a creare, ma il sorriso della sua piccola Joey gli aveva dato tutto un senso.

-Mamma..non dire così..- disse Joey guardandola compassionevole. Intanto stringeva sempre di più la mano del suo adorato Remus, che non smetteva un attimo di guardarla dolcemente.

-Sono tua madre: lo sai che vorrei averti sempre con me! Ma..ormai sei grande: hai un lavoro e un brav’uomo che ti vuole bene-

Joey sorrise nuovamente, per poi guardare teneramente il suo compagno: quanto aveva atteso quel momento! Il momento in cui avrebbe finalmente vissuto alla luce del sole l’amore che provava e sempre proverà per Remus.



*



Passarono i giorni, Joey stava tornando a casa dopo un’altra estenuante giornata di lavoro. Ma non entrò nella stessa casa della volta prima: ma in una casetta nella periferia di una Scozia lontana.

-Sono tornata!- disse allegramente. Non trovò nessuno.

-Ancora fuori..- pensò tristemente.

Andò a preparare la cena, era tardi e dovevano mangiare.

Qualche ora dopo, la porta si aprì e Remus entrò: aveva il viso stanco ma era felice di tornare a casa.

-Remus!- Joey lo salutò allegramente, baciandogli la guancia.

-Ciao..- rispose con un sorriso mentre lei gli toglieva il mantello.

-Sei pallido..mangia qualcosa: ho fatto una minestra. Anche se ho paura che ti sia raffreddata..te la scaldo subito!-

Joey corse in cucina, con uno schiocco della bacchetta, la minestra tornò fumante.

-Grazie..- disse lui sempre stanco.

Joey diede un’occhiata al calendario ma non disse nulla.

Mentre lui era seduto che mangiava, Joey era al suo fianco e lo fissava con amore.

-Sei stato ancora fuori per..per cercare di rintracciare tutti i componenti dell’Ordine?-

chiese lei a bassa voce, come se avesse timore di essere sentita. Remus annuì. La ragazza lo guardò: c’era qualcosa che doveva dirle, ma non sapeva cosa.

Quando ebbe finito di mangiare, lei lo coccolò un po’.. Tra un po’ ci sarebbe stata la luna piena, e lui era diventato piuttosto stanco.

-Vieni qui..- sorrise lei facendolo sdraiare sul divano, con la schiena posata sul suo grembo.

-Sei comodo?-

-Mai stato meglio..- sorrise.

Rimasero in silenzio qualche secondo.

-Devo dirti una cosa..- disse lui rompendo il silenzio.

-Era ora: mi stavo già preoccupando!-

Remus la guardò divertito.

-Non so mantenere un segreto, vero?-

Joey annuì divertita e si chinò a baciarlo. Poi divenne nuovamente serio.

-E’..successa una cosa..-

-Racconta!-

-Il mio amico..sai chi..- la guardò serio e lei annuì.

-Felpato..- disse lei in un sussurro.

-Esatto!sta incontrando seri problemi ad eludere gli auror che gli danno la caccia..-

La guardò in viso, e lei parve aver capito.

-Se gli serve un posto in cui nascondersi, sai che non ci sono problemi: un tuo amico è anche amico mio, ricorda!-

Remus sorrise sollevato, e in cuor suo si chiese quanta fortuna aveva avuto, ad incontrarla.

-Ti amo..- sussurrò e lei sorrise, lievemente arrossita.

-Anche io..-

Cominciarono a baciarsi dolcemente sulle labbra. Lui scese sul collo, mentre lei gli facilitava la discesa sbottonandosi la camicia. Non si erano mai stancati l’uno dell’altra: si amavano fino in fondo, da quei magici momenti a scuola. Lui insegnante, lei allieva. Ma era lui un allievo: non aveva mai amato e lei glielo stava insegnando a poco a poco. Voleva imparare tutto, tutto di lei e del suo corpo. Rimaneva ad osservarla sempre, quando era nuda, completamente in sua balia: come in trance, ne osservava ogni minimo particolare. Dal giovane seno bianco, ai piccoli nei sulla schiena. Poi passava ad accarezzarla tutta, senza tralasciare nulla. La amava, la desiderava, la bramava! Adorava il modo in cui lei gemeva ad ogni suo tocco, chiamandolo ripetutamente ad ogni morso di desiderio. Le piccole gocce di sudore che imperlavano il suo corpo mentre la penetrava, la baciava..Arrivati al culmine del piacere lei si avvinghiava a lui, facendo aderire ogni parte del suo corpo, fino a diventare un’unica cosa.

Ora erano distesi sul tappeto davanti al camino, incapaci di muovere un muscolo. Joey gli accarezzava il torace nudo e poi i capelli, prima di cadere in un sonno profondo, costellato di sogni stupendi. Mentre dormiva, Remus osservava il suo petto che andava su e giù, nel lento respiro pacifico.

*

La mattina seguente, Joey non sarebbe andata a lavorare..Appena fu sveglia, vide Remus in piedi con indosso solamente i pantaloni, che preparava la colazione. Si alzò lentamente e dolorante: aveva dormito per terra avvinghiata all’uomo per tutta la notte.

-Buongiorno amore..- disse la ragazza abbracciandolo da dietro. L’uomo sorrise e, voltandosi, le diede un bacio sulle labbra.

-Non hai freddo?- chiese lui mentre Joey si dirigeva a prendere i biscotti per il tè.

-No..-si mise seduta sulle sue ginocchia a fare colazione: sarebbe rimasta così per sempre.

Remus non resistette più alla tentazione di prenderla un’altra volta ancora, lì, in cucina. Lei lo lasciava fare, consapevole di non essere capace di resistere alla dolce passione dell’uomo.



-Non credi che dovremo darci una calmata?- chiese lei con un sorriso stanco.

-Forse..ma non so se ho più tanta voglia di lasciare il tuo abbraccio oggi..Volevo godermi ancora un po’ quest’intimità…Da oggi..quando Sirius sarà qui.. -

-Hai ragione..ma a proposito..non dovresti andare da lui?-

-Sì..mi vado a vestire..- disse mestamente e Joey sorrise.

Appena lui uscì dalla soglia di casa, la ragazza prese a svolgere delle faccende domestiche. “se questa è la vita da sposi..credo che anticiperò la data delle nozze..”pensò sorridendo.

Passarono diverse ore da quando Remus era uscito..sarebbe dovuto entrare a breve, pensò con una vena di tristezza: perché ancora non tornava?

Si sedette su una poltrona e mentre la tavola era apparecchiata, aspettava..Mordendosi le unghie lei lo aspettava..Era nervosa, spaventata e disperata al solo pensiero di non vedere più apparire l’uomo da quella porta di legno. Passarono i minuti, e con essi, le ore.

-Remus..- la ragazza si premette le mani alle orecchie cercando di non piangere o pensare al peggio. “Avevi detto che saresti tornato a pranzo!”le lacrime cominciarono ad uscire ma cercava di trattenerle. Sapeva che il suo adorato Remus correva dei pericoli svolgendo i compiti dell’Ordine ma..mai si era preoccupata a quel punto! “Perché non ho insistito di più?” si chiese ripensando al giorno in cui aveva chiesto di partecipare attivamente all’Ordine Della Fenice. “No..è pericoloso!”le aveva detto perentorio e lei aveva accettato la decisione dell’uomo. Ma ora aveva davvero tanta paura!Troppa..Ad un certo punto, un rumore di serratura..il cigolio di una porta che si apriva lentamente e dei lievi passi che provenivano dall’ingresso fecero destare la mente di Joey da quello stato di ansia totale.



-REMUS!- saltò dalla poltrona e si diresse alla porta.

-Joey..perdonami se ti..- cominciò l’uomo scusandosi ma lei gli era saltata al collo stringendolo istericamente.

-NON FARLO MAI PIU’!!!- pianse addolorata mentre l’uomo pareva non capire.

-Scusami..davvero..Ho avuto dei problemi con quel Mundugus che si è fatto scoprire da dei mangiamorte e..-

-Non mi importa!La cosa importante è che tu..sia tornato..- disse tirando su col naso.

-Scusami..- mormorò sinceramente pentito per averla fatta preoccupare.

-Dove..il tuo amico non..-

-Non più..si è deciso di mandarlo nella vecchia casa di famiglia..Lì è protetto da molti incantesimi..Un luogo sicuro che diventerà la sede dell’Ordine-



Joey si morse il labbro: la faccenda dell’Ordine si stava facendo sempre più seria e complicata.

-Voglio far parte dell’Ordine anche io!- esclamò decisa. Lui la fissò gravemente

-No..non se ne parla..-

-Ma..Remus..-

-Ho perso troppe persone..non voglio perdere anche te..- mormorò con gli occhi lucidi. Lei non ebbe la forza per replicare, anche perché si sentì un forte schioppo: qualcuno si era materializzato in casa loro. Remus scostò la ragazza ed estrasse la bacchetta.

-CHI VA LA’?- chiese andando verso l’ingresso principale.

Nessuno rispose.

-Remus!- Joey gli indicò un’esile figura aggirarsi nel soggiorno: era una giovane donna, che doveva essere molto bella, pensò Joey. Purtroppo era molto magra, aveva macchie scure sulle guance; gli occhi, di un bel viola intenso, erano gonfi di pianto, la pelle bianca, quasi cadaverica, la faceva risplendere come la luna nel cielo. I suoi capelli neri le ricadevano disordinati sulle spalle ed erano tagliati in maniera irregolare.

-Elettra!Che ci fai qui?- parlò Remus posando la bacchetta e dirigendosi verso la donna, che si voltò a guardarlo con un sorriso quasi folle.

-Remus!Lui..lui..lui..-sorrise. A Joey fece paura quell’espressione : le conferiva un’aria di folle disperazione.

-Non è qui..chi ti ha detto che..- cominciò lui ma la donna gli si scagliò addosso piangendo.

-LUI E’ SCAPPATO!E’ QUI NON MENTIRMI REMUS: LUI!!LO SAI DOV’E’!- gli diede dei pugni sul petto con le sue bianche mani affusolate.

-Che succede?- chiese Joey spaventata.

-Lei..è Elettra..- disse voltandosi. Joey lo guardò confusa.

-PORTAMI DA LUI!!- strillò Elettra in preda al pianto. Remus le mise le mani sulle spalle.

-Ti prego..calmati..Vedrai che..-

-NO!!!!!!PORTAMI DA LUI!!!!!- strillò.

-ELETTRA CALMATI!-strillò lui e la donna si zittì. Si accasciò a terra tremante.

-Sirius..non ha fatto nulla..non ha fatto nulla..innocente..lo so..io lo so..non ho bisogno di prove per dirlo!-lo guardò supplice.

-No..non ha fatto nulla..ti credo adesso…-sorrise rassicurante. Elettra lo guardò interrogativa.

-Sirius è innocente..ci ho messo dodici anni per capirlo..Spero di ottenere anche il tuo perdono..- mormorò il giovane mago. Elettra lo guardò per qualche altro secondo, poi si lasciò cadere a terra, svenuta.



-Ma..che succede?- chiese Joey molto shockata.

-Aiutami a farla distendere..- chiese stancamente. Joey obbedì senza dir nulla. La presero di peso e la trasportarono sul divano. Si stupì di quanto potesse essere leggera.



-Lei è Elettra..la mia amica più cara..- disse continuando a guardarla mentre dormiva.

-Ma che ha?E’ malata?- chiese la ragazza preoccupata.

-Sì..-

-E va curata?- deglutì.

-Solo una persona può guarirla..-

-Ma che malattia ha?-

-Colpisce l’animo..e il cuore..- disse amareggiato.

-Lei l’ha sempre saputo..tutti questi anni..- mormorò il mago. Joey si sedette sul bracciolo del divano.

-Lei..era la ragazza di Sirius..Felpato..-

Joey si portò una mano alla bocca.

-..si amavano profondamente..lei è..era..figlia di un famoso auror..sua madre morì quando era piccola e suo padre, quando lei era scuola con noi..Io avevo finito l’esame dei MAGO quando lo venni a sapere..La mia piccola Elly..l’ho sempre amata come una sorella..-

Remus prese ad accarezzarle le guance magre.

-Non si è ripresa?- chiese Joey con voce tremante.

-Grazie a Sirius..e all’amore che li univa..Lei aveva trovato la felicità: io ero al settimo cielo!La mia sorellina..Poi..una volta terminata la scuola, dovevano sposarsi..ma..-

-Ho capito..- lo interruppe Joey.

-Che facciamo?- chiese la ragazza e Remus sorrise tristemente.

-Appena si sarà calmata..la porteremo da lui..Con calma però..ha sofferto troppo per acquistare la felicità tutta in una volta..-

-Ma cosa le è successo?-

-E’ stata ricoverata a San Mungo diversi anni..nel reparto per malattie mentali..poi è uscita..Ma non poteva stare da sola..ha tentato il suicidio più volte..-

Joey chiuse gli occhi, e si domandò quanto potesse essere grande la sofferenza di quella donna che dormiva sul divano. Respirava lentamente e le uscivano delle lacrime da sotto gli occhi chiusi.

-Remus..- Joey lo abbracciò fortemente.

-Calma..dobbiamo pensare a lei ora..- mormorò cullandola.

-Sì..voglio aiutarla..- disse mentre una lacrima le rigò il viso.

-Te ne sarei grato..- sussurrò cercando di trattenersi. Non l’aveva detto, ma Joey l’aveva capito: lui si sentiva in colpa per non aver creduto nell’innocenza di Sirius. Nessuno, neppure lei, sarebbe riuscito a farlo sentire meglio.



-Lunastorta..- entrambi si voltarono, e videro Elettra che stava riaprendo gli occhi lentamente.

-Sono qui Elly..- disse prendendole la mano. La donna sforzò un sorriso.

-Non..mi presenti la tua..fidanzata..?- chiese debolmente indicando Joey. Remus sorrise.

-Elettra..lei è Joey..mi dispiace non avervi presentate prima..-

Joey si avvicinò facendo un lieve cenno con il capo, ed Elettra sorrise. Aveva acquistato un po’ di lucidità.

-Chiedo scusa..per quella sfuriata..- sussurrò -..è tanto che non mi accade..-

I due la guardarono sentendo il cuore a pezzi.

-Perdonami..pensavo che lui..- cominciò lei ma Remus la interruppe.

-Lo vedrai domani mattina..-

Elettra rimase senza parole: si mise a sedere fissandolo esterrefatta.

-Co..-

-Sì Elly: domani. Avevi ragione tu riguardo a Sirius..perdonami se ti ho tenuto all’oscuro di tutto..Ora è arrivato il tempo di raccontarti ogni cosa.

Elettra se possibile divenne più pallida: ascoltò ogni parola dall’inizio alla fine.

La donna cominciò a lacrimare ma senza emettere alcun suono..Fu invasa da tanti sentimenti contrastanti..Tra i quali rabbia.

-Giuro su Dio..- cominciò fremente -..giuro su Dio che porrò fine alla vita di..PETER con le mie stesse mani!-

Calò un silenzio agghiacciante.

-Ma prima..voglio andare da lui..ti scongiuro Remus..-

-Non ora..ci sono troppe persone che si aggirano a Grimmauld Place e non voglio che si corrano rischi..- disse Remus fermo. Poi la sua voce assunse un tono più dolce

-Hai aspettato tanto..che ti costa una notte?-

Elettra si lasciò cadere sul divano, spossata.

-Joey si prenderà cura di te..- disse indicandole la ragazza.

Elettra sorrise mentre Joey la guardava trattenendo il fiato per paura di piangere.

-Le va di..farsi un bagno?- chiese timidamente ed Elettra annuì.



Arrivate in bagno, Elettra si svestì lentamente mentre Joey riempiva la vasca d’acqua calda.

-Io..io vado..le lascio gli asciugamani e..-

-Potresti rimanere con me?- chiese tristemente. Joey si sentiva imbarazzata nel vederla nuda, ma annuì.

-Puoi anche evitare di darmi del lei..Va bene che vado per i trenta..ma non sono poi così tanto vecchia!- fece un sorriso stanco mentre Joey si limitava ad annuire. La donna entrò nella vasca.

-Sei giovane..molto più di Remus..vero?- chiese, bagnandosi i capelli.

-Sì..- mormorò arrossendo. Aveva una terribile paura di vederla piangere di nuovo.

Elettra si passò del sapone sulle braccia e sul grembo e ogni tanto la guardava.

-Quanti anni hai?- chiese cominciando a sciacquarsi.

-Ne ho appena compiuti diciannove..-

-Davvero?!-la guardò sorpresa.

-Mi puoi dire come vi siete conosciuti?Sono curiosa..-

Joey alzò lo sguardo e la fissò arrossendo.

-L..lui..-

Elettra fece un sorriso dolcissimo, che la fece sembrare assai diversa da come era fino a qualche minuto prima.

-Io ero al mio ultimo anno ad Hogwarts, quando era venuto ad insegnare..-

Elettra smise di insaponarsi e la fissò stupita.

-Remus ti ha corteggiata da professore, contravvenendo a tutte quelle regole che..E chi se l’aspettava!-

Joey arrossì.

-Oddio..corteggiata non è la parola che stavo cercando..-

-Bhè..non è da Remus lo stesso!Incredibile..-



Una volta fuori dalla vasca, Elettra si mise a fissare il suo riflesso, nello specchio.

-Sono..cambiata molto..- disse tristemente.

-Che..vuoi dire?sei molto bella..- arrossì Joey tenendo lo sguardo basso per non vederla nuda.

-Sono un cadavere..-

La ragazza non sapeva che rispondere: Elettra era davvero molto bella, ma nonostante ciò, la pelle cerea, i capelli tagliati disordinatamente, e la magrezza, le conferivano un aspetto gracile e precario.

-Secondo me..- ma non disse nulla.

-Ti va di..aggiustarmi i capelli?- chiese inespressiva. Joey acconsentì. Si sedettero sul bordo della vasca da bagno, e Joey cominciò a tagliare.

-A che lunghezza devo..-

-Lasciali più lunghi che puoi..-

Rimasero in silenzio. Un silenzio interrotto solamente dal rumore delle forbici.



-Sai..a lui piacevano lunghi..- disse Elettra. Joey capì a chi stesse alludendo quindi non disse nulla, per paura di vederla piangere di nuovo.

-..però..dopo..- continuò -..dopo che lui è andato via..Ho cominciato a maltrattarli..li volevo tagliare..non so perché..- la sua voce tremava appena, ma quando si accorse che stava mettendo in difficoltà la ragazza, cambiò argomento.

-Sai che sono felice di vedere il mio Remus con te? Tanti anni che lo conosco e mai una ragazza..-

Joey sorrise timidamente.

-Sento che ti vorrò bene come ad una sorella..-

Joey la guardò stupita.

-..non ho mai avuto una sorella..- continuò. Joey posò le forbici e la guardò dolcemente

-Sarò felice di esserlo!-

Elettra stava per parlare quando si sentì la voce di Remus che le chiamava: la cena era pronta.



Le due scesero dopo qualche minuto.

-Hai preparato un sacco di cose!- sorrise Joey e Remus scostò le sedie ad entrambe, da bravo cavaliere.

-Certo..le due donne della mia vita devono nutrirsi bene!- Joey rise di gusto mentre Elettra assunse un’espressione triste.

-Mangia..non vorrai farti rimproverare da lui perché sei troppo magra?- chiese Remus cercando di sorridere. Elettra lo fissò qualche secondo, poi fece un sorriso triste.

-Lui mi prendeva in giro..diceva che ero grassa..- sorrideva ma delle piccole lacrime brillarono ai lati degli occhi.

-Elly..lo diceva per farti arrabbiare..-

-Lo so..ci divertivamo così..ricordi?Io dicevo che..che era brutto..che era un capellone..e..e..- la voce le morì in gola. Remus corse ad abbracciarla. Joey preferì allontanarsi ma Elettra le afferrò una manica

-No..rimani..ho..finito..- si sforzò di sorridere.

-E’..è tutto buono..sei sempre stato bravo a cucinare!- Elettra prese una forchetta cominciando a mangiare velocemente un po’ di tutto. Joey e Remus si scambiarono sguardi cupi.



L’ora di andare a dormire arrivò presto, ma nessuno aveva voglia di dormire veramente: Elettra pensava all’incontro con Sirius l’indomani, Remus era preoccupato per la salute psicologica di Elettra, mentre Joey..Joey si sentiva lontana e..inutile. Per la prima volta non sapeva che fare: si trattava di persone che avevano avuto una vita completamente a parte..Lontane da lei..voleva aiutare Remus e quella sua amica..Elettra..quell’amica che tanto soffriva..

Fu una notte lunga.



Quando il sole solleticò i loro visi con i primi raggi, i tre erano in piedi, pronti per uscire.

Per tutto il viaggio nessuno osò dire nulla..Ascoltavano il lento rumore dell’autobus che li cullava. Joey si addormentò esausta sulla spalla del fidanzato.

-Hai trovato la felicità?- chiese Elettra senza guardarlo.

Remus sollevò la testa senza sapere che dire. Elettra riprese

-Sono felice: è una ragazza splendida! Vi..vi invidio..-

Remus allungò il braccio e le accarezzò la mano

-Troverai anche tu la felicità..-

-Lui..lui mi odierà sicuramente..- esplose in un pianto silenzioso.

-No..non è vero!- la rincuorò ma lei incalzò sempre di più.

-Perché non si è fatto sentire quando è fuggito? Tu sai da più di un anno che è innocente: perché me l’ hai detto solo ora?-

Remus si morse il labbro mentre Joey si rigirava sulla sua spalla.

-Lui..è convinto che lo odi..mi ha scongiurato in ginocchio..non vuole farsi vedere da te..-

-Ma..-

-Si sente in colpa per quello che è successo a James e Lily!!-

Calò il silenzio. Elettra prese a tremare al suono di quei due nomi.

-Era..tanto che non li nominavo..mi ha fatto uno strano effetto..- mormorò Remus portandosi le mani alla bocca. Elettra appoggiò la testa sull’altra spalla di Remus affondando il viso sul braccio.

-Non ha di che sentirsi in colpa..Lui..lui..-

Avrebbe continuato ma ormai era ora di scendere.

Dopo aver svegliato Joey, scesero in strada. Elettra si guardò intorno e avvertì una sensazione di lieve smarrimento.

-Sei..già stata qui, mi pare..- mormorò l’uomo. Elettra annuì.

-Avevo..circa quindici anni..estate..ero venuta a trovarlo ma..lui non viveva con i suoi..- non volle continuare perché si trovarono tra il numero undici e tredici.

-E’ qui..-

Si guardarono intorno, e senza indugi, entrarono velocemente dalla porta appena apparsa.

Una volta dentro, Joey stava per scostare una tenda ma Remus la fermò

-Ehm..meglio evitare..-

Joey sorrise vispa. Elettra aveva una terribile sensazione: era come se le avessero portato via lo stomaco, perché non avvertiva nulla dentro di sé.

-Vado..a chiamarlo..- disse Remus andando verso la cucina. Elettra né si mosse, né sembrò emettere alcun respiro.

-Sta tranquilla..- provò a rassicurarla Joey ma la donna, non diede alcun segno di vita.

Dei passi la fecero trasalire: si voltò verso la direzione in cui era sparito Remus

-Si..- si bloccò: davanti a lei c’era Remus con una donna dai capelli rossi e una dai capelli violetto.

-Non era in cucina..ti ricordi di loro Elettra?- chiese Remus. Elettra annuì flebilmente. Joey le salutò educatamente e loro risposero con cortesia.

-Molly..Nimphadora..-

-Cavoli: sembra più piccola di me!Bel colpo Remus!- rise la ragazza dai capelli violetto guardando Joey. Remus e la ragazza si guardarono qualche secondo imbarazzati, dopodiché, Nimphadora sparì via.

La donna rossa fece un debole sorriso.

-E’ tanto tempo che non ci vediamo cara..ma ora devo proprio andare..- le diede un bacio, e si smaterializzò.

-Remus..- mormorò Elettra e l’uomo annuì.

-E’..al piano di sopra..mi hanno detto..Lo..lo faccio scendere..-



Remus salì le scale tarlate, ed entrò in una grande stanza luminosa.

-Sirius?- chiamò e l’uomo dai lunghi e scompigliati capelli neri apparve davanti ai suoi occhi, con un sacco di ratti morti in mano.

-Ciao!Non ti aspettavo così pre..-

-Di sotto c’è Elettra!- lo interruppe. Sirius lasciò cadere il sacco per terra e cambiò espressione. Rimasero in silenzio. Un silenzio interrotto da Remus

-Non potevamo continuare a tenerla all’oscuro di tutto..-

Sirius aprì la bocca ma non emise alcun suono.

-E’ venuta da me..era come impazzita..Ho fatto bene a dirle tutto-

-Era meglio se lei mi avesse dimenticato..molto meglio!- disse amareggiato.

Remus lo guardò con severità

-Non ti ha dimenticato per più di dodici anni!Come credi sia possibile che possa farlo adesso che sei uscito!?-

Sirius si morse un labbro.

-Non sono pronto..-

-Sì che lo sei..lei è di sotto..Il suo povero cuore ha sofferto troppo. Ho paura che non riesca a reggere neanche il tempo che tu ti decida a scendere!-

Sirius si chiuse gli occhi.

-La..voglio..vedere..- lamentò. Remus si avvicinò all’amico e lo abbracciò.

-Anche lei..la vostra rinascita e vicina..-



Lo condusse fuori dalla porta, giù per le scale. Appena l’uomo alzò lo sguardo da terra, vide una giovane ragazza dagli occhi verdi che lo guardava curiosa, ma non vi badò. Un’altra esile figura, stava in piedi e gli dava le spalle.

Remus si avvicinò a Joey mentre Sirius era immobile e la fissava.

Elettra aveva gli occhi spalancati e non osava voltarsi per paura che sarebbe svanito tutto, ma aveva sentito il passo cadenzato, che dopo anni e anni, aveva riconosciuto.

Passarono interminabili minuti, e nessuno osava fiatare.

-Elly..è dietro di te..- mormorò Remus e la donna annuì impercettibilmente. Come se questo le costasse una fatica immane, la donna si voltò lentamente, il volto rigato di lacrime in un pianto muto.

Finalmente i loro occhi, dopo anni di attesa, si erano incrociati. Lui era assai cambiato: volto da teschio, nascosto da una disordinata barba nera, pelle cadaverica, capelli scompigliati di uno che si era appena lavato dopo anni di sudiciume. Le vesti, vecchie e rattoppate, lasciavano intravedere un tatuaggio sul petto nudo. Uno sguardo di chi aveva visto troppo, di chi aveva sofferto.

Lei era molto magra rispetto a quando si erano lasciati. Il volto non più sorridente, era sì bianco come lo era sempre stato, ma senza il rosa delicato delle guance. I capelli, un tempo lunghi che le ricadevano lungo tutta la schiena, ora erano poco più bassi delle spalle. Ma in quegli occhi gonfi di lacrime, vi era sempre la stessa luce che coglieva ad ogni sguardo. I suoi stupendi riflessi viola negli occhi accesi di speranza, trepidazione e..amore. Sì: Sirius riconobbe lo sguardo dell’unica donna che abbia mai potuto amare nella sua vita.

Come Sirius, anche Elettra riconobbe gli occhi dell’uomo: azzurri come il cielo estivo, luminosi e penetranti come le lame di un coltello, le squarciavano il cuore facendola tremare.

Aprì la bocca, ma non uscì nulla, all’infuori di uno squittio soffocato dal pianto.

-Sirius..- fece dei lievi passi verso l’uomo che avanzava verso di lei con la stessa insicurezza.

Una volta vicini, lei allungò la mano tremante verso il viso.

-La..barba..- sussurrò e lui fece un debole sorriso.

-I capelli..- disse lui accarezzandoglieli lentamente.

Elettra fece un sorriso dolcissimo, dopodiché scoppiò in lacrime.

-AMORE MIO!- si aggrappò ai suoi abiti affondando la testa sul suo petto.

-Mia stella..la mia stella..PERDONAMI!- pianse l’uomo abbracciandola fortemente. Si lasciarono cadere in ginocchio avvinghiati, tra mille singhiozzi e frasi d’amore sussurrate.

Joey si strinse a Remus e una lacrima le rigò il volto. Remus gliel’asciugò.

-Andiamo..il dolore è loro..non possiamo assistere..- la condusse in cucina dove vi rimasero.



-Perché non sei venuto da me quando sei uscito?- chiese Elettra ancora stretta a lui, seduta sul pavimento polveroso.

Sirius trasse un lungo sospiro

-Credevo mi odiassi..-

Elettra sollevò la testa dal petto dell’uomo, senza però smettere di abbracciarlo

-Come hai potuto solo pensare una cosa simile..?- chiese in un soffio.

-..io..io ho sempre creduto nella tua innocenza: anche quando tutte le prove erano contro di te!-

Sirius chiuse gli occhi

-Lo..lo so..Remus..me l’aveva detto..ma..ma non potevo permettere che tu..soffrissi ancora per me..- la guardò e le accarezzò il viso -..è vero che sei stata a San Mungo?-

Elettra sorrise tristemente, poi annuì.

-Sì..-

Sirius la guardò qualche altro secondo e poi, si passò una mano sul viso e cominciò a singhiozzare. Elettra tolse la mano e lo guardò negli occhi.

-Non importa più..non mi importa più nulla del passato. Ora devi solo promettermi..che non mi lascerai più da sola..- senza accorgersene si era messa a piangere di nuovo.

Sirius la prese e la strinse.

-Ti giuro che non permetterò più che ci separino!Te lo giuro!!!-



Nell’altra stanza, Remus e Joey stavano seduti in silenzio; i singhiozzi lontani dei due innamorati furono l’unico suono fino a quando..

-Come andrà a finire..?- chiese Joey come se si stesse riferendo ad un libro.

-Non lo so..so solo che sarà molto dura per loro..- non la guardò nemmeno.

Joey abbassò lo sguardo.

-Mi sento inutile Remus..qui non sto aiutando nessuno..-

Remus si voltò in tempo per vedere il suo volto intristito.

-Che stai dicendo?- chiese con premura.

Joey annuì.

L’uomo le si avvicinò e prese la mano della ragazza tra le sue.

-Senza di te sarei perso..non dire queste cose ti prego!- le sorrise incoraggiante. Joey accennò ad un sorriso timidissimo

-Davvero?-

-Sì..- l’uomo si avvicinò a lei baciandola teneramente. In quello stesso istante erano entrati Sirius ed Elettra, che si tenevano per mano.

-Mi devi dire niente Remus?- chiese Sirius con un mezzo sorriso. Elettra cinse il braccio del suo uomo a sé, come avvolta in una specie di trance.Non stava assistendo a quello che si stavano dicendo.

-Ehm..- Remus e Joey arrossirono di colpo.

Avrebbero detto qualcosa ma una vocina stridula attirò l’attenzione.

-Ibridi e mezzosangue in questa casa rispettabile: povera signora!Che direbbe signora?!- nella stanza era entrato un vecchio elfo domestico.

-Chiudi il becco!- scattò Sirius fulminandolo con lo sguardo.

L’elfo si ritrasse e passò accanto al suo padrone.

-Ma povero Kreacher fa solamente suo lavoro! Lui pulisce!Lui esegue ordini di suo padrone..- poi abbassò la voce.

-..di suo padrone che merita morte tra atroci sofferenze insieme a suoi amici pezzenti! Ultimo rampollo ridotto a..- non riuscì a continuare: senza che nessuno ebbe il tempo di dire o fare nulla, Elettra gli si era scagliata addosso, dopo avergli dato un calcio lo afferrò per la gola sbattendolo al muro.

-MISERABILE COME OSI RIVOLGERTI A LUI?!!- strillò in preda all’ira.

Remus la prese per la vita a la tirò a sé.

-Calmati Elly!!-

Elettra pianse disperatamente.

-Non deve parlare male di lui!!-

Sirius era ancora shockato; si avvicinò alla donna

-Elettra..amore mio..calmati..- disse sotto voce. Elettra si voltò e lo guardò come se fosse la prima volta che lo vedeva.

-Amore mio..- si abbandonò tra le braccia dell’uomo e crollò esausta.

Sirius la prese in braccio, e la fece sdraiare su una poltrona della cucina.

Poi rimase a fissarla.

-Quanto male ha sofferto..- mormorò. Remus posò una mano sulla spalla dell’uomo mentre Joey si premurava di avvolgerla in una coperta.

-Questo basti a farti capire quanto ti ama..-

Sirius lo guardò con amarezza.

-Non serve..lo sapevo già perché..perché è lo stesso che provo per lei..-

Fece un sorriso amaro che si spense in un pianto silenzioso.

-Voglio che ritorni tutto come prima..- si appoggiò alla spalla del suo amico con gli occhi serrati.

-Aspettiamo..- sussurrò Remus -..con il tempo e tanta fatica..ci riusciremo..-

**************





Joey era appena rientrata a casa.

-Ciao Asia..- sorrise alla grossa cagnona che era venuta ad accoglierla.

-Ciao amore!- Sorrise Remus andandole incontro per prenderle il mantello. Joey sorrise e lo baciò dolcemente.

-Sembriamo già sposati!- ridacchiò.

Remus sorrise dolcemente e prese la mano della ragazza baciandogliela.

-Manca poco..- sorrise. Andarono nel salotto per rilassarsi un po’.

-Hai preso la roba di Elettra?Hai trovato tutto?- chiese Joey mentre accarezzava la testa dell’uomo.

-Sì..ci ho messo un pò a causa della strega che viveva con lei..-

Joey lo guardò interrogativa.

-Lei..aveva un’infermiera che si occupava di lei..-

Joey si rattristò e appoggiò la testa sul petto dell’uomo.

-Come stanno?- chiese lei.

-Bene..Stanno vivendo il tempo perduto appieno..bhè..per così dire..-

Joey sospirò: sarebbe stato difficile per loro avere una vita felice!Non con lui latitante..

-Ti va di andare da loro?Ora è possibile materializzarsi a Grimmauld Place..- disse Remus e lei annuì timidamente.

Presero delle grandi borse e scomparvero dalla casa con uno schioppo. Arrivati alla casa Black, Remus prese le borse e le portò nella camera di Sirius.

-Aspetta qui..ora vedo dove sono..- disse baciandole la guancia. La ragazza si sedette sul divano che sembrava pulito da poco, e attese.

All’improvviso si sentì strana, come se qualcuno la stesse osservando. Si voltò di scatto, e vide la sagoma di un grosso cane nero.

-Mi hai fatto prendere un colpo cucciolone..- disse allungando la mano per accarezzarlo. Solitamente gli animali non le incutevano nessuna paura ma, questo enorme cane, la stava guardando in uno strano modo..

-Ehm..cucciolo..- lo guardò di rimando e il cane non si mosse. Dopo un po’, si mise su due zampe e avanzò saltellando.

-Ma..come..-

WOF! WOF!

Abbaiò.

-Sei..molto bravo..- rise. Dopo qualche secondo comparve Remus.

-Sirius!Ma ti sembra il modo?!- Joey si voltò verso l’uomo e poi fissò il cane che si stava trasformando.

-MA!!- si portò le mani alla bocca arrossendo.

-Come ho fatto a non capirlo!Eppure..lo sapevo..- disse imbarazzata. Sirius rise con una risata simile ad un latrato.

-Dai non è il caso che tu ti imbarazzi! Sei stata uno spasso però!-

Remus li raggiunse e mise una mano sulla spalla della ragazza sorridendo.

-Dodici anni di gioventù rubata..lasciamolo divertire!-

Sirius fece un’espressione divertita.

-Infatti!Ne ho un sacco di arretrate quindi attento Rem!-

Remus deglutì mentre Joey si lasciò cadere sulla poltrona.

-Siete..oh..lasciamo perdere!- esclamò.



Si sedettero in cucina per prendere del tè.

-Lo ha fatto la signora Weasley poco prima di andare via..- disse Sirius trafficando con le tazze.

-Fanno tutti avanti e indietro?- chiese Remus e Sirius annuì.

-Ho portato le borse di Elettra in camera e..- cominciò Remus e lasciò la frase in sospeso, arrossendo leggermente.

Sirius fece un sorriso dolce.

-Sì..sta dormendo..-

Rimasero in silenzio.

-L’altro giorno..- cominciò l’animagus tristemente -..l’altra notte..mi sono alzato perché avevo fame..Avevamo..- rimase in silenzio qualche secondo e Joey vide un sorriso dolcissimo dipingersi sul suo volto. Non sembrava la stessa persona urlante dei manifesti.

-..comunque..mi ero alzato..Dopo qualche minuto..ho sentito delle grida provenire dalla stanza..Mi sono precipitato da lei e l’ ho trovata in un angolo che piangeva..Diceva che l’avevo abbandonata di nuovo..-

Calò il silenzio nella cucina, interrotto dai borbottii di Kreacher che imprecava contro Remus e Joey.

-Smettila dannato!!- l’animagus gli diede un calcio facendolo uscire dalla cucina velocemente lamentandosi.

-Lo odio..potessi ucciderlo..- ringhiò. Remus gli posò la mano sull’avambraccio

-Non importa..calmati..Elettra si riprenderà a poco a poco..e anche tu..-

Sirius lo guardò grato mentre Joey abbassò lo sguardo sentendosi anche di troppo.

-Remus!Joey!- si voltarono e videro Elettra: aveva un fresco vestito azzurro e un’espressione dolce e allegra.

-Buongiorno!- disse Joey. Elettra diede un bacio nella guancia ad entrambi.

-Tu mi hai vista poco fa..- sorrise a Remus che arrossì.

-Mi..mi dispiace..-

Sirius scoccò uno sguardo di rimprovero all’amico che si voltò verso Joey che finse di non capire.

-Non è il caso..- si avvicinò all’animagus baciandolo sulla fronte. Poi si sedette accanto a lui e posò la testa sulla sua spalla, chiudendo gli occhi. Sirius cominciò ad accarezzarle i capelli meccanicamente.

-Molly è andata via?- chiese senza aprire gli occhi. Sirius annuì: non voleva interrompere quello stupendo incantesimo che si era creato.

-Perché invece di far fare avanti e indietro a lei e alla sua famiglia, non li fai stare qui? Sono tanto cari a darci una mano..- disse Elettra accarezzando la guancia dell’uomo.

-E’ vero..sarebbe molto più conveniente per loro!- aggiunse Remus. Sirius parve pensieroso.

-Non dirmi che ti darebbero fastidio dei ragazzi per casa!?- disse Elettra e Sirius la guardò malizioso

-Ma se ci sarà tanta gente noi..non potremo più fare..-

-SIRIUS!- lo rimproverò. Poi sorrise teneramente.

-Basterà fare un po’ d’attenzione e..-

-Potete parlarne dopo?!- chiese Remus senza riuscire a nascondere il rossore. Joey si trattenne dal non scoppiare a ridere.

Sirius si diresse tutto gongolante verso l’uomo.

-Remus..sei sempre il solito..seppur molto più giovane, la tua bella non è arrossita!-

Questa volta fu Joey ad arrossire mentre Remus risultava essere nervoso.

-A-ehm..Sirius..piantala..- Remus si allentò il colletto della camicia.

-Il nostro Lunastorta non ha superato la timidezza!- cantilenò l’animagus. Elettra richiamò tutti all’attenzione.

-Non toccate il mio Remus!!!!-

-Tuo?????Elly..mi, anzi CI devi dire nulla???- chiese Sirius sull’orlo di una crisi di gelosia.

-Dai..non è il caso Sirius..- rise Remus e Sirius prese a fargli il solletico.

-Taci tu!!-

Joey si mise la mano davanti alla bocca ma si capiva che stava ridendo a crepapelle.

Mentre c’era tutto quel trambusto, una voce bonaria li fece sussultare.

-Che bello una festa!-

Silente era sull’uscio della cucina e li fissava da dietro gli occhiali a mezzaluna.

-PRESIDE!- scattò Joey e l’uomo le fece cenno di sedersi.

-Non sono più il tuo preside cara!- le sorrise -..quanto a voi..non siete cambiati tanto da quando eravate tra i banchi di scuola..Spero che durante le riunioni dell’Ordine non debba riprendervi..-

-N-no..signore..- disse Remus composto. Elettra sorrise divertita mentre Sirius fece sì con il capo.

-Bene ragazzi..Ho controllato tutti gli incantesimi protettivi della casa e possiamo dire che siamo al sicuro!-

Tutti i presenti si scambiarono degli sguardi scettici.

-E quando,scusi?- chiese Sirius stralunato. Il preside sorrise

-Proprio un attimo fa!-

Remus si fece scappare una risatina mentre Joey lo guardò incredula.

-Direi che dalla prossima settimana si può cominciare con le riunioni…se il padrone di casa è d’accordo- guardò Sirius da dietro gli occhiali a mezzaluna. L’animagus annuì debolmente.

-Bene allora! Ci vediamo presto..Vi rubo questo se non vi dispiace!- prese un biscotto dal tavolo per poi sparire via.

*

Passarono diversi giorni e Grimmaulde Place divenne la sede degli incontri dell’Ordine della Fenice. Joey fremeva per poterne far parte, ma sapeva anche che così facendo avrebbe contrariato Remus.

Un giorno uscì prima da lavoro e decise di andare a salutare Elettra. Appena si materializzò in casa Black, si accorse di un silenzio quasi innaturale. Si diresse in cucina, dove trovò Fred e George Weasley a tavola.

-Vi conosco!- sorrise.

-Esatto!- scattarono loro.

-Tu sei la ragazza che è scappata con il professor Lupin!- disse George. Fred annuì –E’ vero che hai avuto un figlio mentre eri a scuola?-

Joey scoppiò a ridere.

-Certo che ne girano di voci!Sapete dirmi dove..-

-Dove sono gli altri?In riunione..fanno più rumore loro che Ron ed Hermione quando litigano..-

Proprio in quel momento entrarono i due ragazzi accompagnati da Ginny.

-E tu chi sei?-

-Ron più educato..- corresse Hermione.

Joey sorrise divertita. Rimase in cucina con i ragazzi quando entrarono la signora Weasley seguita da Sirius, Arthur Weasley e infine Remus.

-Joey!- sorrise Remus andandole incontro.

CONTINUA

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