Il Buio

Capitolo 1

Era la quinta volta che Amina riceveva una lettera simile; veniva a consegnargliela sempre lo stesso gufo ormai. La lettera, chiusa in una busta con un sigillo scarlatto raffigurante un grifone, un serpente, un’aquila e un tasso uniti sotto una grande H,si premurava di informare la ragazza dell’inizio del nuovo anno scolastico,il quinto presso la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.
Ma quello non fu l’unico gufo a planare sul giardino della villa di Amy: pochi minuti dopo il primo ne arrivò un altro,di un bel grigio fumo,dalle piume lucenti;Amy conosceva quel gufo,l’aveva usato anche lei a volte,era il gufo della sua migliore amica,Lily.

"Carissima Amy,
hai ricevuto la lettera da Hogwarts?E la lista?Stavolta mi sa che dovremo svuotare la Gringott!Sono così emozionata…secondo te chi saranno i prefetti della nostra casa?Spero non sia quello stupido di Potter o quell’altro bellimbusto di Black…sarebbero un pessimo esempio per il I anno!
Quest’anno poi, è l’anno dei G.U.F.O.spero che non si caccino ancora nei guai…
Come hai trascorso le vacanze?Io sono partita per due settimane con la mia famiglia, siamo andati a trovare dei parenti in Irlanda, anche se non vedo l’ora che venga Settembre, ho una gran voglia di riabbracciarti, mi mancano tantissimo le nostre chiacchierate!
Adesso devo lasciarti, mia sorella sta iniziando ad arrabbiarsi perché non trova una sua gonna…e da qui a che dia la colpa a me il passo sarà breve…
Spero di incontrarti a Diagon Alley, in caso contrario, ci vedremo a King’s Cross
Con affetto

Lily"

Anche Amy aveva molta voglia di rivedere la sua amica,che aveva salutato alla fine di Giugno,alla stazione. Si alzò dal letto e si diresse verso il grande specchio della sua stanza: una ragazza non troppo alta, magra, con i capelli lunghi e neri come l’ebano, la carnagione chiara e due grandi e profondi occhi celesti; questa l’immagine che lo specchio le restituì. Decisamente non era cambiata dal suo ultimo giorno di scuola.
Decise di rispondere alla lettera dell’amica, raccontandole la sua estate, passata tranquillamente in famiglia, della sua voglia di ritornare a scuola e della sua paura per i G.U.F.O.Era il 30 Agosto, e fra due giorni avrebbe rivisto la sua migliore amica.
Il mattino del 1° Settembre si svegliò dolcemente, si vestì in fretta e si recò con la madre alla stazione di King’s Cross, a Londra.
Non appena ebbe varcato la soglia del binario 9 ¾, solo allora, si sentì a casa. Sia la madre che il padre di Amy erano magonò, e la notizia, cinque anni prima, della sua ammissione ad Hogwarts, aveva sorpreso e reso felici i suoi genitori.Amy si era rivelata un’ottima strega, capace in tutte le materie, soprattutto in Pozioni.
Individuò quasi subito le sue compagne di casa, e riconobbe subito Lily fra loro. Si misero immediatamente a parlare fitto fitto, raccontandosi gli ultimi pettegolezzi e gli avvenimenti più importanti. Furono però interrotte dal quartetto più odioso del loro anno: James Potter, Peter Pettigrew, Sirius Black e Remus Lupin. Stavano sempre insieme, anche se Minus sembrava un po’ l’ombra degli altri tre, e si divertivano a prendere in giro i ragazzi più deboli, con una predilezione per un ragazzo del loro stesso anno, ma di Serpeverde, Severus Snape. Amy aveva avuto modo di vedere Snape poche volte, e in tutte stava litigando con uno dei quattro ragazzi.
“Salve Evans, Fawett” salutò James, passandosi una mano tra i suoi già disordinati capelli neri.
“Salve Potter” rispose fredda Lily.Amy per tutta risposta fece un cenno col capo. ”Spero che nessuno di voi quattro sia stato fatto prefetto” proseguì Lily, sempre fredda.
“Beh, Evans” disse Potter in tono compiaciuto “Veramente…il nostro Remus è il nuovo prefetto dei Grifondoro”.
Remus era il più calmo dei quattro,il più riflessivo,eppure,sembrava quello più emotivamente provato. Era sempre un po’ pallido, ma il suo volto era perennemente disteso in un sorriso, dolce ma estremamente triste.
Sicuramente era stato nominato prefetto per cercare di tenere a bada gli altri tre, Black e Potter in particolare,ma ciò non toglieva il fatto che era un “Malandrino” anche lui.
Il viaggio in treno fu abbastanza tranquillo, e quando arrivarono a scuola, i professori iniziarono da subito ad infondere loro la paura per gli esami. Durante la cerimonia di smistamento del primo anno, Lily ed Amy parlottavano incessantemente, raccontandosi anche le minuzie, ma la loro fitta conversazione fu interrotta, anche stavolta da un membro del famigerato quartetto.
“Ragazze, fate silenzio, o la professoressa McGonall si arrabbierà, non vuole per nessun motivo che la cerimonia sia disturbata”. Era stato Remus a parlare, con la sua solita tonalità dolce ma ferma.
“Oh, ci scusi signor prefetto…non sia mai recarle disturbo…” rispose ironica Amy, mentre le labbra di Remus s’increspavano in un lieve sorriso imbarazzato.
Per la prima volta Amy si rese conto che Remus era diverso dagli altri tre, lui non si divertiva come un matto quando Potter e Black tormentavano qualcuno,ma non sapeva solo annuire o dissentire come pareva sapesse fare Minus. Lui era un tipo taciturno, che preferiva leggere sotto la grande quercia sulla riva del lago,anche se passava molto tempo con i suoi amici. Potter e Black erano i più corteggiati dal V anno in giù. Erano entrambi di bell’aspetto, ma troppo intenti a farsi notare, piuttosto che accorgersi di chi li stesse effettivamente notando. Lily stessa aveva una tacita cotta per James Potter, anche se non riusciva ad ammetterlo nemmeno a se stessa, cosa che la rendeva a volte oggetto delle beffe amichevoli di Amy.
Amy invece non aveva mai visto Black o Potter come ragazzi di cui innamorarsi,forse perché il suo tipo ideale era molto diverso da loro.
I giorni passavano, le lezioni diventavano sempre più complicate, ed effettivamente tutti cominciarono ad aver paura degli esami. Molti Serpeverde invece sembravano convinti del fatto che sarebbero in ogni caso riusciti ad ottenere O in tutte le materie d’esame. Solo un paio di ragazzi sembravano intenzionati a prendere sul serio lo studio,e tra loro c’era Severus Snape. Era un ragazzo dall’aria malaticcia, pallido, con due profondi occhi neri e spesso un’espressione di disgusto stampata sul volto. Odiava dal profondo i quattro “Malandrini”,odio peraltro ricambiato,visto che loro non perdevano occasione per schernirlo,chiamandolo Mocciosus e mettendolo in ridicolo davanti a molti studenti di anni inferiori al loro.
La mattina del 31 Ottobre erano tutti contenti,niente lezioni,la gita ad Hogsmeade e la sera il banchetto di Halloween.Amy e Lily furono le prime a scendere in Sala comune quella mattina,ma la trovarono già occupata:seduto su una poltrona,accanto al camino dove ormai non ardeva più nessun caldo fuoco,c’era Remus,stanco,pallido,come se non avesse dormito per tutta la notte.
“Buongiorno ragazze,già sveglie a quest’ora?”chiese con la sua caratteristica voce dolce,anche se stanca.
“Si” rispose Amy, mentre Lily lanciava rapide e noncuranti occhiate verso la scala che conduceva ai dormitori maschili. “E tu Remus?come mai qui?Hai una brutta cera…dormito male?”
“Beh, per la verità, non ho dormito neanche” disse lui, sorridendo appena.
Amy aveva una gran voglia di chiedergli cosa avesse fatto, perché era solo e perché con lui non c’erano gli altri tre, ma qualcosa nel viso stanco del ragazzo le disse di non chiedere nulla, di rimanere in silenzio.
“Remus, sembri malato, sai?Ti dovresti far vedere da Madama Chips” disse d’un tratto Lily,che aveva perso le ultime battute tra Lupin ed Amy.
“Sto benissimo Evans” rispose lui, sforzandosi di apparire noncurante, muovendo appena il capo. Solo in quel momento Amy si accorse di una lunga ferita, simile ad un graffio, solo più profondo, lungo il collo, che terminava appena sotto l’orecchio destro; era ancora abbastanza rossa e sanguinava un po’.
“Remus, cos’hai fatto al collo?” chiese preoccupata al ragazzo.
“Niente Amy, ti prego, non è nulla” rispose lui, mentre il suo consueto sorriso parve alterarsi in una smorfia di paura, gli occhi più stanchi che mai.Amy si allontanò in fretta dal ragazzo e si unì nuovamente a Lily.
“Noi due andiamo giù a far colazione, Remus, ci vediamo ad Hogsmeade” sentenziò infine la ragazza, avvicinandosi al retro del ritratto della Signora Grassa, ed uscendo, seguita da Lily, perplessa per il comportamento insolito dell’amica.
“Amy ma che ti è successo?Un attimo fa stavi parlando tranquillamente con Remus e l’attimo dopo sei quasi schizzata via dalla Sala comune…che cos’è successo?” chiese allarmata Lily, una volta seduta al tavolo dei Grifondoro, in Sala Grande.
“Quel ragazzo mi nasconde qualcosa, nasconde qualcosa a tutti” rispose asciutta Amy “Hai visto quel taglio sul collo?Non si è fatto nemmeno avvicinare”.
“Tesoro, magari avrà fatto qualche altra stupidaggine con i suoi tre amici, come fanno sempre…sta calma” cercò di rassicurarla Lily.
“No Lily, Remus non si ridurrebbe in quel modo per una bravata, lui non è come Potter o Black,lui è…diverso” rispose dopo una luna pausa Amy,mentre il suo sguardo affondava nella ciotola di porridge.
 

Capitolo 2

Da quel giorno il pensiero di cosa Remus potesse nascondere attanagliò la ragazza. Nei giorni seguenti lui sembrava riacquistare le forze, il colorito -sempre un po’ pallido- ed il suo immancabile sorriso, ma Amy lo guardava ormai con occhi diversi,sapeva,o meglio,aveva capito che dietro quella maschera Remus soffriva,e voleva far qualcosa per aiutarlo.
Cominciò a seguirlo il più possibile, cercando ovviamente di non dar nell’occhio,cosa peraltro facile,visto che lui,insieme agli altri tre,era sempre attorniato da ragazze;cosa più complicata fu invece convincere Lily che lei non era interessata a Remus,non nel senso che credeva lei,perlomeno.
Ma alla lunga passare molto tempo ad osservare Remus,fece nascere in Amy un sentimento strano,che ben differiva da quella sorta di “pietà” per cui aveva deciso di aiutarlo;Remus sembrava essersi accorto di questo avvicinamento,e sembrava più gentile nei suoi confronti,ma anche molto più distante. Alla fine fu lei a decidere di prendere in mano la situazione, in un freddo pomeriggio di fine Novembre; era seduta presso la riva del lago, insieme a Lily,e discutevano proprio di questo nuovo comportamento della ragazza.
“Secondo me non mi racconti tutta la verità” le disse sorridendo Lily.
“Ma che vai dicendo,Lily?Non c’è niente tra me e Remus,niente…e poi scusa,non vedi come mi evita accuratamente?E’ gentile,per carità,ma non scambia più di tre parole con me…deve aver capitocce voglio sapere cosa nasconde” rispose sconsolata lei.
“Ancora questa storia?Non credo nasconda qualcosa, anche se devo ammettere che è un po’ più strano del solito, ma sarà perché è impegnato con i preparativi per il Natale, e magari è preoccupato per gli esami”.
“No, Lily, non credo, non posso credere che sia solo questo” rispose Amy, mentre si torceva nervosamente le mani. “Ho deciso di affrontarlo in modo diretto, voglio chiederlo direttamente a Remus”.
Ma nel momento in cui espresse a parole il suo pensiero,altri mille presero vita nella sua mente:era giusto impicciarsi degli affari di Remus?E se anche avesse avuto un segreto,lei che diritto aveva per chiedergli di rivelarlo?
Ma furono pensieri interrotti bruscamente da una voce,dolce e stanca…
“Cosa vuoi chiedermi?” disse Remus,sedendosi accanto alla ragazza.
“Io?beh, volevo…” iniziò Amy, che si sentiva estremamente in imbarazzo,peraltro aumentato all’improvvisa dipartita di Lily (“Scusate,devo tornare in Sala comune a prendere il libro di astronomia”) “Ecco Remus,io credo che tu ci stia nascondendo qualcosa…vedi,credo che il tuo segreto ti faccia soffrire,e io voglio aiutarti,ci tengo,davvero…quindi se ti va,sappi che puoi sempre parlare con me” aveva detto infine,tutto d’un fiato,guardando fisso il lago,senza il coraggio di rivolgere lo sguardo verso di lui.
“Piccola Amy” disse lui con straordinaria dolcezza, mettendole una mano sulla spalla “Sei riuscita a vedere oltre la mia maschera…beh, ti sono grato per l’aiuto che mi offri, ma purtroppo il mio “segreto” mi porterà comunque sulla strada della solitudine,e non voglio coinvolgere le persone che più mi stanno a cuore”. I suoi occhi erano colmi di una tristezza indefinibile, che fece scendere una silenziosa lacrima sulla guancia di Amy,che adesso era sicura del suo sospetto.
“Ma Remus,io…io voglio esserti accanto,non voglio che tu soffra…ne soffrirei troppo anche io” aveva parlato senza riflettere,come se quelle parole le fossero venute dal cuore,e non dalla mente.
Lui sorrise, e le rispose dicendole che avrebbe sofferto nel vederla in pericolo per causa sua,e che era meglio per entrambi se Amy non si fosse più preoccupata del suo “segreto”.

Remus era molto diverso dagli altri tre suoi amici, lo sapeva anche lui, era più riflessivo, più pacato si James e Sirius,e per questo non aveva il suo stuolo personale di fan che lo seguiva ovunque andasse,per questo molte ragazze lo salutavano appena,ma a lui non importava,anzi,era un bene che nessuno si affezionasse tanto a lui,era sempre stato così.
Quel mattino del 31 Ottobre però,qualcosa era scattato in lui,forse perché erano poche le persone,a parte James,Peter e Sirius, che si fossero preoccupate per lui,forse perché Amy sembrava mossa da qualcosa di diverso dalla solita compassione,troppo abituato a riconoscere,forse perché stanco di respingere le persone che cercavano di offrirgli aiuto;Remus si rese conto che Amy non lo considerava “Remus,l’amico di Potter e Black”,”Remus,il Malandrino”,”Remus,il prefetto”,lei lo considerava “Remus”,e basta.
Notò da subito che la ragazza si avvicinava a lui, nella speranza di scoprire cosa lo rendesse triste, e fu una sofferenza per lui dover tenerle nascosto tutto, ripetendosi che era per il bene della ragazza.
Passava di solito i pomeriggi a studiare in vista degli esami, anche se era l’unico dei quattro a comportarsi così, e anche in quel pomeriggio di fine Novembre era con i suoi amici, in Sala comune.
“Ehi, Felpato, quindi non hai dato a Mocciosus la lezione che si meritava?” chiese James, accigliato
“No Ramoso, no…da un corridoio è sbucato Rosier, e mi ha distolto dai miei progetti” rispose cupo Sirius
“Uhm, mi sa che dovremmo dare una lezione a Mocciosus in giardino, qualche volta, magari davanti ad Evans, così si accorge che esisto…Che ne dici Codaliscia?” disse sempre più accigliato James. Peter annuì, contento.
“Ragazzi, vado a farmi un giro” sentenziò poi Remus, alzandosi dalla poltrona dov’era seduto.
“Tutto bene Lunastorta?” chiesero in coro Sirius e James
“Si ragazzi,è solo che con voi che parlate di Mocciosus non riesco a studiare,e poi ho bisogno di un po’ d’aria…vado al lago,ci vediamo dopo”,mentre la sua voce si spegneva,uscendo dalla Sala comune. Aveva deciso d’impulso, senza pensare, di andare al lago, il suo pensiero ricorrente era Amy, e da parecchio ormai, e aveva bisogno di chiarirsi le idee in un luogo a lui caro, ed il lago era il più caro che avesse, da quando era arrivato ad Hogwarts.
Arrivato al lago, intravide due figure femminili -Lily edAmy- sedute sulla riva; invogliato dal loro chiacchiericcio, si avvicinò, improvvisamente deciso a parlare con quest’ultima, e sentì l’ultima parte di un suo discorso…”Ho deciso di affrontarlo in modo diretto, voglio chiederlo direttamente a Remus” stava dicendo a Lily.
“Cosa vuoi chiedermi?” chiese lui,sorpreso e compiaciuto di essere l’oggetto della loro discussione. Sperava in cuor suo che la domanda di Amy non fosse l’unica alla quale non poteva rispondere,ma le sue speranze furono vane:la ragazza,seppur visibilmente imbarazzata,gli chiese proprio cosa avesse da nascondere,e si offrì di aiutarlo.
Remus sapeva che la sua offerta di aiuto era sincera,che non dipendeva da un sentimento di pena,e questo,paradossalmente,lo addolorava ancora di più,perché non doveva,né poteva rivelarle il suo segreto.
“…non voglio coinvolgere le persone che mi stanno a cuore” aveva detto lui alla fine del suo discorso. Si rese conto di tenere ad Amy come a nessuna ragazza prima d’ora, ma non poteva far nulla, se non evitarle una sofferenza ed un pericolo.

 

Capitolo 3

Natale arrivò e passò, portando con sé le vane illusioni della lontananza degli esami, e lasciando una sorta di tacita rassegnazione nei cuori di tutti gli studenti del V anno.
Amy era rimasta a scuola, per continuare il programma di studio e ripasso progettato con Lily, anche se trovarsi per i corridoi quasi vuoti aumentava il suo senso di solitudine, che dalla fine di Novembre non l’aveva più abbandonata.
Non aveva più avuto modo di parlare con Remus, tranne qualche sporadico “Salve”, o “Buongiorno”, ed un freddo “Buon Natale” la mattina del 25 Dicembre.
Erano arrivati ad un silenzioso accordo, in cui nessuno dei due faceva menzione del loro ultimo dialogo, quel pomeriggio al lago. Amy ormai si era anche abituata alle continue lamentele di Lily, riguardanti il suo comportamento.
“Amy sei sempre assente, mi sa che facevi meglio a prenderti un po’ di riposo, invece di passare le vacanze di Natale a studiare, non ti fa così bene, sai?” le disse Lily in una delle ultime mattine di vacanza, mentre Amy versava soprappensiero più succo di zucca di quanto ne potesse contenere il bicchiere, riversandone la metà sul tavolo dei Grifoni, in Sala Grande.
“Sto benissimo, Lily” rispose vaga lei, per poi palesarle i suoi pensieri “Remus non si fa vedere da due giorni, ho chiesto a Peter, e mi ha detto che è su,nel suo dormitorio,malato”. Non nominava Remus da prima di Natale,ma adesso le era sembrata la cosa più ovvia da fare,voleva sfogarsi,aveva bisogno di un appoggio,se voleva convogliare le sue forze,se voleva aiutare quel ragazzo,anche se contro la sua volontà.
“Mi spiace, sembra così cagionevole…perché non sali e vai a trovarlo?Magari parlare un po’ vi farà bene, è da tanto che non parlate” disse poi Lily, abbracciando l’amica. In effetti Lily aveva capito la situazione molto meglio di Amy stessa,e aveva capito che il modo migliore per superare un ostacolo è affrontarlo.
Remus, sdraiato sul suo letto, stava cercando di recuperare le forze; era stanco, debole e triste, più del solito, più di quanto potesse egli stesso immaginare. SI mise a sedere di colpo quando sentì qualcuno bussare alla porta della stanza.
“Remus, sono io,Amy,posso entrare?”.
Era Amy, la persona che più aveva voluto accanto nell’ultimo periodo, e da cui era maggiormente fuggito, per non causarle dolore. Si alzò ed andò ad aprire la porta.
“Scusami, sicuramente ti ho disturbato, ma ho creduto che non avessi fatto colazione, e così ti ho portato un po’ di…” mostrò le mani colme di Zenzerotti “oh,ma chi voglio prendere in giro,Remus…volevo parlarti,è da Novembre che voglio parlarti,non riesco a non interessarmi ai tuoi problemi,è più forte di me,perdonami,mi troverai sicuramente troppo invadente e…” lui le mise una mano sulle labbra,scoprendo di parecchi centimetri il braccio,e mostrando una ferita,fasciata,ma ancora un po’ sanguinante.
“Entra dentro, tranquilla, sapevo che non ti saresti arresa di fronte ad un mio divieto”. Remus sorrideva, dolce, ma era sofferente, si vedeva, anche se la sua non era una sofferenza fisica, piuttosto una sofferenza della sua anima,profonda.
Amy entrò nella stanza circolare, dove cinque letti a baldacchino erano disposti in cerchio, e prese posto su uno di quelli rifatti.”Adesso che sono qui mi sento una stupida, è ovvio che tu non mi dirai nulla, ed è ovvio che io non posso esserti d’aiuto alcuno”
“No Amy, no…le tue attenzioni per me mi danno forza, ma non posso dirti ciò che mi affligge”
“Remus, perché?Non mi ritieni all’altezza, forse?Perché almeno una volta al mese ti vedo pieno di tagli,perché svanisci proprio quando vorrei stare con te a parlare,perché?Perché continui a ferirti?” sfiorandogli lievemente la fascia sul braccio,Amy aveva espresso i suoi dubbi nel modo più semplice possibile,senza inganni o sotterfugi,usando semplicemente la verità.
“vedi Amy, io…io vorrei starti più vicino, vorrei non avere queste ferite e vorrei non dover svanire,ma purtroppo Amy non posso,non posso…”
“Sei malato?” chiese dopo una lunga pausa lei,mentre una pesante consapevolezza le entrava dentro,lentamente,ma inesorabile.
“Non di qualcosa di curabile” rispose lui, cercando di farla desistere, mentre i suoi occhi dicevano l’opposto, scrutandola attraverso quelli di lei.
Amy si alzò di scatto, guardandolo negli occhi, un’espressione di triste consapevolezza in volto “Devo andare Remus, ci vediamo presto, adesso devo fare delle ricerche” ed uscì, senza attendere risposta.
Senza guardare in faccia nessuno entrò in biblioteca, facendo sfrecciare l’indice sui vari volumi ne scelse un paio, che iniziò avidamente a sfogliare: doveva capire, doveva sapere,doveva essere sicura si ciò che la sua mente aveva iniziato a macchinare.
D’improvviso, leggendo un libro sulle creature oscure, si fermò leggendo una descrizione:

“Delle molte creature oscure,la più confondibile con una creatura umana
è il Lupo Mannaro.
Esso si differenzia da un comune Animagus per molte caratteristiche, prima
fra tutte l’univocità della sua trasformazione:non può scegliere;ad ogni
plenilunio assumerà sembianze animali,di un lupo appunto,perdendo la
coscienza,tipica della razza umana,senza la quale è capace di uccidere
chiunque abbia a disposizione.
Pericoloso solo per gli esseri umani, per le altre specie è un comunissimo lupo, e come tale agisce.
Esistono diversi modi per diventare un lupo mannaro: quando si ha il potere di mutare forma, quando si è morsi da un lupo mannaro o quando si nasce…”

Amy non proseguì nella lettura, quello che aveva letto era già abbastanza, ora aveva solo bisogno di una prova tangibile. Fece subito ritorno nel suo ritrovo, e salita nella sua camera,diede un’occhiata al calendario lunare:la sera prima c’era stata la luna piena. Amy ricordava altre “dipartite” di Remus durante i trascorsi quattro anni, ed alcune si ricordava fossero proprio in coincidenza con la luna piena.
Come aveva fatto a non accorgersene prima!Era così ovvio, era una soluzione che aveva avuto sotto il naso, ma che non aveva mai considerato accettabile.
Dopo la momentanea paura, si rese conto che non gliene importava poi molto, Remus lo era sempre stato,e lei lo aveva sempre stimato ed ammirato,non aveva senso aver paura adesso che aveva capito la natura della sua condizione.
Adesso aveva solo bisogno di vedere il ragazzo, doveva fargli capire che per lei non era importante cosa fosse,doveva parlargli. Cominciò a chiedere di Remus ai suoi tre amici.
”Ehi,Fawett,se vuoi parlare con Remus,và da lui,non chiedere a noi,non possiamo sempre fare gli ambasciatori” aveva detto Black un giorno,stanco delle continue domande di Amy. Ma non era una cosa facile. La paura di un rifiuto, e di provocare terrore nella ragazza, aveva portato Remus ad evitarla per tutto Gennaio, frequentando le lezioni per poi rintanarsi nel suo dormitorio al termine di esse.
Alla fine Amy decise di parlargli a lezione. Un giovedì di febbraio si sedette accanto a lui, durante la lezione di Storia della Magia; il prof. Binns di solito prestava attenzione solo alle sue parole, ed era l’occasione migliore che avesse per parlare con il ragazzo. Ma le parole erano difficili da trovare,perché non voleva ferirlo,non voleva farlo allontanare ancor più da lei.
“Senti, io…” dissero insieme “Amy, io ho sbagliato a tenerti così lontana in questo tempo, ma ho pensato che così facendo non ti saresti cacciata nei guai per colpa mia”
“No Remus, non scusarti, piuttosto, sono io a doverti chiedere scusa, per essermi impicciata, non dovevo, ma è successo…Remus, lo so, so cosa ti tormenta,so perché ad ogni luna piena svanisci senza lasciar tracce,l’ho scoperto relativamente per caso,e…” ma non andò oltre,l’espressione di paura,sorpresa e tristezza che si dipinse sul volto del ragazzo le fece morire in gola le parole.
“N-non qui, ti prego, p-per favore”. Amy non l’aveva mai visto così. Si alzò e chiese al prof. Binns di uscire dall’aula; poco dopo Amy fece lo stesso, e lo trovò poggiato al muro di fronte l’aula, lo sguardo perso nel vuoto, il capo leggermente chino.
“Remus, mi dispiace, davvero…io non dovevo, sapevo che non avrei dovuto intromettermi”
“Adesso immagino che tu non voglia più vedermi, che tu abbia paura di quello che sono” era pallido come un cencio, e guardava Amy con una tristezza infinita.
“No Remus, no, non ho nessuna intenzione di abbandonarti,anzi,voglio aiutarti,per quanto sia possibile,mi rendo conto che c’è poco da fare…ma posso provare a distillare un calmante,o qualcosa di simile.Remus,io voglio starti accanto,perché sei una persona splendida,e…perché…io ti voglio bene”.
L’espressione sul volto di Remus passò dalla tristezza e paura allo stupore; non poteva credere alle sue orecchie. Amy aveva scoperto che era un lupo mannaro, e voleva lo stesso stargli accanto. Un conto erano i suoi tre amici,ma Amy…lei era una ragazza che non meritava di soffrire,eppure si era tanto impegnata per scoprire cosa lo facesse star male,e voleva ancora aiutarlo.
“Non so se mai potrà esistere un calmante simile, Amy, ma apprezzo il tuo aiuto…non mi sarei mai aspettato un tale comportamento da te”
“Mi credevi una stupida, Lupin?” gli rispose ironica lei, sorridendogli.
 

Capitolo 4

Da quel momento, Amy iniziò a sentire una fiamma perpetua in lei, che ardeva infondendole coraggio e conforto. Condividere con Remus qualcosa di così importante e privato la faceva sentire importante per lui. Le lezioni sembrava non fossero più importanti, ogni suo pensiero ed energia era volto alla creazione di un calmante, un tranquillante per Remus; sapeva che nulla del genere era mai stato creato, qualcosa che riuscisse a controllare la trasformazione di un licantropo non era facile da ideare, ma Amy ci mise tutta se stessa, e due mesi, per arrivare ad una soluzione per cui valesse la pena tentare.
Durante il suo interminabile lavoro, Lily la osservava, mentre miscelava ingredienti e tagliuzzava erbe ed altri elementi, senza però capirne l’utilità: Amy, infatti, non aveva parlato con nessuno del segreto di Remus, per non correre rischi, rinunciando così ai preziosi consigli che la sua migliore amica avrebbe potuto darle.
Lily a volte quasi soffriva nel vedere la ragazza in quello stato di perenne agitazione, ora turbata, ora entusiasta, ora affranta, e le chiedeva cosa avesse, perché non voleva parlarne, cosa che probabilmente le avrebbe tolto un peso dall’anima.
“No Lily, non voglio coinvolgere altre persone, non adesso, ti chiedo solo di starmi vicina, se puoi…so che non è facile, ma non voglio che tu pensi che mi stia allontanando…tu per me sarai sempre la migliore amica che una persona possa desiderare, ma non voglio far correrti rischi, né a te, né a nessun altro”.
Nonostante Amy sapesse che Lily avrebbe mantenuto il segreto,non aveva intenzione di correre il rischio,non appena fosse stata pronta,avrebbe parlato di Remus con l’amica.
Remus nel frattempo sembrava aver riacquistato un po’ della sua antica calma, lo si trovava spesso in giardino,nelle limpide giornate che Marzo iniziava a regalare,o in Sala comune,a parlare con i suoi tre amici,o a passeggiare con Amy,che per non dargli false speranze non aveva accennato al suo tentativo di distillare la pozione.
“Per le vacanze di Pasqua rimarrai qui?” le chiese lui,qualche giorno prima che le vacanze iniziassero.
“Credo di si,mia madre non mi è sembrata molto contenta di sentirlo,ma voglio ripassare per gli esami…”.In realtà, Amy aveva intenzione di mettere finalmente alla prova la sua pozione, e l’occasione migliore era proprio durante il plenilunio,che quel mese cadeva durante le vacanze di Pasqua. Aveva lavorato quasi due mesi, quasi senza sosta, subendo molte delusioni, affrontando molte sconfitte,ma senza demordere,perché doveva,poteva riuscirci.
Al ragazzo sembrava bastasse averla accanto, ma Amy sapeva che se fosse riuscita a trovare qualcosa che alleviasse la sua sofferenza, sapeva che Remus avrebbe avuto un motivo in più per sorridere, e lei avrebbe avuto un motivo in più per vederlo sorridere,timido,dolce,determinato,com’era sempre stato.
La prima mattina di vacanza Amy si svegliò presto, Lily tornava a casa e lei ci teneva a salutarla.
”Mi raccomando, Amy, sta attenta, ti prego” le disse l’amica tutto d’un fiato.
“Attenta a cosa, Lily?Pensi che qualche uovo pasquale possa aggredirmi?” rispose lei, scherzando,ma ben consapevole della causa della sua preoccupazione.
“Non essere sciocca Amy, non hai voluto dirmi cosa stai macchinando, ma so che potrebbe essere pericoloso, per cui sta attenta,d’accordo?” ribatté lei,abbracciandola,mentre Amy annuiva sorridendo.
Attendeva ormai con ansia la sera di Pasqua, sera in cui avrebbe potuto verificare la sua pozione,e avrebbe potuto aiutare la persona per lei più importante.
Nonostante avesse detto a Remus che passava le vacanze a ripassare,trascorse con lui quasi tutto il tempo,attendendo il momento migliore per metterlo al corrente della sua pozione,e del suo desiderio di verificarne l’efficacia. Il momento propizio arrivò la sera prima di Pasqua,mentre passeggiavano in giardino,passando relativamente accanto al grande albero che soleva dominare il luogo,il platano cosiddetto “picchiatore”.
“Come va Remus,domani…” iniziò Amy “sei pallido…” osservando da lontano i rami in perpetuo movimento dell’albero,che sapeva essere stato posto a difesa del luogo dove Remus andava a trasformarsi. Remus sorrise a quel commento,volgendo lo sguardo dalla parte opposta a quella dove guardava la ragazza.
“Beh,è normale che io sia pallido,ma sta tranquilla,tra qualche giorno starò bene”
“remus senti,io…ti ricordi che ti parlai della mia intenzione di creare un distillato che avesse un effetto calmante?Beh,io ne ho messo a punto uno…ho quasi la certezza che funzioni,ma voglio esserne certa…” iniziò lei,senza guardarlo,per paura di trovare in lui tracce di ilarità.
“Amy,è molto improbabile che qualcosa faccia effetto” rispose lui,con una certa riluttanza all’idea di ingerire un calmante di cui non era certo l’effetto “ma visto che si tratta di una cosa a cui tieni…va bene,la berrò,e ti farò sapere l’effetto”. Alla fine aveva accettato,un po’ perché aveva bisogno di provare,un po’ perché vedere Amy che si preoccupava per lui lo faceva star bene.
“Remus,io voglio venire con te,voglio assicurarmi che non ci siano imprevisti,che tu non ti senta male…voglio starti accanto”
“No Amy,questo non puoi chiedermelo,non posso e non voglio che tu mi veda in quello stato…sono un pericolo per qualunque essere umano,e non voglio rischiare di perdere te,non adesso…” le si avvicinò,per baciarla delicatamente sulle labbra “Tengo troppo a te per poterti perdere”.
Amy,per quanto colpita e lusingata da tali parole,rimase della medesima idea,con l’aggiunta che adesso avrebbe dovuto seguire il ragazzo,invece che accompagnarlo.
La successiva sera Amy porse l’ampolla con la pozione di sua invenzione a Remus,che veniva accompagnato da Madama Chips fino al Platano Picchiatore. Lo seguì fin nel passaggio segreto,facendo silenzio,muovendosi cauta,per quanto il buio e il posto mai visto non l’aiutassero ad orientarsi;giunse infine,dopo aver salito molti gradini,che al buio sembravano interminabili,dentro una stanza dall’aria malridotta,con vecchi mobili rotti e frammenti di oggetti sul pavimento. Seduto su una sedia,illuminato dalla flebile luce di una lampada ad olio,c’era Remus,con in mano l’ampolla con la pozione datagli dalla ragazza. Amy assistette in silenzio mentre lui bevevo la pozione,poi,non accortasi di un pezzo di legno per terra,diede involontariamente segno della sua presenza,facendo voltare il ragazzo,che dopo aver messo a fuoco la figura e riconosciuto la ragazza,la fissò con sguardo allibito e spaventato.
”Amy,ti avevo detto di rimanere in Sala comune” disse lui,con un tono abbastanza secco,ma da cui traspariva la paura. “Sbrigati e torna al castello,prima che sia troppo tardi,te ne prego,Amy”.
La ragazza era incapace di parlare,non lo aveva mai visto così,arrabbiato e terrorizzato al contempo. Poi avvenne tutto in una manciata di minuti:una debole ed argentea luce filtrò dalle sporche vetrate,illuminando la stanza,ed i contorni dei visi dei due ragazzi. Remus fu come colto da acute fitte e da spasmi di dolore,accasciandosi a terra,iniziando a contorcersi,mentre Amy non riusciva a muoversi,paralizzata dalla paura. Dopo pochi attimi il corpo del ragazzo fu ricoperto da una rada ma consistente pelliccia,il suo volto si trasformò in quello di un lupo,così come le sue braccia e le sue gambe.
Per alcuni minuti,che parvero eterni,sembrò che la pozione avesse avuto effetto;il lupo sembrava mansueto,e si stava dirigendo verso un tavolo,placido. Anche Amy stava tranquillizzandosi,ma furono brevi momenti di calma,cui seguirono eventi ben peggiori. Il lupo di colpo fu scosso da un brivido,sentendo nitido l’odore della ragazza e con un balzo le fu addosso,senza darle nemmeno il tempo di respirare. Con sguardo famelico,prese ad affondare gli artigli nel corpo della ragazza,facendole quasi perdere i sensi;piangendo Amy invocava il nome del ragazzo,come per cercare di richiamare la parte umana dell’essere che aveva di fronte,adesso sopita. Vaghe sensazioni seguirono quei momenti,sporadici flash nella sua mente annebbiata dal dolore,dalla rabbia,dall’impotenza,dall’amore.L’ultimo nitido ricordo della ragazza fu quello di alcune persone,dall’aspetto familiare,ma che non riusciva a focalizzare,entrare nella stanza e schiantare il lupo,che staccandosi da lei,ricadde svenuto poco lontano. Poi il buio.
 

Fine

Anastasia